Anna Schäffer disse a Gesù: “Fa’ di me ciò che vuoi”

Da un’ustione alle stigmate, questa santa ha imparato a soffrire con Gesù

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 pubblicazione consentita da aleteia a cura di carlo mafera del SPV
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Anna Schäffer disse a Gesù: “Fa’ di me ciò che vuoi”

I santi sono gemme spirituali le cui storie possono togliere il fiato. Eccovi uno di questi personaggi eccezionali: Sant’Anna Schäffer.

Anna Schäffer nacque in una famiglia di grandi lavoratori a Mindelstetten, in Baviera (Germania), il 18 febbraio 1882. Terza di sei figli, studiava sodo e prendeva buoni voti. Fin da piccola sentì una profonda chiamata alla vita religiosa, ma a volte le circostanze ostacolano il cammino.

Il padre di Anna morì a 40 anni, quando lei ne aveva 14. Era il 1896. Anna lavorava già part-time in una casa di Regensburg, ma ora la famiglia sprofondò nella povertà. Aveva sognato di entrare in un ordine religioso, ma le circostanze la costrinsero a rinunciare agli studi e a trovare un posto di lavoro a tempo pieno per aiutare a mandare avanti la famiglia. Presentò varie domande, e alla fine ottenne un lavoro in un pub chiamato Gameskeeper’s Cottage, nella vicina Stammham. Parte del suo lavoro consisteva nel fare il bucato.

Le lavatrici dell’epoca vittoriana in uso all’epoca erano progettate per avere un fuoco sotto, e il calore crescente faceva bollire l’acqua nella vasca di sopra. Le macchine di questo tipo avevano tubi di metallo galvanizzato per canalizzare il fumo al di fuori dell’edificio. Quello della macchina che stava usando Anna si staccò dal muro. Lei salì sul bordo della vasca per rimettere il tubo nel muro, ma scivolò e cadde nell’acqua bollente, ustionandosi le gambe.

Venne portata all’ospedale più vicino, dove non riuscirono a far niente per aiutarla. Alla fine venne considerata una causa persa, e i medici si convinsero che sarebbe morta per l’infezione. Gli innesti di pelle non funzionarono e Anna rimase immobilizzata.

Per qualche ragione inspiegabile, tuttavia, Anna si stabilizzò, e tre mesi dopo venne mandata a casa.

I medici locali, non in grado di aiutarla, la mandarono spesso alla clinica universitaria di Erlangen per le cure, ma questo non le portò altro che angoscia, visto che gli “esperti”, nel tentativo di aiutarla, sperimentarono su di lei vari trattamenti “nuovi”, arrivando a spezzarle varie volte le giunture dei piedi per liberarli dall’immobilità. Il dolore dev’essere stato terribile.

Nessuno poteva fare niente per aiutarla. Anna intraprese un viaggio di sopportazione di un dolore inimmaginabile, sempre con ferite aperte e infettate. Ma Gesù era nella sua vita, insieme a una profonda devozione per la Madonna. Anna Schäffer avrebbe ispirato molte persone, non solo nella sua comunità locale.

Fece la Prima Comunione il 12 aprile 1893. In quel momento ebbe un profondo incontro con Gesù. Non ne aveva parlato a nessuno, ma scrisse una lettera al Signore dicendogli: “Fa’ di me ciò che vuoi. Voglio espiare e diventare un sacrificio per tutto il disonore e le offese contro di Te”. Aveva 11 anni e si stava donando completamente a Cristo.

Nel 1898 Anna ebbe una visione in cui Gesù le apparve come il Buon Pastore e le predisse la sofferenza che l’avrebbe accompagnata. Scrisse che Gesù aveva un rosario in mano e voleva che lei lo recitasse con devozione. Anna si spaventò all’idea della sofferenza che doveva sopportare, ma col passare del tempo la accettò e l’abbracciò.

Il 4 ottobre 1910 Gesù le apparve e le disse: “Ti ho accettato in espiazione per il mio Santissimo Sacramento, e in futuro, quando riceverai la Santa Comunione, proverai i dolori della mia passione con cui ti ho redenta”.

Quel giorno Anna ricevette le stigmate. Scrisse che provava l’intenso dolore della Passione, che aumentava il giovedì, il venerdì e la domenica e nei giorni festivi. Divenne molto amata in città, e la gente cominciò ad accorrere da qualsiasi luogo per ascoltare le parole gentili e confortanti che pronunciava. Ogni giorno si avvicinava a Gesù e alla Beata Vergine, mentre Gesù univa la sofferenza di Anna alla propria.

Nel 1925 Anna sviluppò un cancro al colon. All’epoca non c’era niene che si potesse fare al riguardo. Il 5 ottobre 1925 Anna ricevette la Santa Comunione.

Spalancò gli occhi e disse: “Gesù, vivo per te”. Poi li chiuse e tornò alla Casa del Padre.

Dal 1929, più di 15.000 miracoli sono stati attribuiti all’intercessione di Anna Schäffer. Solo nel 1998 sono stati 551. Anna è stata beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 1999 e canonizzata da Papa Benedeto XVI, bavarese come lei, nel 2011.

Sant’Anna Schäffer, prega per noi.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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