L’indifferenza serpeggia sempre più nella nostra società con effetti devastanti

Categories: SPIRITUALITÀ

Dico di amare, ma è davvero così?

Smettiamo di amare quando dimentichiamo, quando disprezziamo, quando smettiamo di valorizzare coloro a cui diciamo di voler bene

A volte dico di amare ma non è così. Sento di amare nel cuore, ma poi mi allontano. Prometto di dare tutto ciò che ho, ma poi mi costa così tanto che mi allontano. Non voglio rischiare.

Vorrei imparare ad amare davvero. Ad amare con un cuore nobile, senza doppiezza, senza menzogna. È un modo di amare che mi sembra impossibile, ma è così che Dio mi insegna ad amare. Così mi ama Gesù inchiodato sulla croce.

Per questo, quando amo così è facile seguire i suoi comandamenti. È la conseguenza dell’amore che vuole solo il bene dell’amato. Quando amo qualcuno in modo sano voglio il suo bene. Voglio ciò che desidera. Voglio che sia felice. Amo le sue vie. I suoi aneliti. I suoi sogni. Mi importa della sua vita quasi più che della mia.

Amare così mi sembra quasi impossibile, ma so che per Dio nulla è impossibile. Il mio amor proprio è molto forte, e tende a mettermi al centro con tutte le mie pretese.

Leggevo giorni fa: “Si sente amato chi crede che lo amino più di quanto merita. Per amare bisogna prendere sul serio solo le cose serie. Seppellire la suscettibilità. Non sa amare chi non perdona davvero e per sempre. Tutti gli esseri umani hanno un tesoro che ci viene concesso alla nascita: la nostra capacità di cedere il nostro centro di attenzione e di dedicarci a un altro. Per questo, il disamore più grande non è il conflitto, ma l’indifferenza. Mandare qualcuno il più lontano possibile dal nostro centro”.

Smettiamo di amare quando dimentichiamo, quando disprezziamo, quando smettiamo di valorizzare chi diciamo di amare.

Oggi ci sono molti matrimoni spezzati. Spesso sono falliti per le tensioni che rendevano difficile la convivenza, ma molte altre volte è stata l’indifferenza a minare la relazione. Uno dei due ha smesso di mettere l’altro al centro. Ha smesso di pensare all’altro più che a se stesso. Ha iniziato a seguire il proprio cammino.

Vivevano insieme, ma non condividevano la vita. Da quel momento, uno dei due forse sperava che l’altro cambiasse. E non essendo così, nella sua vita hanno iniziato ad essere importanti altre cose. Il centro ha cambiato posto.

Smetto di amare l’altro quando non penso più a ciò che lo rende felice e cerco ossessionato ciò che importa a me e che mi fa sentire felice. Penso più a me che alla felicità di chi amo.

Dice Papa Francesco: “Ogni uomo è una storia di amore che Dio scrive su questa terra. Ognuno di noi lo è, ad ognuno di noi Dio chiama con il proprio nome, ci guarda, ci aspetta, ci perdona, ha pazienza con noi… I legami più autentici non sono spezzati nemmeno dalla morte”. È questo l’ideale che tutti desideriamo raggiungere.

Chiedo a Gesù di insegnarmi a rendere la storia d’amore con Lui una realtà nella mia vita. Voglio amare al di là della morte. La mia vita sia una storia d’amore con Lui e con le persone che amo. Desidero amare in questo modo sano. Mettendo da parte i miei pregiudizi. Senza condannare. Senza incasellare.

Voglio che il mio amore liberi chi amo. Voglio nobilitare con i miei gesti d’amore. Non smettere mai di ammirare e di curare il fuoco d’amore che Dio mette nella mia anima. Chiedo a Dio il dono di amare dando la vita.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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