Al Teatro degli Audaci un “Pigiama Party” imperdibile per la serata di Capodanno ma che va in scena fino al 27 gennaio

Al Teatro degli Audaci è andata in scena una commedia “Pigiama Party” che ha rievocato in alcuni momenti l’atmosfera della farsa nel senso più nobile del termine . Questo viene utilizzato attualmente per indicare un testo teatrale lungo che rappresenta situazioni assurde generalmente incentrate sulle relazioni extraconiugali, da cui il termine farsa da camera da letto. Ed è proprio il caso di “Pigiama Party” che ha un alto valore intrattenitivo, dove la mancanza di complessità e le “invenzioni” dei personaggi creano colpi di scena ad ogni piè sospinto. La comicità è assicurata e le risate vengono strappate facilmente agli spettatori per gli inaspettati equivoci.

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Ecco la locandina dove sono presenti i protagonisti dello spettacolo: Flavio De Paola (Filippo) Serena Renzi (Giovanna); Gianluca Delle Fontane(Roberto), Valentina Mauro(Barbara), Ilario Crudetti (il giardiniere) e Licia Amendola(Barbara la cameriera). Tutti bravissimi a cui va il nostro applauso.

Una commedia che suscita il riso a scapito della logica, soprattutto attraverso giochi scatenati e assalti fisici ma attenta comunque a mantenere un certa aderenza sulla dimensione umana, e tutto ciò per mettere in evidenza i più gravi difetti dell’umanità e prima fra tutti la relazione extra coniugale. Una curiosa invenzione quella dell’autrice Anita Tremblay, morta 95enne il 20 agosto scorso, e cioè di intrecciare rocambolescamente due relazioni extra coniugali parallele : quella del marito Filippo con una certa Barbara e quella dell’amico di Filippo (Roberto) con (Giovanna) la moglie di Filippo. Il tutto complicato dall’arrivo di un’altra Barbara che doveva fare la cameriera interinale. Insomma risate assicurate e oserei dire “a crepapelle”. Sarebbe il caso di usare le faccine che ridono con le lacrime ma forse non è il caso in una recensione. Rimane sempre forte il coraggio di Flavio De Paola di portare il teatro in periferia e a lui va la nostra stima e il nostro affetto e sostegno. Desidero concludere con la frase che Flavio dice tutte le sere alla fine della rappresentazione : “Senza pubblico, non c’è Teatro e senza Teatro, addio Civiltà.”

Carlo Mafera

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