La cosa più importante a Panama è la speciale solidarietà tra i giovani. Sarà merito dei neocatecumenali?

GMG di Panama: 5 dettagli importanti che vi emozioneranno

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FACEBOOK PROFIL SVETOVNI DAN MLADIHCondividi 98    Aleteia | Gen 24, 2019

Sono tante le cose che accadono in questi giorni nella vita dei giovani. Ve le volete perdere?

1. La collaborazione interreligiosa

La Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si celebra a Panama ha una sfumatura di collaborazione interreligiosa storica che ha sorpreso molte persone, ma non si tratta di un evento occasionale, risalendo a più di mezzo secolo fa.

A Panama i leader religiosi ebrei, musulmani e di altre denominazioni religiose si sono uniti per collaborare alla realizzazione della GMG 2019, creando un precedente nel più grande evento che riunisce i giovani cattolici del mondo.

Durante la GMG, la comunità ebraica di Panama ospita nelle sue strutture 49 pellegrini polacchi, e la comunità musulmana 500 pellegrini, oltre alle donazioni di cibo che hanno offerto.

“È un legame che dura da molti anni. Quello che si vede al giorno d’oggi e che si è reso visibile è il prodotto di un lungo lavoro iniziato nella seconda metà del secolo scorso, e questo ha permesso di creare rapporti di affetto e rispetto in cui si impara che al di là delle nostre differenze possiamo lavorare a beneficio della società comune e dei valori che condividiamo”, ha spiegato in una conferenza stampa il 23 gennaio il rabbino Gustavo Kraselnik, della Congregazione Kol Shearith Israel.

Leggi anche:Come posso seguire gli eventi della GMG di Panama?

2. La confessione, centro per i giovani

Tra i passi proposti ai pellegrini c’è il fatto di vivere il sacramento della Riconciliazione. I giovani hanno a disposizione il “Parque del Perdón” (Parco del Perdono) dedicato a questo sacramento, nel Parque Omar, il giardino urbano più grande della capitale. Ci sono 250 confessionali con i colori ufficiali dell’evento, realizzati da prigionieri delle carceri di La Joya eNueva Joya.

Il luogo è molto apprezzato da centinaia di giovani ansiosi di vivere il sacramento della Riconciliazione. La lunga fila davanti ai confessionali di martedì lo testimonia bene. I pellegrini possono ricevere il sacramento nelle cinque lingue ufficiali della GMG, incluso il linguaggio dei segni.

3. Unione di culture e devozioni

In questa grande festa dei giovani ciascuno offre il meglio che ha. Si potranno vedere bandiere e sentire canzoni di ciascun Paese, condividere tradizioni e culture e anche cibo e bevande.

Si condividono anche le devozioni. La Madonna di Guadalupe sarà ovviamente presente alla GMG, ma anche Santa María la Antigua, la Madonna di Luján, di Caacupé, di Coromoto…

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4. La solidarietà tra i giovani

Questa foto è già diventata una delle immagini più significative di questo viaggio del Papa. Un gruppo di giovani aiuta un compagno in sedia a rotelle a veder passare il Papa.

I giovani si aiutano. Non ci sono barriere, non ci sono impedimenti, muri o ostacoli linguistici. Il linguaggio dei giovani è quello della solidarietà.

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5. Nessuno è escluso

Giovani indigeni cattolici di 12 Paesi, in rappresentanza di 40 popoli locali, hanno riscattato la memoria viva dei loro popoli, l’importanza di vivere in armonia con la Terra e di essere protagonisti della costruzione di un altro mondo possibile.

Dopo aver ricevuto il messaggio di Papa Francesco all’inizio dell’Incontro Mondiale della Gioventù Indigenza (EMJI), in cui il Pontefice invita i giovani indigeni a “farsi carico delle radici, perché dalle radici viene la forza che li farà crescere, fiorire e portare frutti”, i giovani riuniti a Panama hanno mostrato la propria adesione e la gioia per le sue parole.

Durante l’EMJI 2019 non sono mancate le le denunce delle tante violazioni della dignità dei popoli originari: invasione e sfruttamento dei territori, Governi che violano le leggi di protezione della cittadinanza, multinazionali e grandi progetti economici che violano la Casa Comune attravrso miniere, deforestazione, costruzione di centrali idroelettriche e turismo invasivo.

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“Riconosciamo con dolore che le autorità e i Governi, che dovrebbero prendersi cura della popolazione in generale, soprattutto dei più deboli, creano alleanze con i poteri economici per mettere in atto i propri interessi individuali emarginando gli altri”, dicono nel loro comunicato finale i popoli indigeni.

“Alla nostra amata Chiesa chiediamo gli spazi appropriati per vivere le nostre spiritualità, in base alle nostre cosmovisioni, eredità delle nostre nonne e dei nostri nonni, e il rispetto delle teologie particolari dei nostri popoli, frutti della sintesi tra la nostra fede ancestrale e la pienezza della nostra speranza nella persona di Gesù Cristo”.

Leggi anche:Don Fabio Rosini scuote i giovani della Gmg: così li emoziono ad incontrare Cristo

E concludono dicendo: “È giunto il momento di vivere con gioia il volto indigeno della Chiesa!”

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