Al CCP Tufello, uno speciale Woodstock di fine anno ha concluso una stagione piena di cultura e amicizia

Ieri sera al CCP  Tufello dopo lo splendido spettacolo WOODSTOCK con gli Holy Mounty  Five e dopo il mitico pentolone che dispensava pasta e tanta relazione sociale che tanto bene fa al quartiere di montesacro e soprattutto ai suoi abitanti, mi venivano in mente (Per me che sto preparando, insieme a tanti amici una  commedia al CCP) alcune considerazioni che Italo Calvino faceva sulla leggerezza: “Come la melanconia è la tristezza diventata leggera, così lo humour è il comico che ha perso la pesantezza corporea”. Viviamo in un’epoca dove regna sovrana la pesantezza. Dove la fa da padrona la tristezza che è uno stato d’animo più nobile rispetto a quello della leggerezza. Sembra che non si possa vivere senza necessariamente il pesante fardello della tristezza. Ma il problema è un altro: come si può alleggerire la gravità della condizione umana senza sentirci in colpa? So bene che le obiezioni di coloro che sono pesanti sarebbero tante e molto di esse metterebbero in evidenza come non è proprio possibile essere leggeri quando si hanno problemi seri, in famiglia o sul lavoro, quando alcune relazioni sono in crisi. Mi permetto di dissentire e affermare decisamente che non solo è possibile, ma, anzi, sottolineo che è proprio in quei momenti che diamo prova della nostra capacità di slancio intellettuale, emotivo, relazionale. Del resto sarebbe troppo facile essere leggeri quando tutto va bene. La leggerezza è un dono di Dio che si conquista anche con lacrime e fatica ed esige che rimettiamo in discussione l’elenco delle nostre priorità esistenziali. Essere leggeri vuol dire aver ben chiaro dove è il significato, il senso, la sostanza, il centro della nostra esistenza interiore come delle nostre attività e avvicinarsi ad essa senza appesantirsi o appesantire gli altri.

 

Nel partecipare ad una commedia comica come questa che sto preparando, ho preso le distanze dalla cruda realtà e ho preso coscienza che la vita si può condurre solo se abbiamo in tasca una moneta decisiva: che ha, su una faccia, la leggerezza e, sull’altra, l’umorismo. Anche il grande scrittore cattolico Chesterton identificava la fede con la gioia e l’umorismo …Un grano di follia fa lievitare la fede, e fa combaciare l’amor di Dio con l’amore per la vita. Il paradosso in fondo è proprio quel grano di follia che fa lievitare la realtà, come il comico insegna l’esistenza di nessi impensati tra gli uomini e le cose.

 

Tutto ciò si realizza al CCP Tufello magicamente con la musica, il ballo,il canto e soprattutto il teatro popolare. E poi il pentolone con la pasta “relazionale e relativa comunicazione interpersonale visiva e face to face” compiono il miracolo di far scendere in terra, pace amicizia e gioia. Aprite sempre quella porta!

Carlo Mafera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.