Una stanza al buio al Teatro degli Audaci fino all’11 ottobre

Intervista ad Alessia Fabiani

La morte di uno scapolo impenitente e fortemente lussurioso coinvolge due persone che hanno subito il suo vizio capitale. La donna assassina ritorna nel luogo del delitto per fare in modo che il suo delitto per legittima difesa venga attribuito all’uomo amministratore del palazzo che subisce il tradimento della sua compagna proprio con lo scapolo. È un crescendo di sottili astuzie della donna amante del pervertito per far ricadere il delitto sulle spalle dell’ingenuo uomo che si lascia abbindolare dalle arti subdole della maliarda. Insomma un giallo grottesco e ironico che vuole mettere in evidenza uno spaccato di un’umanità fragile e ricca di difetti dove il più furbo e in questo caso la più astuta scarica le proprie responsabilità sul più debole come spesso succede nella realtà. Ciò che è più importante è che il teatro degli audaci abbia ripreso il volo per la sua preziosissima funzione di far crescere la dimensione di cultura e di civiltà di una periferia abbandonata dalle istituzioni da questo punto di vista. Un applauso all’ottima recitazione degli attori.

Carlo Mafera

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