Ancora un altro passo verso la cultura della morte: la pillola per la “contraccezione d’emergenza”

E’ stato raggiunto un ulteriore traguardo nella cultura della morte.

Dopo aver modificato le linee guida della pillola abortiva, per cui le donne possono assumere la Ru-486 per uccidere il figlio che portano in grembo senza obbligo di ricovero in ospedale, ecco un’ulteriore chance abortiva.

Il target è giovane. Molto giovane.

Non sarà infatti più necessaria la prescrizione medica per fornire alle minorenni ulipistral acetato, il farmaco EllaOne utilizzato per la cosiddetta “contraccezione di emergenza”.

Una decisione che, come ha ben sottolineato il Comitato Verità e Vita in uno suo recente comunicato, “si comprende appieno se si tiene conto di quanto previsto dalla legge 194 del 1978 che ha legalizzato l’aborto”.

Secondo Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco che è autrice della decisione, «si tratta di uno strumento etico, in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze.»

Si, hai capito bene: uno “strumento etico”!

Già la legge 194 permetteva alle minorenni di accedere all’aborto senza dover coinvolgere i genitori.

Ora possono entrare in farmacia e comprare la pillola in totale autonomia e solitudine, senza doversi confrontare con nessuno. Hanno da leggere solo un bugiardino con indicazioni d’uso e, dice l’Aifa, a breve verrà lanciato un sito web che veicolerà i “giusti” approfondimenti in materia.

Eppure «non è un farmaco da utilizzare regolarmente» secondo quanto affermato dallo stesso direttore Magrini.

Ciononostante, la salute delle ragazze è sacrificabile all’obiettivo fissato: ridurre il tasso di concepimento fra le under18, perché «le gravidanze nelle teenager sono un importante indicatore di sviluppo di una società, che va tenuto ai minimi livelli», chiosa l’Aifa.

L’ipocrisia, però, vuole far passare questo composto proprio a tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti!

Il retro pensiero, nemmeno tanto velato, è che la maggior parte delle gravidanze adolescenziali terminerebbero con un aborto.

Se invece le gravidanze fossero potate a termine, le madri adolescenti avrebbero meno probabilità di portare a termine gli studi e, di conseguenza, di trovare un’occupazione, rischiando di dover crescere i figli in povertà.

Questo è puro terrorismo!

Secondo questa mentalità, le ragazze devono perciò potersi recare serenamente in farmacia e comprare pillole abortive. Più volte, se necessario.

Attenzione, però. Nonostante il messaggio che si cerca di far passare, la “contraccezione d’emergenza” non è “semplice” contraccezione, di per sé cosa già pessima. La EllaOne non si limita ad impedire il concepimento.

Ha un effetto antinidatorio, oltre che contraccettivo. Se c’è stato concepimento, viene impedito l’annidamento dell’embrione nel corpo della madre e, quindi, si fa morire l’embrione.

D’altronde, se è possibile uccidere impunemente i bimbi a gravidanza avanzata, perché non si dovrebbe poter uccidere gli embrioni appena concepiti?

È chiaro che il periodo non è affatto facile per i difensori della vita.

Ma è necessario, proprio per queste oggettive avversità, insistere sulla tutela di ogni vita umana: dal concepimento fino alla morte naturale, nessuna esclusa.

La legge 194 sull’aborto e la legge 40 sulla fecondazione artificiale, permettendo l’uccisione degli embrioni e dei bambini non ancora nati, negano loro ogni dignità e li cancellano dalla realtà.

Io e te non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo formare le coscienze delle più giovani.

Per farlo, però, ho bisogno del tuo aiuto. Il tuo sostegno è centrale per affermare la cultura della vita.Sostieni Generazione Voglio Vivere!

Grazie per quello che potrai fare, noi restiamo in prima linea in questa battaglia all’ultimo sangue.

Un caro saluto,

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

Pubblicazione su SPV a cura di Carlo Mafera

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