Sembra impossibile ma negli USA il latino è la terza lingua più studiata

Il revival del latino

Pubblicazione consentita dalla redazione di aleteia su SPV a cura di Carlo Mafera

La Chiesa può avere messo nella naftalina buona parte del suo latino, ma negli USA è la terza lingua più studiata

La Chiesa può aver messo nella naftalina buona parte del suo latino, ma nel mondo secolare sta vivendo un notevole revival. Dopo il francese e il tedesco, è ormai la terza lingua più studiata in America. Il problema principale non è il disinteresse nei confronti di una lingua “morta”, ma la difficoltà di trovare abbastanza insegnanti di latino per tutti gli studenti che vogliono impararlo.

“Studiare il latino beneficia tutti gli studenti in modo diverso”, ha osservato Kristie Joyce, un’insegnante di latino di scuola superiore del New Jersey. “Da studentessa di latino (e ora insegnante), ho notato dei miglioramenti non solo nel mio vocabolario, ma anche nella mia comprensione della lingua inglese. Imparare tutte le regole grammaticali del latino (e ce ne sono molte!) mi ha aiutato a comprendere meglio la grammatica e la struttura dell’inglese, il che mi ha fatto parlare e scrivere meglio. Rende anche molto più semplice approcciare altre lingue”.

Una lingua di fede

Il latino e il cattolicesimo vanno insieme come vino e formaggio. Il cristianesimo si è sviluppato da radici ebraiche ma ha preso piede in terra romana, e quelle tensioni sono parte della sua ricchezza. Con la diffusione della fede, il latino ha offerto una lingua unificatrice per adorazione e discorsi, e dopo che è venuto meno il suo uso comune ha fornito una lingua sacra. Era una sorta di sacramentale. Si trattava di parole riservate all’uso sacro.

Per molti, però, potrebbe anche essere una barriera a una maggiore comprensione. L’obiettivo della costituzione del Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium era quello di liberalizzare il volgare per migliorare la comprensione da parte dei fedeli, non di bandire completamente il latino. Afferma infatti esplicitamente che l’uso della lingua latina dev’essere “conservato nei riti latini”, così come nell’ufficio quotidiano. Con il tempo, però, non è andata così, e il nostro patrimonio è stato perso, e solo ora viene a sprazzi recuperato.

Al Priorato di Nostra Signora di Efeso nel Missouri, le gioiose Benedettine di Maria, Regina degli Apostoli vivono pervase dal latino. Famose per le registrazioni dei loro canti latini di grande successo, le suore assistono alla Messa nella forma straordinaria, recitano il proprio ufficio in latino e si dice che la priora, Madre Cecelia, tenga in latino anche il suo programma.

“Personalmente, avevo scoperto e iniziato ad assistere alla Messa nella forma straordinaria qualche anno prima di unirmi alle religiose”, ha affermato Madre Cecelia, “per cui il poco che sapevo l’ho tratto dalla liturgia. Posso dire che è stato alla prima Messa a cui ho assistito in questa antica liturgia che mi sono innamorata di questa lingua. Mi ha colpito particolarmente nel contesto del canto e della polifonia sacra che ascoltavo per la prima volta a Messa”.

“Anche se non capivo cosa stesse cantando il coro, né quello che diceva il sacerdote, non avevo dubbi sul fatto che Dio lo sapesse sicuramente. Era quella la cosa più importante! Me l’hanno insegnato anche tutto l’orientamento e la reverenza della liturgia antica, senza libri di testo o insegnanti. Mentre continuavo ad assistere a quella liturgia, il mistero della lingua latina mi ha attirato sempre di più, e mi sono sentita spinta ad avviare un po’ di studio personale informale. Ricordo di essermi messa a memorizzare il Padre Nostro e l’Ave Maria non molto tempo dopo quella prima esperienza che mi ha davvero cambiato la vita”.

Le novizie arrivano al priorato con un’ampia gamma di esperienze di latino. Alcune non sanno quasi niente, mentre altre potrebbero insegnarlo a livello avanzato. Anche se l’abilità cambia molto da suora a suora, il fatto che siano immerse in questa lingua significa che iniziano ad approcciarla rapidamente. Pregare otto volte al giorno, più la Messa, rappresenta circa cinque ore di latino al giorno. Le suore si assistono a vicenda e studiano a livello individuale.

Perché il latino?

Questa esposizione al latino sta crescendo anche nel mondo secolare. Nel 1978 la American Classical League/National Junior Classical League (ACL/NJCL) ha fatto sostenere il primo Esame di Latino Nazionale (NLE) a 7.000 studenti. Nel 2016 sono stati 154.000, e il numero continua ad aumentare, soprattutto tra chi studia a casa.

Progettato per incoraggiare lo studio del latino e offrire agli studenti un senso di realizzazione, l’Esame presenta 40 domande a sette livelli diversi di studio, dagli studenti del primo anno a quelli dei gradi più avanzati. Le domande non includono solo grammatica e vocabolario, ma anche mitologia, derivati inglesi e vita classica, storia e geografia. L’NLE dà anche medaglie d’oro e d’argento per l’eccellenza, e nel corso degli anni ha offerto prestiti agli studenti per un milione di dollari.

Alcuni studenti sono attirati dal latino per migliorare i propri risultati al SAT, il test d’ingresso all’università, visto che ci sono prove che indicano che conoscerlo migliora i punteggi, ma la maggior parte è attirata dalla cultura e dal modo in cui il latino aiuta a comprendere le radici della lingua. Il 60% dell’inglese, così come alte percentuali di molte altre lingue, deriva dal latino, per cui comprenderlo offre una base solida per studi linguistici futuri. Linda Montross, co-presidente dell’Esame di Latino Nazionale ACL/NJCL, ha affermato che “chi studia latino è uno scrittore, un oratore e un pensatore migliore”.

Al Thomas More College, gli studenti devono scegliere il latino o il greco per i primi due anni. Il latinista principale del college, Fred Frasier, dice che fa molto di più che aiutare semplicemente con la composizione in inglese. “Gli studenti del curriculum di arti liberali si imbattono in testi che li toccano profondamente, ma che sono tradotti dal latino in inglese, o sviluppano un apprezzamento per il latino come lingua sacra nella liturgia cattolica romana. In entrambi i casi, capiscono che conoscendo il latino possono approfondire il senso di un testo o della liturgia. Testimonio regolarmente come il latino rafforzi la vita spirituale degli studenti a Messa e nelle loro devozioni private. Durante la Messa, soprattutto la Messa cantata, gli studenti partecipano in modo più completo quando comprendono le risposte latine che danno”.

Visto che il latino è una lingua “morta” (ovvero che non cambia ed è ampiamente non parlata), ci si concentra sul leggere piuttosto che sul parlare. Come sottolinea Kristie Joyce, ciò significa che gli insegnanti “si concentrano sul mito e sulle storie. In base alla mia esperienza, gli studenti preferiscono di gran lunga leggere miti e storie antichi e collegarli al nostro mondo attuale che imparare come presentarsi e andare a prendere un caffè come fanno nelle lezioni di lingue ‘viventi’”.

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Thomas L. McDonald non era bravo in latino, ma sua figlia ha vinto la medaglia d’oro all’esame nazionale di latino.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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