L’Associazione della Santa Famiglia di Bordeaux, fondata dal Venerabile Pietro Benvenuto Noailles : un pò di storia

dal sito www2.chiesacattolica.it/cci/diocesi/allegati_applet2/documenti/2002…/Bordeaux.rtf

 

  L’associazione della Santa Famiglia ha celebrato il terzo congresso internazionale

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/30/Pierre-Bienvenu_Noailles_2.jpg

  Una

  famiglia

  in missione

  Le Suore sono presenti a Napoli dal 1870, nel territorio di Chiaia

  L’Associazione della Santa Famiglia di Bordeaux, fondata dal Venerabile Pietro Benvenuto Noailles nel 1820, benedetta visibilmente dal Signore con il Miracolo Eucaristico del 3 febbraio 1822, ha celebrato a Martillac, presso Bordeaux, in Francia, dal 7 al 15 agosto 2002, il terzo congresso internazionale Santa Famiglia sul tema: “Una famiglia in missione”.

  Le Suore della Santa Famiglia sono presenti a Napoli dal 1870, chiamate dall’allora Cardinale Arcivescovo Sisto Riario Sforza. Esse si stabilirono nel territorio della parrocchia dell’Ascensione a Chiaia e qui sono rimaste fino ad oggi.

  La Santa Famiglia, come realtà nella Chiesa, è costituita dall’Istituto religioso che comprende Religiose Apostoliche e Contemplative, dall’Istituto Secolare e da Associati Sacerdoti e Laici. Un centinaio di rappresentanti di questa realtà, provenienti da 24 nazioni di quattro continenti, sono riuniti a Martillac, alla periferia di Bordeaux, per concordare una linea comune di missione, come famiglia, nella Chiesa del nostro tempo.

  Dicono le Costituzioni per i quattro gruppi: «Questa associazione ha per fine di estendere e fortificare la fede in ogni ambiente, di rinnovare la testimonianza per primi cristiani che avevano un cuor solo e un’anima sola».

  La Santa Famiglia di Nazareth è la sua fonte di ispirazione. Dolce immagine della Trinità, trova nella volontà del Padre il fondamento della sua comunione: Gesù, Maria e Giuseppe non amavano, non cercavano, non volevano che Dio Solo in tutto.

  Germe della Chiesa, si sviluppa nella Comunità degli Apostoli e dei primi discepoli che, «abitati dallo stesso amore, vanno ad annunciare la Buona Novella in tutto il mondo» (Cost. n. 2). «…segno e fermento di unità, è luogo di condivisione e di aiuto reciproco, fonte di dinamismo apostolico». (Cost. n. 3).

  Il fondatore contemplava la “Famiglia” nella Trinità, nella Famiglia di Nazareth e nella Chiesa primitiva. Nel cuore del giovane sacerdote bordolese cresceva il desiderio di vivere e realizzare qualcosa di umile nella Francia post-rivoluzionaria e nel mondo. Egli fu particolarmente toccato dalla Missione di Gesù: «È venuto nel mondo per radunare i figli di Dio dispersi»; «È passato facendo il bene»; «Tutto ciò che fate ad uno di questi miei fratelli e sorelle è a me che voi lo fate», dalla sua preghiera: «Padre, che tutti siano uno, come tu Padre se in me ed io in te» e dall’esempio dei primi cristiani: «La moltitudine dei credenti non aveva che un cuore ed un’anima sola».

  Con questo ardore Pietro Benvenuto iniziava la sua azione pastorale nel 1818, in una parrocchia di Bordeaux. Egli accoglieva il desiderio di tante persone disposte a vivere in maniera diversa, una vita di donazione a Dio e al prossimo. Egli diceva ai membri di questa famiglia: «Andiamo a Nazareth! vediamo come vivevano Gesù, Maria e Giuseppe… e lasciamoci ispirare… oggi».

  I tre di Nazareth erano costantemente orientati a Dio solo, alla sua volontà. «Essi non amavano, non cercavano, non volevano che Dio solo quaggiù». I membri della nostra famiglia «devono identificarsi con questi perfetti modelli: Gesù, Maria e Giuseppe; devono imitare le virtù nascoste e il dinamismo apostolico per la gloria di Dio solo». L’amore che univa i loro cuori, lo Spirito Santo, è il motore interiore della vita e dell’azione.

  La Santa Famiglia di Bordeaux, quando cominciava la sua storia nella Chiesa di Francia dopo la Rivoluzione Francese, già era una famiglia unita nella diversità della vocazioni. Il fondatore, vedendo l’opera di Dio che cresceva nelle opere e nelle persone che vi si impegnavano a sostenerle, esclamava: «O amabile spettacolo di tutte le vocazioni e di tutte le opere che sono come i fiori nel giardino del Signore. Ognuno spande il suo profumo in perfetta armonia».

  Oggi le situazioni storiche sono cambiate. L’Evangelo della Famiglia, che si chiama “Comunione-Relazione-Reciprocità”, è di attualità. Il centinaio di partecipanti e tutto il personale dell’organizzazione del Congresso, si sono immersi nella realtà dello scopo della Santa Famiglia che è rimasto immutato anche nel terzo millennio: estendere e fortificare la fede in ogni ambiente e vivere il comandamento radicale dell’amore creando in tutto, e attraverso tutto, legami di comunione.

  Tutti i membri dei quattro gruppi, nella complementarietà delle vocazioni, hanno preparato e fatto proprio un documento finale che dice: «Al seguito di Gesù, venuto sulla terra per “riunire nell’unità i figli di Dio dispersi” (Gv 11, 52) facciamo nostro il “sogno” del fondatore di essere nella Chiesa e nel mondo una Famiglia dove si costruisce la comunione.

  Questa comunione è dono ricevuto da Dio e compito da realizzare e celebrare. Contemplando la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, che “non amavano, non cercavano, non volevano che Dio solo quaggiù” e, al seguito delle “prime comunità cristiane che non avevano che un cuore ed un’anima sola”, tutta la Famiglia fa sua la passione per il regno.

  La semplicità e la dolcezza devono caratterizzare le nostre relazioni, in quanto Famiglia, e favorire l’unità. “Famiglia in missione”, tenendo conto delle situazioni dove siamo, nella diversità e la complementarietà delle nostre vocazioni, ci impegniamo a promuovere la dignità della persona, a rispettare la diversità delle culture e a costruire un “mondo nuovo” quali artigiani di giustizia e di pace e di rispetto della Creazione.

  È il Cristo che ci riunisce. Siamo “Famiglia in missione”: ciascuno trova la sorgente e la forza nella Preghiera, nella Parola, nell’Eucaristia. Per vivere questo impegno sono necessarie la collaborazione e la partecipazione di tutte le vocazioni».

  Al termine del congresso, le Religiose Apostoliche e Contemplative e le Secolari riprendevano la via del ritorno alle proprie nazioni e missioni. Solo gli associati rimanevano ancora una settimana a Martillac per la loro assemblea intercontinentale. Il terzo congresso internazionale “Santa Famiglia” è stato una festa di luce e di speranza per la Chiesa di Dio nel mondo così provato da divisioni, guerre e odio.

  Cosa avranno messo in valigia i partecipanti? Sicuramente nessuna nostalgia ma la spinta dello Spirito Santo nella propria storia personale e di gruppo. Egli trasforma le tenebre in luce, dà certezza e gioia nella convinzione di fede che la propria vita è importante, nella sua umiltà, perché strumento dell’amore e della presenza di Dio. Ognuno si sente un frammento di lievito nella grande massa del mondo.

  In fedeltà al Venerabile fondatore e in sintonia con il Papa Giovanni Paolo II, la Santa Famiglia è in cammino nel terzo millennio. «Gesù, Maria e Giuseppe siate sempre non noi» (P.B.N.).

  Angela Risi sfb

  Il fondatore: un buon padre per tutti

  Pierre-Bienvenu Noailles, il fondatore dell’associazione della Santa Famiglia, nasce a Bordeaux il 27 ottobre 1793. Egli visse in un periodo molto interessante, nonché movimentato, della storia della Francia. Intuiva che stava nascendo un mondo nuovo, che correva il rischio di costruirsi fuori delle prospettive della fede cristiana, con molteplici barriere tra gli uomini e tra gli stessi discepoli di Gesù Cristo. Mosso dallo Spirito di Dio concepì fin dal tempo del Seminario il piano di una vasta associazione con cui voleva, alla luce del mistero della Santa Famiglia e delle prime comunità cristiane, contribuire a tutto un rinnovamento della cattolicità e a riunire l’immensa famiglia dei figli di Dio. Fu presidente ella Società degli amici Cristiani nel 1810. Nel 1814 fondò una Società di giovani scrittori e una società per i segretari degli studi legali. Nel 1816 entra nel Seminario di San Sulpizio. Nel 1820 dopo l’ordinazione fonda le Dame di Loreto per le orfane e le giovani abbandonate. Nel 1822 apre un collegio a Rue Saintonge. Nel 23 viene approvata la Società dei Poveri preti da parte dell’Arcivescovo di Bordeaux. Nel 1829 fonda l’opera delle Suore dell’Immacolata Concezione per l’apostolato delle campagne. Nel 1831 si ha l’erezione canonica dell’associazione della Santa Famiglia. Nel 1836 fonda l’opera delle Suore della speranza, per la cura dei malati. A Madrid fonda l’orfanotrofio, nel 1856 le Suore agricole, nel 59 le Suore contemplative. Muore l’8 febbraio 1861.

  La comunità oggi

L’Istituto religioso Santa Famiglia di Bordeaux è costituito da:

Apostoliche: partecipano alla vita missionaria della Chiesa. Sono chiamate ad estendere e fortificare la fede con la parola, la presenza e l’azione.

Contemplative: prolungano nel silenzio e nella solitudine l’atteggiamento orante di Gesù rivolto verso il Padre.

  Istituto secolare: Le Secolari consacrate vivono, secondo la loro vocazione propria, nella diversità delle loro situazioni e dei loro impegni in pieno mondo, per santificarlo dall’interno ed evangelizzarlo in comunione con Cristo, presente agli uomini e alle donne di questo tempo come lo era Nazaret.

  Gli associati laici: vivono la consacrazione battesimale nel e per il mondo di oggi. Testimoniano i valori evangelici in tutte le situazioni della vita con la loro presenza ed azione. Contribuiscono alla costruzione di una nuova Società.

  Gli associati sacerdoti: si impegnano a vivere secondo lo spirito e lo scopo della famiglia del fondatore, Pietro Benvenuto Noailles.

pubblicazione rimovibile a cura del blogger Carlo Mafera

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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