Essere dimenticati è il vero successo

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Continua a donarti anche se nessuno lo valorizza

© Drew Avery / Flickr / CC

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Ciò che non si vede importa molto, ciò che è nascosto è fonte di vita vera

Nella vita ci sono molte cose sotterrate, invisibili ai nostri occhi. Credo che le cose più importanti accadano senza molto rumore, come spesso la donazione e la rinuncia. La rinuncia è feconda.

Diceva padre Josef Kentenich cent’anni fa: “Quante volte nella storia del mondo le cose piccole e insignificanti sono state all’origine di quelle grandi, di quelle più grandi!”

È stata la paglia sotterrata come fondamento. È stato il fuoco che ha bruciato l’invisibile. È stato l’oblio di tante preghiere dedite. È stato il mistero di tante vite che non conosciamo. È stata la mancanza di conoscenza di ciò che stavano facendo donando la propria vita.

Anni dopo, ciò che era piccolo ha dato vita a ciò che è grande, a ciò che è immenso. Nella vita è così. Ciò che è nascosto vale più di ciò che si vede. L’iceberg lascia vedere solo una piccola parte del suo volume. Quello che non si vede importa molto.

Oggi che si vuole sapere tutto, continuano ad esserci tante cose sotterrate, nascoste. Con un alone di mistero che riesce a sopraffare. È vero che la curiosità ci spinge a voler sapere tutto. Ciò che è nascosto ci dà fastidio, come se pensassimo che tutto, per poter essere buono, vero e puro, si deve poter vedere.

Ma non è così. Non abbiamo diritto di vedere tutto, di comprendere tutto. In ciò che è nascosto, in ciò che è sepolto, cresce la vita.

Quelle pagine scritte con migliaia di preghiere che non verranno mai più pronunciate. Quelle melodie i cui autori non si conoscono più. Quelle lettere senza padrone che ci restituiscono la speranza quando le leggiamo… Ciò che è nascosto è fonte di vita vera. È l’acqua profonda di un pozzo dal quale sgorga vita eterna.

Nomi inscritti nel cuore di Dio, di Maria. La malattia di colui che soffre nel silenzio della sua vita. Nascosto all’ombra. La paura nascosta. Il dolore taciuto. La croce sotterrata. L’amore che cresce. Quello che non sapremo mai.

La radice che cerca l’acqua nella profondità della terra. Nascosta. Senza radice non c’è vita. Nel più profondo. Là dove nessuno sa che c’è la vita. La radice che è fonte di una vita nuova. Come comprendere la vita dell’albero se non ci sono radici? Quanto più è profonda, più vita nasce. Ciò che è nascosto permette che esista ciò che è visibile. È così il seme che muore per dar frutto.

In tanti luoghi ci sono molte più cose nascoste che cose visibili. Più vita sotto la terra che al di sopra di essa. Più momenti di dedizione, sacrifici, amore, che gesti pubblici di ringraziamento. Tanta rinuncia che rimane nascosta per sempre.

L’amore vive di ciò che è nascosto, del sacrificio, della rinuncia. Non ci serve sapere tutto. Ci basta comprendere che le cose che valgono la pena richiedono rinuncia e silenzio. La vita non sorge senza prima averla persa. È il valore sacro della rinuncia nascosta.

A cosa rinunciamo per amore senza che nessuno lo valorizzi? Perché ci costa tanto rinunciare perché altri abbiano la vita ed essere dimenticati nel tentativo? Così nascono le cose grandi. Dalla donazione silenziosa e generosa di tanti. Così torna a dare vita. Dal nostro “sì” donato in silenzio. Senza titoli, senza cariche, senza luogo. Semplicemente il “sì” silenzioso a una vita di alleanza che diventa feconda.

Forse ci piace di più essere riconosciuti che dimenticati, che ringrazino per ciò che facciamo più che passare oltre, essere tenuti da conto e ricordati anziché essere semplicemente ignorati.

Fa male dare senza ricevere nulla, sacrificarci senza che il nostro nome appaia e senza che il mondo lo veda. L’anonimato ci addolora. Silenzio e rumore. La valle nascosta e silenziosa. La montagna che si eleva volendo toccare il sole.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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