Si, siamo sale della terra: non possiamo salare tutto attorno a noi ma siamo il sale della terra così come siamo, perché in mezzo a queste povertà e contraddizioni, tra miserie e debolezze, vive comunque un soffio di eternità. Gesù ha voluto così e mi dispiace per chi vuole se stesso e gli altri “più perfetti ” … rimarrà deluso e solo!

Il sale della terra

Il sale è considerato un elemento essenziale in alcune benedizioni, che a loro volta sono una delle tre categorie in cui vengono ripartiti i sacramentali

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pubblicazione su SPV da Aleteia a cura di Carlo Mafera

Adesso e non domani abbiamo un compito di testimonianza, anche con le nostre imperfezioni.

Il vangelo di oggi parlava del sale della terra.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Ed ho notato che Gesù usa il presente.
Non dice “siate il sale della terra” e nemmeno “sarete il sale della terra”.
Proprio come Ligabue, nella bella canzone che si ispira a questo brano del vangelo.
Siete, non siate, non sarete.
Indicativo presente, perché noi siamo il sale della terra ora.
Non è un invito moralistico ad essere più buoni.
Non è la promessa di un futuro lontano.
Siamo il sale della terra adesso.
Come siamo.
Con le nostre povertà e debolezze, con le nostre falsità e contraddizioni.

Liga l’ha capita bene ‘sta storia e infatti nella sua canzone non c’è un’immagine di eroismo, di uomini che debbano essere di esempio agli altri, di virtuosi campioni del bene.
Siamo il sale della terra così come siamo, perché in mezzo a queste povertà e contraddizioni, tra miserie e debolezze, vive comunque un soffio di eternità, sia pure un desiderio, una promessa, un sogno…
Sembra morire a volte, eppure c’è.

Resiste ad ogni oltraggio, sopravvive ad ogni naufragio.
Il desiderio di infinito non muore mai.
Quel sogno invincibile, quella speranza coriacea è ciò che fa di noi il sale della terra, ciò che dà senso, sapore, bellezza e spessore a questo mondo.
Allora l’invito a non perdere sapore non è tanto un invito a conservare la fede, ma più radicalmente a non perdere la speranza, che della fede è il presupposto, a non lasciarsi rubare il desiderio di assoluto dalla fretta e dalla monotonia quotidiana.
Sogna forte, sogna fortissimo, sogna sogni grandi, spera cose impossibili, alza lo sguardo oltre l’orizzonte, cerca il massimo.
Sei il sale della terra, non accontentarti di niente di meno.

Qui l’originale

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