11 febbraio. Giornata mondiale del Malato. Grazie infinite ai medici e agli infermieri che, come tanti angeli custodi, hanno ridato la vita a tante persone. Grazie a Giulia, mia cugina, per la sua abnegazione svolta in una clinica di Como per i malati di Covid e grazie ad un bravo ortopedico del cto Alesini di Roma che mi ha evitato l’invalidità

Giornata del malato: don Angelelli (Cei), “oggi in tutte le cappellanie ospedaliere una preghiera di ringraziamento a Dio per medici e infermieri”

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmailPrint 10 febbraio 2021 @ 10:42

(Foto: ANSA/SIR)

Agensir – Oggi pomeriggio, dalle 16 alle 17, nelle cappellanie ospedaliere del Paese si svolgerà contemporaneamente un momento di adorazione eucaristica per ringraziare Dio del dono dei medici, degli infermieri e di tutti coloro che quotidianamente si dedicano con professionalità, dedizione, grande umanità alla cura di ogni persona malata. A promuovere l’evento, che ha come tema “Invece un samaritano. Preghiera di ringraziamento a Dio per i curanti”, è l’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei alla vigilia della XXIX Giornata mondiale del malato che ricorre domani, memoria liturgica della Madonna di Lourdes.
“Una preghiera collettiva – spiega al Sir il direttore dell’Ufficio, don Massimo Angelelli – che salirà dalle cappellanie ospedaliere per dire grazie a medici, infermieri e operatori che soprattutto in questo tempo di Covid hanno portato e continuano a portare carichi molto pesanti, hanno affrontato e continuano ad affrontare situazioni di grande stress emotivo, psicologico e spirituale e forse non sempre questo è stato loro riconosciuto. I nostri cappellani che lavorano fianco a fianco nelle strutture ci dicono ogni giorno qual è il loro grado di fatica”. Nel suo Messaggio per la Giornata del malato, il Papa li definisce “schiera silenziosa di uomini e donne che hanno scelto di guardare i volti dei malati e farsi carico delle loro ferite”. “Una schiera di professionisti che non va in televisione a fare grandi discorsi ma si mette al servizio dell’umanità sofferente per curarla nel silenzio – chiosa Angelelli -. Noi cappellani la conosciamo e incontriamo ogni giorno: gente che con grande semplicità si prende cura degli altri e salva vite. Con la preghiera di oggi vogliamo ringraziare Dio per il dono dei curanti e dire a questi ultimi: grazie per quello che fate e per come lo fate”. L’evento potrà essere seguito sul canale Youtube o sulla pagina Facebook della Cei.

pubblicazione su SPV da Agensir a cura di Carlo Mafera

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