Oggi 4 giugno, 24 anni fa ci lasciava Massimo Troisi, uno dei più grandi comici di sempre

Massimo Troisi, l’ultimo napoletano?

© Cecchi Gori Production
pubblicazione da Aleteia su SPV a cura di Carlo Mafera

L’attore e regista partenopeo oggi compirebbe 62 anni. Un piccolo tributo ad un artista ineguagliato.

Una persona “lieve, più forte dell’arroganza“. Così Gianni Minà descrisse a caldo Massimo Troisi, un giorno dopo la sua morte prematura per un attacco di cuore il 4 giugno del 1994. L’attore che negli anni ’80 ha rilanciato la napoletanità, nasceva il 19 febbraio del 1953 a San Giorgio a Cremano. Una grande famiglia allargata, circa una quindicina di elementi, che lui chiama “la compagnia stabile” (Repubblica Trovacinema). A questo proposito dirà: “Sono nato in una casa con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di solitudine” (riportato nel “Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo”, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005).

A vent’anni dalla scomparsa dell’amato attore e regista di San Giorgio a Cremano, il comune del Napoletano che gli ha dato i natali gli rende omaggio con l’apertura di uno spazio dedicato alla memoria dell’artista che ha saputo incarnare, con l’ironia dei suoi personaggi, tutte le debolezze e le contraddizioni della sua generazione. La “Casa di Massimo Troisi” è stata inaugurata oggi, il giorno del suo compleanno. Se fosse vivo avrebbe 62 anni (Fanpage, 5 febbraio).

In questo “monologo con Dio” così come nel video seguente (San Gennaro, un vero must per un napoletano), Troisi reinterpreta Giobbe e le sue lamentazioni, in chiave comica, dissacratoria, ma vera. Un dialogo un po’arraggiato, forse, come può avvenire tra persone che magari non sono d’accordo, ma si rispettano…

La
supplica a San Gennaro (con Lello Arena ed Enzo De Caro)

 

La lettera a Savonarola (con Roberto Benigni,
Non ci resta che piangere)

Dal film
il Postino (1994), sulla poesia, dimostrando, se qualcuno aveva ancora dei dubbi, la sua grandezza come artista e la sua poliedricità come attore. Non solo comico, ma malinconico, triste, timido, mai scomposto…

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