Conferenza stampa di presentazione della stagione 2017/18 al Teatro Arcobaleno

Vincenzo Zingaro, direttore artistico del Teatro Arcobaleno ha invitato ieri, 28 settembre 2017, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale del Teatro Arcobaleno, a interpretare individualmente il testo della tragedia o della commedia  in modo che ognuno possa maturare una visione personale dell’opera a cui assistera’. Se migliaia di spettatori ogni anno, cercano e si chiedono quale sia ancora oggi la validità e l’universalità delle storie dei protagonisti tragici, è forse già questo interrogarsi  il motivo per cui l’impronta impressa dalla formazione classica nella vita di ognuno di noi  rimane un dono da trasmettere di generazione in generazione, che viaggia ancora dai tempi antichi fino ai giorni nostri. Riconoscersi nei personaggi e chiedersi il perché di un certo dramma  fa crescere  noi contemporanei come lo faceva per gli antichi. Il meccanismo è lo stesso : la catarsi . Le tragedie venivano rappresentate durante le Grandi Dionise, feste in onore di Dioniso, e tutta la popolazione maschile era tenuta a parteciparvi: erano dunque inserite in un contesto contemporaneamente religioso e civile. All’agone tragico partecipavano tre tragediografi che mettevano in scena una trilogia tragica, seguita da un dramma satiresco. Le tragedie rielaboravano storie tratte dal mito, relative a uomini che subivano dolore pur senza colpa: la comunità della polis rifletteva cioè sulla questione del male e del destino insieme, e la rappresentazione produceva, secondo Aristotele (nella Poetica), la catarsi, ovvero la “purificazione” . Ecco l’immenso valore catartico dell’arte come strumento per riflettere sulle proprie angosce e le proprie paure, affrontandole e liberandosene attraverso il filtro della rappresentazione artistica.

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Attraverso  comicità irriverente e  satira invece, Aristofane, sul versante della commedia, affronta temi di sconvolgente attualità:  la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale, l’odio verso la guerra voluta  da chi detiene il potere. Aristofane come Plauto è attuale perché alle suggestive atmosfere liriche, i due commediografi  alternano momenti di travolgente comicità, fatti di grottesche caratterizzazioni, satira feroce, lazzi scurrili, in un gioco in cui, alla dirompente fantasia creativa, si accompagna sempre una forte coscienza critica nella sfera politica, animata da un profondo senso di umanità. Ecco l’attualità dei due commediografi : l’accostamento di riflessione e riso come avviene oggi nella moderna “agorà” e cioè la televisione . Quindi abbiamo due forme di psicoterapia teatrale : la tragedia lo fa attraversa la catarsi, la commedia con la forza dirompente del sorriso, a volte grottesco e a volte riflessivo che prende le distanze dagli accessi del potere, dal desiderio di possesso e di vanagloria.

Carlo Mafera

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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