Tre ragazzi con sindrome di Down trovano nel nuoto la propria realizzazione

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Jackson Chady ha 18 anni e la piscina è la sua passione: è infatti parte della squadra di nuoto della Waggener High School insieme ai suoi compagni Aaron (15 anni) e Jake (16). Sono affetti dalla sindrome di Down, tutti e tre. Questi amici stanno facendo ciò che i loro genitori non avevano mai creduto possibile: competere al fianco di coetanei che non hanno la Sindrome.

Quando la madre Bettye chiese al direttore atletico Jamie Dumstorf se suo figlio potesse essere coinvolto nelle squadre della scuola, due anni fa, non si aspettava una risposta positiva.

Ma il signor Dumstorf la sorprese, mostrandosi ben lieto di allenare Jackson, che attualmente rappresenta la scuola Waggener anche in gare di golf e di bowling.

È stato il primo ragazzo con sindrome di Down a partecipare attivamente a questo tipo di gara. Dopo di lui sono stati inclusi anche gli amici Jake e Aaron, e ora “All’inizio non credevamo sarebbe stato possibile”, ha detto a Usa Today Terri Manning, la madre di Jake. “Quando abbiamo visto l’approccio flessibile e accogliente della scuola Waggener nei confronti di bambini con bisogni speciali, le cose sono andate alla grande”.

L’allenatore di nuoto, Jeanene Clark, non aveva mai allenato studenti con disabilità prima.

“L’unico requisito è saper nuotare”, ha detto Clark scherzando. “Chiedo solo che facciano un tentativo. Questo è l’unica cosa di cui ho bisogno”.

I tre ragazzi hanno imparato a nuotare da piccoli, in un istituto specializzato. Ma allenarsi in una scuola tradizionale può causare intimidazione. Nel primo incontro con l’allenatore, Jackson non è riuscito a cogliere il momento in cui tuffarsi, ed è rimasto bloccato, senza neanche mettere un piede in acqua. Aaron invece ha detto di aver vissuto il primo incontro con tensione. “Il mio cuore batteva così forte,” ha detto.

Sam Upshaw Jr./CJ
Jake

Ma superato il disagio dei primi allenamenti, Jackson, Aaron e Jake si sono resi conto di non avere nulla che li distingua davvero dagli altri bambini. Adesso Jackson ha tanta fiducia in se stesso, non fa che mostrare i bicipiti. Aaron è un patito della musica e quando è in camera balla sulle note di Bruno Mars; la sua ragazza Kelsey, anche lei affetta dalla Sindrome, è una delle cheerleader che abbiamo citato prima. Jake è riflessivo e pacato, e ama guardare Nickelodeon.

In piscina, quel cromosoma in più sembra essere messo in secondo piano dall’adrenalina della competizione, dall’acqua che entra nelle orecchie, dalla tensione dei muscoli sensazione.

“Durante un recente incontro”, ha ricordato Bill Chady, il padre di Jackson, “l’allenatore avversario è venuto da me e mi ha detto che mio figlio era ‘il nuotatore più felice’ che lui abbia ‘mai visto’ “.

La scuola è molto orgogliosa del modo in cui include questi ragazzi, e finora non sono stati registrati casi di bullismo o discriminazione nei loro confronti. Gli altri compagni scherzano con loro, si aiutano a vicenda, li considerano loro pari. Esaltano la loro individualità e contemporaneamente coltivano un senso di accettazione e di appartenenza. “Imparano gli uni dagli altri”, ha detto la madre di Aaron, Denise Coomes.

Sam Upshaw Jr./CJ
Bill Chady abbraccia suo figlio Jackson

Jackson, Aaron e Jake sono molto amici, e insieme giocano anche a basket. E sebbene il nuoto sia per loro un’attività divertente e soddisfacente, non bisogna pensare che i loro interessi siano limitati ad esso. Nel loro futuro vedono tante opportunità.

Jake vuole lavorare con i bambini, Aaron vuole essere un istruttore per campi estivi e Jackson desidera essere una star del cinema come David DeSanctis, attore affetto da sindrome di Down.

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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