Paolo Pallante al CCP Tufello il 25 marzo ha presentato il suo ultimo lavoro “Ufficialmente Pazzi”

Mi sono seduto per ascoltare ottima musica e l’ho ascoltata ma più ancora le parole mi hanno colpito perchè ricche di significato che mi hanno evocato due personaggi : la musica e i testi di Francesco De Gregori con i suoi personaggi sempre ai margini della società dove prevale il sogno, il disagio e l’utopia. Poi un grande letterato del passato che ha scritto nel ‘500  un trattatello di piacevole lettura che parlava del tema che Pallante ha voluto sapientemente cantare. Si tratta di Erasmo da Rotterdam … che scrisse l’Elogio della Follia, un’opera molto originale in cui, con toni ironici e nel contempo estremamente persuasivi, l’autore affronta l’insolito tema della Follia, per sostenere che essa sarebbe la vera dominatrice dell’intera civiltà ma anche dell’esistenza di ciascun uomo, sia egli un ecclesiastico o un laico, un saggio o un ignorante, un potente o un umile. Ne più ne meno di quanto avviene oggi come allora.

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La locandina riguarda uno spettacolo precedente

La Follia, che viene allegoricamente rappresentata come una dea in vesti di donna, sarebbe infatti all’origine di ogni bene sia per l’umanità, sia per gli stessi Dei che riceverebbero al pari dei mortali i suoi doni: “io, io sola sono a tutti prodiga di tutto”. Ciò vale in primo luogo per il dono della vita, considerato che nel momento in cui sia l’uomo che il dio si dedicano alla procreazione debbono necessariamente “abbandonarsi un poco a qualche leggerezza e follia”. Nessuno genera o è stato generato se non grazie alla “ebbrezza gioiosa” della Follia. E perché un’esistenza sia felice è indispensabile che in essa trovi spazio il piacere, e cioè ancora una volta “un pizzico di follia”. Ma anche nell’ambito dei rapporti umani, dal matrimonio all’amicizia, è merito della Follia se i vincoli personali resistono felicemente, appunto “nutrendosi di adulazioni, scherzi, di indulgenza, di errori, di dissimulazioni”. Ugualmente la tenuta dei rapporti sociali, e quindi l’esistenza stessa della società, dipendono dall’ausilio della Follia. Ma più di tutto la Follia rappresenta l’unica guida per accedere alla vera sapienza: poiché infatti tutte le passioni, tutti gli umani errori e tutte le umane debolezze, rientrano nella sfera della Follia, saggio è colui che si lascia guidare dalle passioni. Precisa l’autore che questi elementi emotivi “non solo assolvono la funzione di guide per chi si affretta verso il porto della sapienza, ma nell’esercizio della virtù vengono sempre in aiuto spronando e stimolando, come forze che esortano al bene”. E’ proprio il messaggio che Pallante ha voluto mandare agli spettatori nei suoi pezzi musicali e poetici insieme, dove ognuno ha potuto rivedere se stesso nei personaggi descritti con una parola un pò ironica e un pò beffarda. Pallante fa eco ad Erasmo con queste sue parole . “Non c’è una parola, una nota o un passaggio che io non abbia cercato con l’istinto del cercatore, con l’amore di chi crea qualcosa non per gioco, non per dovere ma per volontà. Io credo nella parola, come diceva Rodari, e credo nella musica; ancora di più credo nel respiro che porta la liberazione dagli schemi e dalle consuetudini.” Nell’album troviamo le ballate, lo swing, la canzone popolare, il singolo scritto, suonato e arrangiato con Alex Britti, il brano con la meravigliosa incursione chitarristica di Pino Forastiere e in chiusura un lungo brano in assolo, per chitarra, che Pallante usa per uscire in modo essenziale ed evocativo. Si parla di follia (“Ufficialmente pazzi”), ma anche di lavoro sommerso (“King, un nome da re”), di “senza tetto” (“Andiamo in pace”), di povertà, ricchezza e mille sfumature della vita (“La Caroppa e Carmelo casalingo”), di rapporti famigliari (“Fino alle ossa”) e anche d’amore (“Per sempre”) scherzando e ironizzando sulla figura degli uomini molto (troppo) sicuri di sé (“Io sono il massimo”). Alla fine i meravigliosi volontari del CCP ci hanno offerto un buonissimo piatto di pasta fatto da Michele, Stefania e Sandro che ci ricordano di sostenere il CCP che sta attraversando un momento delicato della sua storia.

Carlo Mafera

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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