Amare il nemico è uno dei principi cardine del cristiano. Purtroppo si arriva ad odiare i fratelli per cose futili e li facciamo diventare nemici da combattere. Il “nemico” ce l’abbiamo nella nostra testa com’era nell’ideologia nazista radicata nella paranoia di Hitler. L’episodio del Natale del 1914 quando i ragazzi nelle prime linee franco-tedesche, si misero a giocare a pallone, dimostra che sono i governanti che fomentano l’odio nazionalistico, innaturale per i giovani

Dio è fuori dal sistema, si manifesta ovunque … anche sulla bocca del nemico

RIFLESSI, POZZANGHERA, AEREO

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pubblicazione su SPV da Aleteia a cura di carlo mafera

Il cristiano è discepolo della Verità ovunque si mostri, perché il mistero divino non sta chiuso nelle gabbie dei nostri gruppi o pregiudizi

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri».
Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.
Chi non è contro di noi è per noi. (Mc 9,38-40)“In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva»”. La tentazione di ghettizzare è sempre alla porta delle nostre fedi e delle nostre comunità, e il Vangelo di oggi ne è un esempio. “Signore abbiamo visto uno che non è tesserato (che non fa parte del nostro gruppo, movimento, parrocchia, ordine, associazione) e fa comunque del bene nel tuo nome, vuoi che glielo impediamo?”; Forse il mio è un eccesso di semplificazione ma a volte i nostri discorsi suonano un po’ così.

Gesù raddrizza subito il tiro: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi». Che tradotto significa: contano più i fatti che l’abito del monaco. Conta più ciò che ci unisce e non la logica di ciò che ci uniforma. Magari essere uniformati in un gruppo e in un’appartenenza ci rassicura, ma pensare che Dio agisca solo “con i nostri” significa offendere Dio che è tale perché può agire anche “fuori” il sistema e non solo dentro. La libertà dello Spirito deve essere costantemente un memoriale per ciascuno di noi a non rinchiuderci, a tenere sempre aperta la porta del dialogo, della simpatia, dell’umiltà. Quando ci si sente migliori allora in noi il cristianesimo ha fallito. Invece la vera discepolanza viene dalla capacità di saper essere discepoli della Verità ovunque essa si manifesti.

Dobbiamo essere capacità di saper seguire una cosa vera anche quando è detta dalla bocca del nemico. Dobbiamo essere capaci di permettere a chi agisce secondo verità e giustizia di poterlo fare anche se non è “dei nostri”. È in questo tipo di libertà che si vede la nostra vera appartenenza che non si definisce solamente con le logiche del mondo. Per questo le categorie di destra, sinistra, progressisti, tradizionalisti, nella chiesa sono solo riduzioni di un mistero che non può essere incasellato da sensibilità orizzontali. Ricordiamoci di Gesù: “chi non è contro di noi è per noi”.

Papa Francesco: il cristiano prega per il suo nemico e lo ama

POPE FRANCIS GENERAL AUDIENCE

Antoine Mekary | ALETEIA | I.Media
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“Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”: è il “mistero” a cui i cristiani devono conformarsi per essere perfetti come il Padre. Così Papa Francesco nell’omelia a Santa Marta

Il perdono, la preghiera, l’amore per chi ci “vuole distruggere”, per il nostro nemico: solo la Parola di Gesù può tanto. Papa Francesco rileggendo il capitolo quinto, versetto 43, dell’odierno Vangelo di Matteo ammette la difficoltà umana di seguire il modello del nostro Padre celeste che ha un amore “universale”, quindi rilancia la sfida del cristiano, cioè chiedere al Signore la “grazia” di sapere “benedire i nostri nemici” e di impegnarsi ad amarli.

Perdoniamo per essere perdonati

Capiamo – è la riflessione di Francesco- che “dobbiamo perdonare i nemici”, “lo diciamo tutti i giorni nel Padre Nostro; chiediamo perdono come noi perdoniamo: è una condizione …”, anche se non facile. Così anche “pregare per gli altri”, per “quelli che ci danno difficoltà,” “che ci mettono alla prova: anche questo è difficile, ma lo facciamo. O almeno, tante volte siamo riusciti a farlo”:

Ma pregare per quelli che vogliono distruggermi, i nemici, perché Dio li benedica: questo è veramente difficile da capire. Pensiamo al secolo scorso, i poveri cristiani russi che per il solo fatto di essere cristiani erano mandati in Siberia a morire di freddo: e loro dovevano pregare per il governante boia che li mandava lì? Ma come mai? E tanti lo hanno fatto: hanno pregato. Pensiamo a Auschwitz e ad altri campi di concentramento: loro dovevano pregare per questo dittatore che voleva la razza pura e ammazzava senza scrupolo, e pregare perché Dio li benedicesse! E tanti lo hanno fatto

Imparare dalla logica di Gesù e dei martiri

E’ la “logica difficile” di Gesù che, nel Vangelo, è racchiusa nella preghiera e nella giustificazione di quelli che “lo uccidevano” sulla Croce: “perdonali, Padre, non sanno cosa fanno”. Gesù chiede perdono per loro, come fa al momento del martirio, anche Santo Stefano:

Ma quanta distanza, un’infinita distanza fra noi che tante volte non perdoniamo piccole cosine, e questo che ci chiede il Signore e di cui ci ha dato esempio: perdonare coloro che cercano di distruggerci. Nelle famiglie è tanto difficile, a volte, perdonarsi i coniugi dopo qualche disputa, o perdonare la suocera, anche: non è facile. Il figlio, chiedere il perdono al papà, è difficile. Ma perdonare coloro che ti stanno ammazzando, che vogliono farti fuori … Non solo perdonare: pregare per loro, perché Dio li custodisca! Di più: amarli. Soltanto la parola di Gesù può spiegare questo. Io non riesco ad andare oltre.

Chiedere la grazia di essere perfetti come il Padre

E’ dunque una “grazia” da chiedere, sottolinea il Papa, quella di “capire qualcosa di questo mistero cristiano e essere perfetti come il Padre che tutti i suoi beni dà ai buoni e ai cattivi.” Ci farà bene, conclude, pensare ai nostri nemici, “credo che tutti noi ne abbiamo”:

Ci farà bene, oggi, pensare a un nemico – credo che tutti noi ne abbiamo qualcuno – uno che ci ha fatto del male o che ci vuole fare del male o che cerca di fare del male: a questo. La preghiera mafiosa è: “Me la pagherai”. La preghiera cristiana è: “Signore, dagli la tua benedizione e insegnami ad amarlo”. Pensiamo ad uno: tutti noi ne abbiamo. Pensiamo a lui. Preghiamo per lui. Chiediamo al Signore di darci la grazia di amarlo.

 

QUI L’ORIGINALE

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