PAPA FRANCESCO È UN ERETICO? Contestazioni, lettere, polemiche…

 

 

Il Dott. Carlo Mafera intervista lo storico della Chiesa Prof. Pier Luigi Guiducci

 

 

Nel recente periodo hanno destato scalpore alcune iniziative mirate  a ‘richiamare’ il Papa su alcuni aspetti dottrinali. In particolare, sono state estrapolate delle affermazioni pontificie inserite nel magistero ordinario (specie nell’Esortazione post-sinodale Amoris Laetitia) per arrivare a sottolineare un punto: tali posizioni possono condurre verso  insegnamenti lontani dal patrimonium fidei. I sostenitori delle riserve su taluni insegnamenti di Papa Francesco, hanno poi voluto scrivere  una lettera al Pontefice dal titolo: “Correctio filialis de haeresibus propagatis” (‘Correzione filiale in merito a eresie che si sono propagate’). Dopo tale passo, i firmatari, non avendo ricevuto una risposta, hanno divulgato la missiva ai media, oltre a predisporre un apposito sito sul web. Di conseguenza, i giornali hanno trattato del fatto ma, in linea generale, non sono quasi mai entrati nel merito, preferendo evidenziare elementi cari alle cronache (i nomi dei firmatari, le tesi su presunte guerre intestine nella Chiesa, le presunte ‘deviazioni’ del Papa, le polemiche legate a dichiarazioni di singoli, et al.). Tale realtà ha avuto però anche un effetto negativo. Quello di creare disorientamento nei fedeli, aggravato anche dal fatto che già quattro cardinali[1] avevano trasmesso una lettera (con quattro ‘Dubia’) al Papa per evidenziare delle criticità. Per tale motivo abbiamo voluto avvicinare uno storico della Chiesa,  il prof. Pier Luigi Guiducci, per avere delle spiegazioni e per comprendere meglio una dinamica che a molti risulta non chiara (rif. al concilio di Trento, alla dottrina luterana, al modernismo et al.).

 

Dr Mafera: Prof. Guiducci, la lettera dal titolo ‘Correctio filalis’ è significativa?

  1. Ogni persona che sceglie di scrivere al Papa attesta un desiderio di partecipare alla vita della Chiesa. In tal senso, il pensiero di singoli o di gruppi di fedeli rimane un atto non debole.

 

Dr Mafera: Anche quando si tratta di correzioni?

  1. Il termine correzione poteva essere sostituito con una parola tipo ‘contributo’. Al di là di questo, diventa utile capire l’intero orientamento del Papa. Egli non ha usato una formula ex cathedra, e non ha inteso cancellare aspetti di un patrimonio dottrinale. Ha desiderato esprimere un avvicinamento pastorale a persone emarginate.

 

Dr Mafera: Nella ‘Correctio filialis’ si fa riferimento in pratica a sette punti. Vogliamo esaminarli…

  1. Sì, certo.

 

Dr Mafera: Nel primo punto, per i firmatari, il Papa ipotizza che una persona possa non avere la forza di adempiere i comandamenti divini e in questo modo abbia il permesso “di credere che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile”…

  1. Nell’insegnamento di Papa Francesco tale affermazione non si trova. E non si comprende l’uso delle virgolette. Si individua, al contrario, l’esortazione a non abbandonare a se stessi coloro che percorrono strade diverse da quelle indicate ai fedeli, ai coniugi, alle famiglie cristiane. Il Pontefice vuole cancellare il fatalismo e le condanne irrevocabili. E cerca, attraverso un orientamento di misericordia (basato sui dati della Rivelazione), di avvicinarsi ai ‘lontani’.

Dr Mafera: Nel secondo punto della ‘Correctio’ si afferma che – secondo Papa Francesco –  i cattolici che hanno contratto un matrimonio dopo il divorzio, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale…

  1. Su questo punto esiste confusione. Il Pontefice, in tutto il suo magistero, ha confermato la sacralità del matrimonio, e quindi le caratteristiche che ne derivano. Egli, al contrario, ha voluto estendere lo sguardo soprattutto ai casi di nullità. Es.: una persona che si sposa senza sapere che il coniuge è un violento; o che è un soggetto ‘immaturo’, o che è ‘infedele, o che è ‘dipendente’ dal gioco… In pratica, il Papa si è mosso per vedere se determinate ‘ferite’ all’interno del matrimonio si possono sanare, o alleviare. Per tale motivo, non è ricorso a una norma imperativa, ma ha preferito offrire un suggerimento pastorale: valutare caso per caso. E questo lo possono fare solo i vescovi e i sacerdoti che vivono nelle Chiese locali.

 

Dr Mafera: Secondo i già ricordati firmatari, il Pontefice afferma che un cattolico che viola la legge divina in materia grave, può “non essere in stato di peccato mortale”…

  1. Nell’insegnamento di Papa Francesco tale affermazione non esiste. Non si comprende l’uso delle virgolette.

 

Dr Mafera: Nel quarto punto della ‘Correctio’ è scritto che secondo Papa Francesco una persona può peccare anche obbedendo a una legge divina…

  1. Non ho trovato nelle affermazioni del Pontefice tale affermazione.

 

Dr Mafera: Nel quinto punto i firmatari  evidenziano una posizione che attribuiscono   al Pontefice: la coscienza può giudicare come “moralmente buoni” gli atti sessuali tra chi, dopo il divorzio, vive nuove unioni… I firmatari citano anche il Concilio di Trento: “ Se qualcuno afferma che il legame del matrimonio può essere disciolto per causa di eresia o difficoltà nella coabitazione o a causa di una volontaria assenza di uno dei due, sia su di lui l’anatema”…

  1. Anche questo passaggio rivela una preparazione teologica debole. Il Concilio di Trento, nel Cinquecento, volle rispondere a un fatto preciso: i religiosi potevano lasciare i conventi e sposarsi, i laici potevano scegliere nuovi coniugi, il matrimonio non era più considerato sacramento. Da qui, la risposta molto forte dei Padri del Concilio tridentino. In seguito, la riflessione dei canonisti si concentrò su un altro fatto. Esistevano delle situazioni che rendevano non valida la celebrazione del matrimonio cattolico. In tale contesto si tornava a una situazione precedente la celebrazione.

 

Dr Mafera: Nel sesto punto, i firmatari  evidenziano il fatto che il Papa non ha riaffermato l’immutabilità dei comandamenti morali sostenendo che “i princìpi morali non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che sono sempre gravemente illecite”…

  1. Francamente questo punto non mi risulta. Quello che rimane chiaro è il comportamento di Gesù. Da una parte il Signore afferma che desidera dare compimento alla legge mosaica. Dall’altra, il Redentore compie atti apertamente in collisione con le norme e le prassi ebraiche: dialogo con la Samaritana, con Zaccheo… fino all’assoluzione del ‘buon ladrone’.

 

Dr Mafera: Per gli autori della ‘Correctio’ il Papa prefigura che “la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l’Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l’assoluzione ai divorziati risposati…

  1. Chi afferma questo non ha letto attentamente vari interventi del Pontefice. Papa Francesco non ha modificato il patrimonium fidei. Il suo orientamento è quello del pastore che lascia il gregge perché una sola pecora non è presente, o quello di Gesù che sulla via di Emmaus si fa compagno di persone sfiduciate, prive di orizzonti. Il Pontefice è consapevole (anche in base alla sua precedente esperienza pastorale in Argentina) che in diversi casi le realtà coniugali sono luogo di violenza, sopraffazione, annullamento dell’altro, abuso… Per tale motivo cerca di curare le ferite.

 

Dr Mafera: Prof. Guiducci, abbiamo esaminato sette punti nei quali i firmatari della Correctio filiali scorgono dei passi pontifici che facilitano un’estendersi di eresie. A questo punto, posso rivolgere ulteriori domande?

  1. Dica.

 

Dr Mafera: Perché  nella Correctio si fa riferimento al Concilio di Trento?

Perché quest’assise  replicò alla dottrina luterana e chiarì i punti -chiave della dottrina cattolica.

 

Dr Mafera: Ma dopo non c’è stato il Vaticano II?

  1. Sì. Il Concilio Vaticano II ha offerto soprattutto un contributo pastorale. Ha cercato di sviluppare un migliore dialogo all’interno e all’esterno della Chiesa. Ha aiutato a meglio presentare la Chiesa e la sua dottrina nel mondo contemporaneo.

 

Dr Mafera: Tra il Concilio di Trento e il Vaticano II si può parlare di una linea di continuità o di discontinuità?

  1. Si possono individuare degli itinerari di ricerca, di annuncio e di valorizzazione del patrimonium fidei che seguono sensibilità vicine ai tempi in cui si celebrarono queste assemblee.

 

Dr Mafera: Ma le affermazioni del Vaticano II sono dogmatiche o no?

  1. Lo sono quando evidenziano aspetti che fanno parte del patrimonio di fede della Chiesa.

 

Dr Mafera: Facciamo un esempio. Le affermazioni del Vaticano II che riguardano l’ecumenismo sono dogmatiche o rimangono dei semplici orientamenti?

  1. Sono strettamente legate alla volontà di Cristo. Il Signore ha fondato una Chiesa. Se oggi esistono divisioni, bisogna cercare una ricomposizione con l’aiuto dello Spirito Santo.

 

Dr Mafera: Da parte di persone non vicine a Papa Francesco si afferma che il Pontefice sta diventando luterano. È possibile?

  1. C’è un intero magistero che attesta la cattolicità dell’attuale Vicario di Cristo. Quello che il Papa cerca di fare è rompere le divisioni, i preconcetti, le riserve mentali, i sospetti. Egli sta cercando un ecumenismo della preghiera, della carità e dei martiri. Inoltre, vuole cancellare periodi storici molto tristi perché condussero a guerre di religione, all’operato di tribunali, a condanne.

 

Dr Mafera:  Il Papa viene accusato di aver comunicato nella basilica vaticana un gruppo di Evangelici. Si dice: questo è proibito dalle leggi della Chiesa…

  1. La legge ecclesiastica non consente ai cattolici di ricevere il pane delle celebrazioni luterane, e non permette ai luterani di avvicinarsi all’Eucaristia. Ciò premesso, esiste un dato di fede: nell’ostia consacrata c’è la Presenza reale del Signore Gesù. Papa Francesco ha voluto, in modo straordinario (possibile perché è il Papa) unire cattolici ed evangelici con la Persona stessa del Signore Risorto. È un fatto unico. Non modifica il dettato canonistico.

 

Dr Mafera: Un’altra accusa che viene rivolta al Pontefice è quella di avvicinarsi troppo a dei contenuti che provengono da dottrine condannate dalla Chiesa: quelle del Modernismo…

  1. Durante il pontificato di san Pio X il modernismo venne condannato. Si affermò, tra l’altro, che i contenuti dogmatici della Chiesa rimanevano immutati nella sostanza anche con il mutare degli studi scientifici. Ciò premesso, si deve ricordare che Papa Francesco non ha mai messo in discussione il patrimonio dogmatico della Chiesa. Egli ha solo invitato coloro che rappresentano la gerarchia, l’autorità, a non rimanere dei giudici pronti a condannare, ma a uscire in strada, a entrare nei vissuti della gente, a partecipare alle gioie e ai dolori dei fedeli in cammino verso la Casa del Padre. Solo in questo contesto, si può capire perché il Papa parla di ‘discernimento’.

Dr Mafera: Prof. Guiducci, può chiarire…

In epoche precedenti si riteneva, da parte di alcuni, che per tenere unita la Chiesa e per salvare la fede era necessario un rigorismo. Ne nacque una reazione. E, in taluni ambienti, ci si avviò verso un soggettivismo. In pratica: doveva essere il singolo fedele a comprendere, con la propria responsabilità, se si muoveva moralmente bene o male. Quest’ultima posizione, però, poneva in ombra la mediazione della Chiesa (voluta da Cristo). E il ruolo di accompagnamento spirituale che devono garantire  i sacerdoti. Si è arrivati allora a capire che occorre applicare un ‘discernimento’ che coinvolge tutti. Per la Chiesa, in ambito apicale, questo significa che i fedeli non sono una massa anonima. Per i confessori, ciò comporta una linea pastorale che li conduce in mezzo alla strada. Per i singoli cattolici la conseguenza è legata a un cammino. La misericordia di Dio esiste. Ma non è un fatto ‘usa e getta’. Occorre un itinerario di penitenza. Di conversione.

[1] Cardinali Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner.

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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