Un Amarcord pieno di speranza per un ritorno alla normalità ● Con la commedia “Non tutti i ladri riescono dal buco” si conclude un anno magico del CCP Tufello

Una famiglia sgangherata quella dei Capati con una fame da lupi che si sfama con i gatti del quartiere, portati da Armando che li spaccia per conigli. Tonino sempre alla ricerca di un lavoro che non trova e Agostino che ospita entrambi i fratelli per disperazione sua e della moglie Regina. Dulcis in fundo la figlia Giuliana messa in cinta da un fantomatico barone. Una vedova che passa da quelle parti con una borsa di alici da portare ai gatti e che finiscono nella pancia dei Capati. L’idea luminosa viene a Tonino, quella di rapinare una banca e nel secondo atto la famiglia Capati si ritrova nel caveau di una banca con una coppia di ladri e una ladra solitaria. Un professore che telefona sempre in banca sbagliando numero e una direttrice esterrefatta di ciò  che le sta succedendo attorno fino a constatare la nascita di un bambino: quello  di Giuliana. Alla fine sembrerebbe che la galera sia il luogo giusto dove tutti i ladri andranno a finire ma c’è un piccolo particolare: un furgone si è parcheggiato sopra il tombino da dove tutti sono entrati e  quindi non è uscito dalla banca nemmeno un centesimo e quindi ci sarà un lieto fine per tutti. Tanti applausi del pubblico presente.

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NON TUTTI I LADRI RIESCONO DAL BUCO
PERSONAGGI E INTERPRETI

AGOSTINO CAPATI Giuseppe Canali
REGINA Lucilla Ballerini
ARMANDO CAPATI Carlo Mafera
TONINO CAPATI Carlo Ritorto
LA VEDOVA DI CARMINUCCIO Stefania Ciccodemarco
GIULIANA CAPATI Susanna Fabrizi
LADRA SOLITARIA Shanty Brambilla
ADELMO Michele Sainato
LUIGI Sandro Rosi
DIRETTRICE Fabiola Frusone
PROFESSOR DONATO MATERNI Andrea Sciorio

Detta così sembra una rappresentazione da quattro soldi. Niente affatto, il laboratorio teatrale del CCP Tufello ha messo in scena una girandola di colpi di scena e di scenette esilaranti e demenziali. Invenzioni di battute, di caricature dei propri difetti, esasperazioni della propria ignoranza. Insomma una miscela esplosiva creata e magistralmente combinata dal regista Sandro Calabrese che ha saputo valorizzare le qualità e anche i limiti di ciascuno dei partecipanti al laboratorio. E’ uscito fuori un piccolo capolavoro. Una pièce teatrale che ha fatto anche riflettere sull’attuale condizione economica-sociale dell’Italia che attraversa difficoltà economiche non indifferenti ma che il genio italico cerca di superare con la fantasia e l’allegria. Si, l’allegria, la gioia sono state le compagne di strada del laboratorio teatrale del CCP che si è divertito tutto l’anno fino all’ultimo giorno e cioè quello del saggio finale. Lacrime di gioia hanno solcato il viso dello scrivente (Armando Capati nella scena) perchè ha compreso di aver realizzato un sogno: quello di aver recitato in una commedia e soprattutto di aver fatto un cammino di straordinario spessore umano dove ci si è scambiata la parte migliore di sè gli uni gli altri. Lunga vita al CCP Tufello che dispensa meravigliose sorprese dal suo misterioso cilindro magico!

Carlo Mafera

 

https://photos.app.goo.gl/tZGNjAPoRCkHMvdE8

UN MOMENTO DEL LABORATORIO DI QUEST’ANNO

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