1 marzo. Giornata Mondiale contro la discriminazione. Ecco un ottimo approfondimento


10 azioni per dire NO al razzismo (FOTO)

Adriana Bello – pubblicato il 
Pubblicazione su spv da aleteia a cura di Carlo Mafera- rimovibile

RASIZMShutterstock

Abbiamo tutti il potere di fare qualcosa contro la discriminazione razziale senza bisogno di sentirci dei supereroi o di mettere a rischio la nostra sicurezza

La morte, qualche giorno fa, di George Floyd, un afroamericano accusato di aver rubato in un supermercato, ha scatenato un’ondata di disordini,proteste e manifestazioni in tutto il mondo.

Il razzismo è, come dice Papa Francesco, “un peccato che non possiamo tollerare”, come la violenza. Il nostro rifiuto della discriminazione razziale può esprimersi in molti modi non violenti. Eccone qualcuno.Galleria fotografica

1 Parlare con i più piccoli

Può sembrare la cosa più ovvia, ma è ciò che conta maggiormente per fermare quello che spesso si semina fin da bambini. Anche se credete che vostro figlio non capirà, è importante sedersi con lui e ricordare che Dio ha creato tutti e che il colore della pelle non conta.

In base all’età si può approfondire il tema e sottolineare che dobbiamo avere tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. Ricordate che potete aiutarvi con film e libri che rendano più evidente questo problema. La lotta al razzismo inizia con i valori che si trasmettono in casa.

2 Autovalutazione e valutazione

Non solo i bambini, ma anche gli adulti devono valutarsi e analizzare da cosa e da chi sono circondati. Come ci esprimiamo? Che “ritornelli” usiamo? Abbiamo pregiudizi, a volte senza volerlo, su qualcuno per il colore della sua pelle in determinate occasioni? I luoghi che frequentiamo sono diversi a livello razziale? Cosa sappiamo dei diritti umani? Ci siamo mai sentiti discriminati o beneficiati per la nostra razza? In che modo agiamo?

Abbiamo mai pensato a come le nostre parole o le nostre azioni possono influire sugli altri?

3 Informarsi

Il razzismo o la sua negazione si verificano in genere per mancanza di informazione. L’educazione è generalmente la risposta a molti dei problemi della società, e questo non fa eccezione. Non si sa mai abbastanza di un tema, e men che meno dell’indole umana.

Informatevi su come erano le leggi in passato e su cosa dicono ora. Scoprite casi storici come ad esempio quello di Rosa Parks negli Stati Uniti. Andiamo nei centri della nostra comunità per ascoltare delle testimonianze. Leggiamo libri al riguardo e ascoltiamo.Advertising

4 Non rimanere in silenzio

È probabilmente la cosa più difficile, perché – siamo onesti – temiamo di essere insultati o feriti fisicamente. Immaginiamo, però, di stare al posto di chi viene offeso e come ci sentiremmo se nessuno reagisse all’ingiustizia. A volte è perfino una persona cara a fare uno “scherzo” offensivo in un incontro tra amici.

Con rispetto e cautela, possiamo intervenire nella situazione di cui siamo testimoni. Analizziamo come farlo, se in forma pubblica o privata, e vediamo se va al di là delle nostre possibilità. Se nessuno resta in silenzio l’aggressore ci pensa due volte, non credete?

Non esitate a chiamare qualche autorità, e se è quest’ultima il presunto aggressore contattate un’altra istituzione. Potete registrare l’incidente perché restino prove dell’accaduto.

5 Penalizzazione commercialeAdvertising

Se sapete che qualche ristorante, marca o luogo è direttamente o indirettamente razzista (perché ci sono già delle denunce sulle reti sociali o vi avete assistito voi stessi), non andate in quel locale o non comprate i suoi prodotti. È un modo per esprimere il vostro rifiuto di quell’atteggiamento. Potete anche parlarne con chi vi è vicino.

Troverete sempre un altro luogo o negozio in cui la gente non viene discriminata per il color della pelle. Accertatevi se si tratta dell’atteggiamento di un dipendente in particolare, nel qual caso potrete protestare con il proprietario, o se è una politica d’impresa.

6 Donare

Ci sono molte organizzazioni e fondazioni che si dedicano a questa lotta. Forse non avete il tempo, ma con un apporto economico potete aiutare i loro membri a continuare il loro lavoro. Assicuratevi che il loro operato e le loro attività non siano violenti e siano conformi ai vostri valori.

7 Riferire sulle reti socialiAdvertising

Se nelle vostre reti sociali vedete qualche commento o pubblicazione che ritenete razzista, potete denunciarlo e far sapere al suo promotore che quello che ha detto o scritto non va bene, spiegando il motivo.

8 Aiutare le vittima

Anche se l’idea è evitarlo, se sapete che qualcuno è stato vittima di razzismo ascoltatelo e cercate di sostenerlo. Rispettate la sua confidenzialità.

9 Non permettere che la paura sia una scusa

So che è più facile a dirsi che a farsi, soprattutto vedendo le notizie che ci arrivano in questi giorni. Credo che a volte si discuta sul come ma non sul cosa, che è l’aspetto più importante. Possiamo tutti fare qualcosa, in grado maggiore o minore. Nssuna azione è piccola, tutte si sommano.

Non bisogna considerarsi dei supereroi o mettere a rischio la propria sicurezza per far parte di quella lotta. Le azioni collettive generano cambiamenti sistematici. C’è una bella frase di Anita Koddick che ricordo sempre in questi casi: “Se credi di essere troppo piccolo per avere un mpatto, cerca di dormire con una zanzara nella stanza”.

10 Essere empatici

La solidarietà è uno degli atti umani più belli. Il fatto di non essere noi le vittime del razzismo o di non conoscere nessuno che lo sia non significa che questo non esista. Se non possiamo accompagnare l’altro nella sua lotta, facciamogli almeno sapere che lo rispettiamo, e soprattutto non diventiamo un ostacolo per lui. Non minimizziamo i sentimenti o la sofferenza altrui. La lotta contro il razzismo non è di una razza o dell’altra, ma una lotta dell’umanità. E non si tratta solo di crederci, ma di fare qualcosa al riguardo

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