I 90 anni dell’Amerigo Vespucci raccontati con un’intervista immaginaria da lassù dal mitico prof. Alberto Santoni storico navale indimenticato che lo scrivente ha avuto l’onore di conoscere in quanto suo professore di Storia presso la facoltà di Scienze Politiche

I velieri Vespucci e Colombo

GLI SCAFI DOVE I NOSTRI GIOVANI DIVENTARONO MARINAI

Mafera: Professore ci parli dei nostri storici velieri e in particolare della Vespucci che oggi 22 febbraio compie 90 anni e nella quale mio fratello Fulvio ammiraglio in pensione, ha avuto l’onore di imbarcarsi nel 1970

Santoni: La prima nave scuola della marina italiana fu la fregata «Principe Umberto». Dopo, molte altre, furono varati i velieri «Vespucci» e «Colombo», ammirati e invidiati da tutte le flotte del mondo.

Scafo in legno con corazza di ferro, motore con propulsione ad elica della potenza di 600 HP, tre alberi a vele quadre e bompresso, venticinque cannoni di vario calibro: queste le caratteristiche della « Principe Umberto», la nave scuola sulla quale si svolgevano i corsi annuali di addestramento degli allievi ufficiali di marina negli anni immediatamente successivi alla costituzione del regno d’Italia. Costruita nel cantiere genovese della Foce, la fregata « Principe Umberto » entrò in servizio nel Novembre del 1863. Era lunga circa 76 metri e larga 15; dislocava a pieno carico: 4.100 tonnellate. Normalmente l’equipaggio era costituito da 22 ufficiali e da 580 sottufficiali e marinai. Partecipò alla battaglia di Lissa ed ebbe via via comandanti famosi: Saint Bon, Acton, Faussone di Clavesana, De Viry e infine Amedeo di Savoia. Prima nave scuola della nostra marina, fu radiata il 31 Marzo 1875.

L’ultima campagna d’istruzione la fece nell’estate dei 1867, effettuando una crociera intorno alle acque di Caprera. Le vere e proprio campagne d’istruzione per gli aspiranti ufficiali della marina militare ebbero comunque inizio solo dopo la costituzione dell’Accademia di Livorno. La prima crociera di addestramento, al comando dell’allora capitano di vascello Canevaro,. si fece con la « Città di Napoli » nel 1882 con questo itinerario: Livorno, Gibilterra, Ferrol, Portsmouth, Purfleet (sul Tamigi), Rosas, Portoferraio e Livorno. Per circa un decennio gli accademisti di Livorno si limitarono a crociere nel Mediterraneo e lungo le coste atlantiche dell’Europa. Solo nel 1893 si organizzò la prima crociera oceanica, alla quale parteciparono 277 allievi.Incrociatore « ETNA »Agli ordini dei contrammiraglio Morin, venne effettuata con tre navi: la pirofregata «Vittorio Emanuele» di 3.126 tonnellate, varata nel 1856, già appartenente alla marina sarda; l’incrociatore «Flavio Gioia» di 2.760 tonnellate, costruito a Castellamare di Stabia ed entrato in servizio nel 1883; l’incrociatore «Amerigo Vespucci» di 2.705 tonnellate, costruito all’arsenale di Venezia in servizio dal 1884. Durò oltre quattro mesi: iniziò il 23 Giugno 1893 e si concluse il 31 Ottobre. 1 277 allievi vennero suddivisi in tre gruppi: 109 a bordo della « Vittorio Emanuele », comandata da Parascandolo, 84 sul « Flavio Gioia » comandato da Ricotti e 84 sull’« Amerigo Vespucci », comandato da Carnevali.La traversata dell’Atlantico fu effettuata quasi totalmente a vela e richiese un mese: dal 5 Luglio, giorno in cui fu superato lo stretto di Gibilterra, al 4 Agosto, quando venne raggiunta Annapolis. Dopo aver attraccato a Baltimora e a New York, le tre navi ripresero il viaggio di ritorno il 31 Agosto. Al termine della crociera, conclusasi a Livorno il 31 Ottobre, la divisione navale aveva percorso un totale di 10.574 miglia, delle quali 6.695 a vela e 3.879 a vapore. Nel trentennio che va dal 1882 al 1907 gli accademisti di Livorno ebbero a disposizione per la loro istruzione pirofregate, corvette, incrociatori e brigantini dotati di alberatura completa e di apparati motori ausiliari. Dal 1907 in avanti venne adibito a nave scuola anche l’incrociatore di squadra « Etna », esclusivamente a vapore. Entrato in servizio nel 1887, l’« Etna » (costruito a Castellamare di Stabia) dislocava 3.530 tonnellate; era lungo circa 91 metri e largo 13; disponeva di un apparato motore della potenza di 7.480 HP che gli consentiva una velocità massima di 17,8 nodi orari.Nave scuola  « CRISTOFORO COLOMBO » Alla fine della seconda guerra mondiale, fu ceduta all’URSS.Armato con diciotto cannoni, due mitragliere e quattro lanciasiluri, aveva un equipaggio,di circa 300 uomini. Classificato come ariete torpedìniere, partecipò anche alla prima guerra mondiale, stazionando in Tripolitania e poi a Taranto come nave caserma e come sede dei comando in capo dell’Armata navale. Fu radiato il 15 Maggio 1921. Nel 1909 l’« Etna», al comando dei capitano di vascello Baggio Ducarne, effettuò una campagna oceanica d’istruzione durata dal 27 Luglio al 6 Novembre. Partita da Livorno, toccò i porti di Funchal, Port Hamilton, Baltimora, Annapolis, Norfolk, Filadelfia, New York, Punta Delgada, La Spezia. Dopo la guerra 1915 1918 gli accademistí di Livorno fecero la loro prima crociera fuori dalle acque del Mediterraneo nel 1919 a bordo dell’incrociatore « Francesco Ferruccio », comandato dal capitano di vascello Cantù. Questo l’itinerario: Livorno, Gibilterra, Vigo, Dover (foci dell’Elba), Brunsbúttel, Kiel, Copenaghen, Kiel, Brunsbúttel, Anversa, Plymouth, Gibilterra, Livorno. Il « Ferruccio » era un incrociatore corazzato di 7.350 tonnellate (apparato motore della potenza di 14 mila HP, velocità massima 19 nodi, armato con 27 cannoni di diverso calibro, equipaggio di circa 550 uomini) che, costruito all’arsenale di Venezia, era entrato in servizio nel Settembre dei 1905. L’unità (con il motto « Qui la virile età l’ardir prepari ») aveva partecipato alla guerra italo-turca e al conflitto mondiale. Negli anni seguenti fu adibito a nave scuola una decina di altre volte fino al 1929, allorché venne radiato.Altre unità destinate a crociere d’addestramento e che val la pena di ricordare furono il cacciatorpediniere « San Martino » (poi catturato dai tedeschi al Pireo l’ 8 Settembre 1943) e gli incrociatori « Varese », « Pisa » e « San Giorgio ». Costruito nei cantieri Orlando di Livorno nel 1901, il « Varese » fu adibito a nave scuola dal 1920 al 1922. Dopo aver partecipato alla guerra nelle acque del Basso Adriatico, il « Pisa » (costruito nei cantieri Orlando di Livorno ed entrato in servizio nel Settembre del 1909) effettuò sei campagne navali estive d’istruzione per gli allievi. Passò in disarmo il 27 Aprìie 1937. Il « San Giorgio» (costruito a Casteliamare di Stabia, entrato in servizio nel Luglio del 1910, 10.167 tonnellate) compì una lunga campagna di istruzione con gli accademisti di Livorno nell’estate del 1924. Comandato dall’ammiraglio Attilio Bonaldi e con a bordo anche il principe ereditario Umberto, partì da Genova ai primi di Giugno per toccare poi i porti di Livorno, Gaeta, Napoli, Gibilterra, Dakar, Bahia, Buenos Aíres, Montevideo, Las Palmas, Tenerife, Algeri, La Spezia, Brindisi, Zara, Fiume e Pola, dove arrivò a metà Ottobre. Nel 1938 e nel 1939 venne nuovamente destinato a crociere in Mediterraneo per gli accademisti. Partecipò infine all’estrema difesa di Tobruk, durante la seconda guerra mondiale. Prima dell’arrivo del nemico, il 22 Gennaio 1941, venne fatto saltare ed autoaffondare nelle acque della base. All’unità fu conferita la medaglia d’oro al valor militare. La stessa decorazione toccò anche al suo ultimo comandante, il capitano di fregata Stefano Pugliese. Le due più famose navi scuola dei periodo fra le due guerre furono le fregate « Cristoforo Colombo» e « Amerigo Vespucci » che compirono numerose crociere, una mezza dozzina delle quali fuori dalle acque del Mediterraneo, riscuotendo ovunque ammirazione. Nel 1925 l’allora ministro della Marina, ammiraglio Paolo Thaon di Revel, propose per l’Accademia di Livorno un tipo di nave che mantenesse vivo, per l’imponente piano velico e per le eleganti linee dello scafo, il fascino e le funzioni degli antichi vascelli. L’idea di Thaon di Revel fu accettata e attuata dal suo successore, il ministro della Marina ammiraglio Giuseppe Sirianni. Sotto la sua supervisione nacquero così nel cantiere di Castellamare di Stabia le due splendide unità.

La nave scuola « Amerigo Vespucci » in navigazione nel Mediterraneo. Impostata nel 1929, l’unità fu varata il 22 Marzo 1930. Compì la sua prima lunga crociera nell’estate del 1933, toccando fra l’altro i porti di Baltimora e New York.La « Colombo », entrata in servizio nel 1928, alla fine della seconda guerra mondiale venne ceduta, in base alle clausole dei trattato di pace, alla marina militare sovietica. La « Vespucci », entrata in servizio nel 1931, sopravvisse miracolosamente agli eventi bellici e continua tuttora ad essere una valida palestra di addestramento per i nostri giovani accademisti. Impostata nel 1929, la « Vespucci » venne varata il 22 Marzo 1930. Con un dislocamento di 4.146 tonnellate, lunga oltre 82 metri e larga 15 e mezzo, dispone di due motori diesel elettrici della potenza, su un’elica, di 2 mila CV, che consentono la velocità di 10 nodi; è inoltre armata con quattro cannoni da 76 mm. e una mitragliera. Anche la « Vespucci », come già la « Colombo », fa pensare alle fregate a vela costruite tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Nell’estate dei 1933 le due navi, con a bordo gli accademisti livornesi, fecero insieme una crociera d’addestramento in Atlantico che vale la pena di ricordare. La diresse lo stesso comandante dell’Accademia, ammiraglio Romeo Bernotti, che alzò la sua insegna sul « Vespucci », comandata dal capitano di vascello Tommaso Panunzio. La « Colombo » era invece comandata dal capitano di fregata Aristotile Bona. Il viaggio iniziò a Livorno il 22 Giugno e si concluse, sempre a Livorno, il 22 Ottobre. Durante i dieci giorni di permanenza nel porto di Baltimora le due navi vennero visitate da migliaia di persone e l’equipaggio ricevette calorosi festeggiamenti dalle autorità e dalla popolazione locale. A New York l’arrivo (il 20 Agosto 1933) della «Colombo » e della « Vespucci » coincise con la presenza in quel porto dei nostri sommergibili e delle nostre vedette che avevano scortato la crociera aerea de decennale di Italo Balbo.

 Alberto Santoni

pubblicazione rimovibile a cura di Carlo Mafera

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