I vaccini sono sostanzialmente sicuri: il rapporto rischio-benefici è del tutto favorevole ai benefici. Sospenderli significherebbe aumentare i morti

Coronavirus Covid-19: Rossi (Campus biomedico Roma), “vaccini sono sicuri, dobbiamo spingere affinché siano disponibili per tutti”

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmailPrint27 gennaio 2021 @ 13:08

Pubblicazione su spv da agensir a cura di Carlo Mafera

AGENSIR- “Le reazioni avute sia nella prima sia nella seconda somministrazione sono nell’ordine di quanto dichiarato dalle aziende produttrici. Questi vaccini sono sicuri, sono stati studiati bene e approvati seguendo attentamente tutte le fasi fino al dossier finale”. Lo ha affermato Francesco Rossi, professore di farmacologia all’Università Vanvitelli di Napoli e responsabile del Clinical Innovation Office dell’Università Campus Bio-Medico di Roma in occasione del corso di farmacovigilanza “La sicurezza di farmaci, vaccini e dispositivi medici in fase pre e post-marketing” organizzato dall’Ateneo romano per tutto il suo personale medico-sanitario che si chiude oggi in versione online.
“Credo sia questo il momento giusto per vaccinarci tutti, anzi – l’appello di Rossi – dobbiamo spingere affinché i vaccini siano disponibili per tutti. Bene ha fatto l’Italia a reclamare per la mancata consegna dei vaccini perché più vacciniamo tutta la popolazione più potremmo sperare di uscire quest’anno dalla pandemia”.
Durante il corso è emersa l’importanza di rilanciare anche all’interno delle strutture sanitarie la sicurezza nell’utilizzo di farmaci e vaccini. Il percorso teorico-pratico, al quale hanno partecipato docenti provenienti dalle più importanti università italiane, da Aifa e dal ministero della Salute, “segna – spiega una nota – un rinnovato impegno verso i pazienti e per la cultura della sicurezza da parte dell’ateneo che gestisce un Policlinico universitario, un Covid center, un centro di cure palliative e offre al territorio numerosi servizi ambulatoriali in convenzione con il Servizio sanitario nazionale”.
“Credo sia molto qualificante che un’istituzione come l’Università Campus Bio-Medico di Roma coinvolga il suo personale in un momento di formazione di elevata qualità e valore”, ha detto Rossi. L’Ateneo romane procede sul sentiero della farmacovigilanza con un doppio obiettivo: “Da un lato – ha sottolineato il professore – accrescere l’attenzione dei ricercatori sull’efficacia delle loro sperimentazioni, perché non basta verificare cosa succede a livello della terapia ma bisogna valutare anche il livello di sicurezza sul paziente. L’altro importante elemento di crescita sarà la possibilità seguire meglio l’utilizzo dei farmaci nei diversi reparti

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