Al Teatro Greco : il musical francescano più replicato : Forza Venite Gente

Il teatro del sacro rappresenta un’occasione irripetibile per la crescita individuale e comunitaria e la Compagnia Italian New Wave al Teatro Greco ne è la più compiuta esemplificazione

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Mi permetto di citare un recente articolo del Cardinal Bagnasco per introdurre la recensione a questo ottimo spettacolo : “L’apprezzamento e l’impegno per la formazione e la cultura è lodevole e decisivo per una società: e ci auguriamo che prosegua con decisione e concretezza. Desideriamo solo condividere una convinzione che sappiamo essere diffusa: la base della cultura non sono le competenze, che ci sono e sono spesso eccellenti, ma innanzitutto la formazione globale della persona. Il problema non è avere più informazioni, ma provare a fare sintesi. Ci sembra che la scuola sia sempre più tentata dalla sirena tecnologica: naturalmente la sirena canta per bocca e per conto di chi ci specula e arricchisce. I bambini sanno usare i dispositivi tecnologici meglio degli adulti, ma la macchina fornisce dei dati, non insegna a fare sintesi. Per questo a scuola – specialmente quella dell’obbligo – hanno bisogno di adulti che, capaci e appassionati della loro missione, aprono le menti e i cuori alla verità, al pensare, alla sintesi delle conoscenze, delle competenze e delle esperienze. A questa scuola, in tutti i suoi ordini e gradi – come già in piazza San Pietro alla presenza del Papa – rinnoviamo la nostra stima e l’incoraggiamento.” Ecco il nocciolo della questione “Fare sintesi” ed il teatro del sacro, nella sua dimensione comunitaria e parrocchiale è proprio l’occasione giusta. Non è la tecnologia che salva l’uomo ma l’uso che se ne fa di essa, sapendola unire sapientemente con l’umano o meglio con le esigenze più profonde dell’uomo.

 

Tanto impegno e tanta passione da parte della compagnia Italian New Wave.Tutto ciò perché nasca dal palco una fiaba perfetta, in grado di annullare la distanza del golfo mistico, fino a coinvolgere lo spettatore che sogna, gioisce, si commuove, si diverte e … applaude. E’ l’incontro tra persone prima e tra artisti poi che rende il teatro del sacro un momento straordinariamente mitico e socialmente mistico per condividere temi di spiritualità di vitale importanza per la crescita interiore del singolo e di tutta la comunità.

Due parole sulla commedia e sulle sue canzoni: “Forza venite gente” è un musical teatrale incentrato sulla vita di San Francesco d’Assisi, messo in scena da Michele Paulicelli nel 1981 (testi in prosa e versi di Mario Castellacci, Piero Castellacci e Piero Palumbo). Debuttò il 9 ottobre 1981 al Teatro Unione di Viterbo, mentre l’edizione più famosa, dalla quale è anche stata tratta la registrazione ufficiale, è quella messa in scena nel 1991 sul sagrato della Basilica Superiore di S. Francesco d’Assisi.

Nella versione della compagnia teatrale  Italian New Wave la parte recitativa di tutto il musical è affidata ai personaggi di Pietro di Bernardone e della Cenciosa che, con i loro dialoghi o monologhi (a seconda delle scene), introducono o commentano, in maniera comica, le ventitré scene cantate che compongono il musical. La parte musicale della commedia mette in risalto gli stili di vita del Frate (semplicità, povertà, affidamento alla Provvidenza, perfetta letizia, concetto al quale sono molto legato io che ho scritto per anni sull’omonima testata giornalistica,) e gli eventi che hanno caratterizzato il corso della vita del poverello d’Assisi. La figura centrale è per l’appunto il padre di Francesco, messo in crisi dalla conversione del figlio che gli rimette in discussione tutta la visione e la mentalità con la quale aveva fondato la sua vita. Forse ognuno di noi si può identificare in Pietro da Bernardone e può ancor oggi lasciarsi interpellare dalla semplicità e dalla perfetta letizia di Francesco. Significative e attuali le canzoni, tra cui Sorella Morte: come dice la cenciosa nell’introduzione di questa canzone “belli o brutti, prima o poi si muore tutti”. Ed anche per Francesco giunge l’ora della morte. Nonostante ciò egli la accoglie con il sorriso e non come una cosa negativa. In un periodo storico come il nostro dove è forte il tabù della morte, dovremmo riscoprire ancor di più questa canzone francescana.

E infine “Laudato Sii”, il cantico delle creature: una delle preghiere più belle che il Santo Frate abbia scritto. Man mano che la canzone scorre compaiono sulla scena tutti i personaggi e le comparse del musical ad eccezione di Pietro di Bernardone che entrerà in scena verso la fine della canzone dal fondo della platea portando in alto una forma di pane che consegnerà al figlio abbracciandolo.

Una particolare interpretazione di questa compagnia che ha messo in evidenza la spiritualità francescana nella sua dimensione gioiosa e serena  nell’affrontare le difficoltà e infine la morte.

A cura di Carlo Mafera

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