Papa Francesco: nella comunicazione il male non sia protagonista

Bisogna stare attenti alla sequenza comunicativa : talvolta capita anche in fb (personalmente mi è accaduto) che ho ricevuto un’affermazione da una persona alla quale ho risposto di conseguenza. La risposta dell’interlocutrice non è stata pertinente e non ha tenuto conto della sua affermazione precedente attribuendo alla mia risposta una valenza completamente diversa da quella che aveva. Sembrava una risposta che questa persona dava a se stessa secondo un suo pregiudizio. Dico questo perchè nella comunicazione prevale, non tanto il contenuto del comunicante, quanto il pregiudizio e la precomprensione del destinatario/a. Ciò dimostra che, nella comunicazione, ci sono tanti fattori che portano verso il fraintendimento che rappresenta perciò il valore predefinito. Pertanto la comprensione piena è quasi un miracolo e un’eccezione. Forse bisogna pregare di più per chiedere a Dio il dono della reciproca comprensione. Se pensiamo all’episodio della torre di Babele, nella Bibbia troviamo dei precedenti inquietanti. Solo con la fede vera in Gesù Cristo che è soprattutto Verità si potrebbe ovviare alle incomprensioni perchè Lui è il Maestro che insegna a comunicare.  (Carlo Mafera)

Risultati immagini per comunicazione interpersonale

Nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali l’invito a essere costruttivi, rifiutando i pregiudizi: «guardare la realtà con consapevole fiducia» e «spezzare il circolo vizioso dell’angoscia»

Una comunicazione «costruttiva», che rifiuti i pregiudizi verso l’altro e spezzi il circolo vizioso dell’angoscia e della paura, senza concede al male il ruolo di protagonista. È quanto chiede Papa Francesco nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, pubblicato il 24 gennaio 2017, festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

«Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nell’ambito professionale sia nelle relazioni personali – scrive Bergoglio – ogni giorno “macinano” tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia».

Francesco si dice convinto che «ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle “cattive notizie” (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane)». Certo, riconosce subito dopo il Papa, non si tratta di «promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male».

Al contrario, l’invito è a cercare «di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite». In un sistema comunicativo dove «vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non è una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, si può essere tentati di anestetizzare – osserva Bergoglio – la coscienza o di scivolare nella disperazione».

Il Papa cerca quindi di promuovere uno stile comunicativo «aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista», ma provi a «mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia».

La vita dell’uomo – spiega Francesco – non è solo «una cronaca asettica di avvenimenti, ma è storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati più importanti». La realtà non ha un significato univoco, perché «tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli “occhiali” con cui scegliamo di guardarla». Per i cristiani, «l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia, a partire da la Buona Notizia per eccellenza: il Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio».

Una notizia che «non è buona perché priva di sofferenza, ma perché anche la sofferenza è vissuta in un quadro più ampio, parte integrante del suo amore per il Padre e per l’umanità. In Cristo, Dio – scrive il Papa – si è reso solidale con ogni situazione umana, rivelandoci che non siamo soli perché abbiamo un Padre che mai può dimenticare i suoi figli».

In questa luce «ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l’amore riesce sempre a trovare la strada della prossimità e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire». L’invito a chi comunica è quello di «scorgere e illuminare la buona notizia presente nella realtà di ogni storia e nel volto di ogni persona».

«La speranza – conclude Francesco – è la più umile delle virtù, perché rimane nascosta nelle pieghe della vita, ma è simile al lievito che fa fermentare tutta la pasta. Noi la alimentiamo leggendo sempre di nuovo la Buona Notizia, quel Vangelo che è stato “ristampato” in tantissime edizioni nelle vite dei santi, uomini e donne diventati icone dell’amore di Dio».

pubblicazione consentita dalla redazione di Aleteia su Spv a cura del blogger Carlo Mafera

Annunci

Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...