La Compagnia della Zorza al Teatro Viganò con IL MISTERO DELL’ASSASSINO MISTERIOSO ha messo in scena una meravigliosa e sapiente demenzialità

Un giallo ? Un giallo demenziale di chiara matrice anglosassone, alla Agata Christie. Il detective Mallory ha riunito nel salone principale del castello i sospetti assassini della Contessa Worthington. Ma uno degli attori ha un malore e sviene. Si chiude il sipario, si cerca di tranquillizzare la platea, si chiede un po’ di pazienza. Quando sembra non esserci altra soluzione se non concedere al pubblico la possibilità di tornare, il bibitaro si offre di interpretare il ruolo lasciato vacante . Malgrado le resistenze del regista-autore lo spettacolo prosegue con il nuovo acquisto e da ciò nascono demenziali ed esilaranti situazioni per il tentativo di suggerire al bibitaro le battute che lui non ricorda . Le difficoltà crescenti dell’improvvisato attore, sabotano lo svolgersi del giallo, e la trama peraltro esile e banale, che viene così saccheggiata dagli errori del “bibitaro” ,scatena via via gli egoismi e le meschinità degli altri attori disposti a tutto pur di prendersi un applauso in più e cercare di far finire lo spettacolo in qualche modo.

Tratta da un’idea di Greg, “Il Mistero” è la prima vera commedia scritta dal duo e portata con crescente successo sui palcoscenici romani e milanesi. Il tema della vanità, delle invidie e delle meschinità tra gli attori, svolta con grande leggerezza sembra il fil rouge della commedia stessa. A questo punto chi scrive desidera  mettere in evidenza questo aspetto che potrebbe essere il vero messaggio che gli autori vogliono far passare al grande pubblico e cioè la difficoltà e la conflittualità nelle relazioni umane. L’antidoto può essere l’esortazione a ritrovare l’unità e la carità, superando quelle “realtà proprie delle creaturalità” che sono divisioni, dissidi, carrierismi, gelosie.
Ricordiamo un pensiero del Cardinal Gianfranco Ravasi :“Benedetto XVI ci ha ricordato tante volte questo tema che tocca noi in maniera particolare. Queste parole – ‘divisione’, ‘dissidi’, ‘carrierismi’, ‘gelosie’ – sono parte dell’esperienza, del peso e della fatica dello stare insieme. Quante volte si sente persino questo veleno di gelosia ed invidia che comincia ad introdursi nei confronti di un’altra persona. E anche quest’ultima, se sensibile, avverte di essere oggetto di tali sentimenti.”. Solo l’amore di Dio, rugiada di freschezza, può irrigare queste aridità. Questa commedia  ha portato allo spettatore, oltre che tante sane risate, questo profondo spunto di riflessione.

Carlo Mafera

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