I mottetti precedettero l’uso dell’organo nella musica sacra e Monteverdi ne era un maestro

I “Voces8” sono dei maestri della musica sacra

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Questa musica non è così facile da cantare come potrebbe sembrare

I “Voces8” sono tornati con un mottetto scritto da Claudio Monteverdi, un compositore del 16esimo secolo che, nella musica occidentale, ha segnato il passaggio dall’era rinascimentale al barocco.

Oltre all’Incoronazione di Poppea, Monteverdi ha scritto molte belle opere teatrali così come molti mottetti e madrigali più corti. “Adoramus Te, Christe” è un mottetto, tradotto come “Ti adoriamo, Cristo”. Viene principalmente recitato o cantato tra le Stazioni della Croce.

La differenza principale tra un mottetto e un madrigale era la lingua. I mottetti erano sempre in latino e si concentravano sul sacro, mentre i madrigali erano in vernacolo ed erano tendenzialmente profani. I madrigali erano anche un po’ più vivaci.

I mottetti non erano come gli inni che conosciamo oggi. I fedeli non cantavano, perché la persona media non era istruita alla lettura della musica e i mottetti erano così intricati che era necessaria una profonda preparazione per poterli cantare.

Sebbene l’organo fosse già stato introdotto nelle chiese del 16esimo secolo, i mottetti erano generalmente scritti senza alcun accompagnamento strumentale. In parte era una continuazione della tradizione ebraica delle preghiere vocali, e in parte un modo per permettere anche alle chiese più piccole o più povere di cantare le preghiere senza aver bisogno di un organo.

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