Censis, le imprese straniere sono enormemente cresciute anche negli anni della crisi: dal 2008 al 2019, mentre gli imprenditori italiani diminuivano del 16,3%, quelli stranieri sono aumentati del 48,4% (quelli extracomunitari del 57,6%). Insomma questo è il lavoro che c’è quando si parla tanto del lavoro che non c’è!

Comunicati Stampa

Il capitolo «Sicurezza e cittadinanza» del 53° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2019

Roma, 6 dicembre 2019 – Siamo diventati razzisti? Negli ultimi tempi sembra essere montata una pericolosa deriva verso l’odio, l’intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze. Il 69,8% degli italiani è convinto che nell’ultimo anno siano aumentati gli episodi di intolleranza e razzismo verso gli immigrati. Un dato netto, che trova conferma trasversalmente ai territori e ai gruppi sociali, con valori più elevati al Centro (75,7%) e nel Sud (70,2%), tra gli over 65 anni (71%) e le donne (72,2%). Il 50,9% di chi pensa che ci sia stato un aumento degli episodi di razzismo li attribuisce alle difficoltà economiche e all’insoddisfazione generale della gente. Il 35,6% invece li motiva con l’aumento della paura di essere vittima di reati, il 23,4% ritiene che dipendano dal fatto che ci sono troppi immigrati e il 20,5% pensa che gli italiani siano poco aperti e disponibili verso i migranti. Sembra essere tornato anche l’odio verso gli ebrei: un cittadino europeo su due considera l’antisemitismo un problema nel proprio Paese. In Italia a pensarla così è il 58% della popolazione.

Cittadini stranieri alla rincorsa del mondo digitale. In Italia ci sono 1.401.000 famiglie composte da soli cittadini stranieri, che rappresentano il 5,8% dei 24.335.000 nuclei familiari censiti dalla rilevazione di base Auditel. I componenti di questi nuclei non possono rinunciare allo smartphone, presente in tutte le abitazioni (mentre il dato tra i cittadini italiani è del 95,9%), né al collegamento a internet (il 97,8% contro l’83,4% degli italiani). Nell’88,3% delle case in cui vivono solo stranieri è presente almeno un televisore, ma in una famiglia su quattro i televisori sono almeno due, per un totale di 1.700.000 schermi. Il 25,3% dispone di almeno un apparecchio tv che consente di collegarsi al web (smart tv o apparecchio tradizionale dotato di un dispositivo esterno per la connessione) e il 26% possiede l’antenna satellitare. Per il resto, il corredo tecnologico delle loro case è meno ricco di quello delle abitazioni degli italiani. Solo il 20,4% ha una linea telefonica fissa (contro il 59,2% degli italiani), il 47,3% ha un pc o un tablet (il 62,3% tra gli italiani).

Piccole imprese, ma imprese. Al primo semestre del 2019 i titolari di impresa nati all’estero che esercitano la propria attività nel nostro Paese sono 452.204 e rappresentano il 14,9% dei 3.037.661 titolari di impresa attivi in Italia. L’81,1% di questi (367.104) proviene da un Paese extracomunitario. Le imprese straniere sono enormemente cresciute anche negli anni della crisi: dal 2008 al 2019, mentre gli imprenditori italiani diminuivano del 16,3%, quelli stranieri sono aumentati del 48,4% (quelli extracomunitari del 57,6%). Le città metropolitane si trovano ai vertici del ranking provinciale costruito sulla base della numerosità dei titolari di impresa stranieri attivi: al primo posto si trova Roma, con 45.759 titolari di impresa nati all’estero, pari al 10,1% del totale, seguita da Milano (36.729, l’8,1%), Napoli (21.460, il 4,7%) e Torino (20.741, il 4,6%). In queste quattro aree metropolitane è concentrato il 27,5% del totale dei titolari di impresa stranieri. La graduatoria dell’incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei titolari di impresa invece è guidata da Prato, dove rappresentano il 47,3% del totale. Secondo un’indagine del Censis, il 76,7% degli imprenditori stranieri ha avuto precedenti esperienze come imprenditore in Italia o nel Paese di origine, il 71,9% ha almeno una persona alle proprie dipendenze, il 59,9% è in attività da più di tre anni e il 76,6% si dichiara del tutto (21,3%) o in parte (55,3%) soddisfatto dell’andamento della sua attività.

Ancora troppe donne vittime di reato. Il 73,2% degli italiani è convinto che la violenza sulle donne sia un problema reale della nostra società che evidenzia come in Italia sia ancora presente una forte disparità tra uomini e donne, mentre il 23,3% ritiene che sia un problema che riguarda solo una piccola minoranza, emarginata dal punto di vista economico e sociale. Solo il 3,5% della popolazione ritiene che non si tratti di un problema e che siano casi isolati cui viene data una eccessiva attenzione mediatica. Ma nel periodo tra il 1° agosto 2018 e il 31 luglio 2019 in Italia ci sono stati 92 omicidi di donne maturati in ambito familiare e affettivo. Nello stesso periodo le denunce di stalking sono state 12.733 e nel 76% dei casi la vittima era una donna. Le denunce per maltrattamenti contro familiari e conviventi erano 15.626 nel 2017 e nell’80% dei casi la parte offesa era una donna. Le violenze sessuali denunciate nel 2018 sono state 4.887, aumentate del 5,5% in un anno.

Roghi e contraffazione nella Terra dei fuochi. Nel 2018 la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno effettuato 785 sequestri di merce falsa nella provincia di Napoli e 94 in quella di Caserta, che hanno portato al ritiro di 28.117.042 pezzi contraffatti nel primo caso e di 2.040.197 nel secondo. Nell’ultimo decennio sono stati sequestrati 107.378.416 articoli contraffatti nella provincia di Napoli e 9.077.734 nella provincia di Caserta. In questi territori il mercato del falso è radicato e diffuso, e le produzioni di articoli fake alimentano i roghi di rifiuti. Dei 1.511 roghi che hanno richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco nel 2018, 1.256 sono roghi domestici originati dalla combustione di immondizia, rifiuti, cassonetti, ma 255 sono originati da rifiuti e scarti di produzione come stracci, stoffe, pellami, plastica, gomma, pneumatici. Le operazioni congiunte di militari e forze dell’ordine nella Terra dei fuochi hanno prodotto risultati importanti. Nel 2018 nelle provincie di Napoli e Caserta sono stati effettuati 1.802 controlli su attività commerciali e imprenditoriali, che hanno portato a sequestrare, per irregolarità di vario genere, 360 aziende e 290 veicoli, alla denuncia di 730 persone e alla sanzione di 570 soggetti. I dati al mese di luglio 2019 rivelano che dall’inizio dell’anno i controlli sono stati ancora più mirati: sono stati sequestrati 370 aziende e 169 veicoli, 709 persone denunciate e 527 sanzionate.

Pubblicazione su SPV da Censis a cura di carlo Mafera

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