Le qualità artistiche e canore del Maestro Giuseppe Del Bono raggiungono livelli di rara perfezione. È un privilegio seguire i suoi percorsi didattici per grandi e piccini

La qualità del canto e della didattica canora di Giuseppe Del Bono e’ l’aderenza piena e assoluta al rito che si va svolgendo. Ma allora, ci si può chiedere, la bontà della composizione non è importante? Lo è proprio perché aderisce a questo criterio. I linguaggi liturgici (non solo quello verbale) comunicano per via emozionale qualcosa del mistero della celebrazione, ecco perché ci “espandono”. Non è la musica ma il suo contatto con il mistero che si celebra, la sua forte unione. Giuseppe Del Bono conosce questo aspetto più di qualsiasi liturgista. Per essere a servizio di questa comunicazione bisogna essere esperti e in grado di piegare la materia (sonora e visiva) ad esigenze così alte e Del Bono sa bene come muoversi tra le esigenze sonore e mistiche. Solo così la musica liturgica ci porta via dal quotidiano, ci permette di affacciarci in una dimensione che ancora non ci appartiene. Si direbbe, in un linguaggio di antropologia filosofica, che l’uomo, ascoltando questo tipo di musica, potrebbe raggiungere l’autotrascendimento.

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La musica liturgica ci permette infatti di toccare il cielo anche se solo per pochi momenti. E a proposito di autotrascendimento mi sembra significativo citare ancora il grande Papa teologo Benedetto XVI che, concludendo un Suo documento proprio su “Liturgia e Musica Sacra” faceva riferimento a questa espansione che la melodia religiosa opera sull’anima umana. Egli affermava infatti : “… Oggi vediamo che all’uomo privo di trascendenza rimane solo il gridare, perché vuole essere soltan­to terra e cerca di far diventare sua terra anche il cielo e la profondità del mare. La vera liturgia, la liturgia della comunione dei santi, gli re­stituisce la sua totalità. Gli insegna di nuovo il tacere e il cantare, apren­dogli la profondità del mare e insegnandogli a volare, l’essere dell’an­gelo; elevando il suo cuore fa risuonare di nuovo quel canto che in lui si era come assopito. Anzi, possiamo dire persino che la vera litur­gia si riconosce proprio dal fatto che essa ci libera dall’agire comune e ci restituisce la profondità e l’altezza, il silenzio e il canto. La vera litur­gia si riconosce dal fatto che è cosmica, non su misura di un gruppo. Es­sa canta con gli angeli. Essa tace con la profondità dell’universo in at­tesa. E così essa redime la terra.” Giuseppe Del Bono realizza il pensiero teologico di Papa Benedetto XVI perché lo conosce e lo inserisce magistralmente tra le note musicali e canore che padroneggia con rarissima e delicatissima abilità.
Per tutti questi motivi e cioè per le rare qualità del Maestro Del Bono si consiglia a tutti coloro che si vogliono avvicinare alla meravigliosa arte canora di prendere lezioni da Lui che conosce percorsi didattici per tutte le età.

Carlo Mafera

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