I semi di cristianesimo nella Grecia antica

Riflessione introduttiva sulla Grecia


 

Capo Sounion, Tempio di Poseidone
Capo Sounion, Tempio di Poseidone

Vediamo innanzitutto, molto sommariamente, alcuni aspetti geografici. La penisola greca si protende al centro del Mar Mediterraneo, come la penisola italiana al suo fianco. Questa posizione ha permesso ai porti greci – come pure a quelli italiani – di dividere e di unire le rive del Mediterraneo, dando chiaramente una posizione di potere e di rilevanza, finché almeno il Mar Mediterraneo è stato uno dei mari cruciali nello sviluppo della cultura. La navigazione fino alle Americhe ha reso meno significativo il “mare nostrum”, confinandolo, in alcuni momenti storici, quasi a “mare provinciale”, determinando l’ascesa di altre entità statali, culturali ed economiche.

Capo Sounion, Tempio di Poseidone
Capo Sounion, Tempio di Poseidone

Nell’introdurre il percorso del nostro viaggio voglio sottolineare tre momenti storici che avremo presenti più di altri, dato il particolare punto di vista – è un viaggio, ma anche un pellegrinaggio – da cui guardiamo al mondo greco.
Innanzitutto il grande momento della Grecia classica. La civiltà greca che si aggiunge a quelle del mondo egiziano, mesopotamico, anatolico e siro-fenicio a determinare la storia del mar Mediterraneo e della civiltà in genere.
Possiamo dire fin da ora che saremo dinanzi a tutto ciò che l’uomo è in grado di pensare, di sperare, di progettare, di fare senza Cristo!

Capo Sounion, Tempio di Poseidone
Capo Sounion, Tempio di Poseidone

C’è un testo che vi invito a leggere, una volta che saremo tornati a Roma: è il bellissimo libro di C.Moeller che si intitola “Saggezza greca e paradosso cristiano”, Brescia, Morcelliana, 1980.
La sua riflessione vuole mostrare come i greci – non potendo conoscere la “grazia”, il “mistero”, nascosto nel Figlio di Dio e poi rivelato “nella pienezza dei tempi” – manifestino nelle tragedie teatrali dei grandi tragici Eschilo, Sofocle ed Euripide, come nel mito, l’impossibilità di giungere ad una visione del mondo divino come il mondo della grazia e della misericordia. Gli dei non sono solo giusti, ma a volte capricciosi. Possono scendere in terra per complicare le storie degli uomini, per carpire le loro donne od i loro figli. Hanno un potere che stabilisce i destini umani, ma non con una provvidenza che conduce l’uomo al bene, bensì con una sorte che può condurli a perdersi sempre più. Moeller afferma che, dinanzi a questo mondo divino, all’uomo è chiesto anche di difendersi da esso. Forse l’armonia e la bellezza dell’uomo greco dipende non tanto dall’imitazione di ciò che vede fare agli dei, quanto da una creazione propria che, in un mondo dominato da forze non del tutto chiarite, permette all’uomo di ritagliare nella sua storia personale, nella polis o nella creazione artistica, quella bellezza nostalgicamente sentita e desiderata.

Kore-Persefone in fuga ad Eleusi (oppure ninfa nell'Oceano)
Kore-Persefone in fuga ad Eleusi (oppure ninfa nell’Oceano)

Dinanzi a questo mondo il cristianesimo nascente si è trovato dinanzi al grande dilemma: rifiutare tutto questo cammino, questa ricerca, oppure accoglierlo, discernendo in esso il bene, a partire dall’incontro col Cristo? Il grande M.Simonetti, professore di Storia del Cristianesimo alla Sapienza di Roma, in un piccolo libretto, dal titolo “Cristianesimo antico e cultura greca”, ha cercato di analizzare queste due tendenze attive ed in tensione fra di loro nei Padri dei primi secoli. Nel nome “Areopago” che abbiamo scelto per il centro culturale della nostra parrocchia abbiamo voluto indicare, fedeli ai nomi degli autori greci delle vie dell’AXA, questo tentativo di porre in feconda tensione l’assoluta novità del cristianesimo ed i germi di verità donati da Dio agli uomini in ogni tempo ed in ogni luogo.

Bassorilievo di Eleusi, Demetra prende concedo dal re Trittolemo, che le ha insegnato l'arte di coltivare la terra e il grano per insegnarla agli uomini, e da Kore-Persefone, munita di una torciaBassorilievo di Eleusi, Demetra prende concedo dal re Trittolemo, che le ha insegnato l’arte di coltivare la terra e il grano per insegnarla agli uomini, e da Kore-Persefone, munita di una torcia

Un secondo momento storico, che terrà la scena del nostro viaggio, sarà il momento dell’arrivo del cristianesimo in terra greca attraverso l’evangelizzazione dell’apostolo Paolo, testimoniataci dagli Atti degli Apostoli e dalle lettere paoline.
Paolo, da Troade, arrivò in Macedonia, sbarcando a Neapoli, l’odierna Kavala. Proseguì per Filippi, poi Anfipoli, poi Tessalonica. Possediamo, conservateci dalla tradizione cristiana, la lettera autentica scritta ai Filippesi e due lettere scritte ai Tessalonicesi (di cui la prima sicuramente autentica e la seconda di tradizione paolina, probabilmente). Paolo scese poi fino ad Atene, fuggendo (e negli Atti degli Apostoli, abbiamo il resoconto di questa permanenza ateniese) e raggiunse poi Corinto. A Corinto fu condotto dinanzi a Gallione, fratello del famoso filosofo Seneca. Poiché possediamo le date della presenza di Gallione a Corinto, questo incontro diventa uno dei capisaldi della cronologia neotestamentaria, come poi vedremo meglio (Gallione fu, secondo l’iscrizione dell’imperatore Claudio trovata a Delfi, proconsole dell’Acaia nel 51-52 o nel 52-53 d.C.).

Epidauro, il teatro
Epidauro, il teatro

La riflessione sull’annuncio di Paolo contribuirà, da un lato, alla solidità della nostra fede (vedremo la vicinanza cronologica degli eventi paolini alla morte ed alla resurrezione di Cristo e la sua profonda comunione con l’insegnamento di tutto il collegio apostolico), dall’altro ci aiuterà ad approfondire i grandi temi teologici e spirituali dell’insegnamento cristiano di S.Paolo.
Secondo la sintesi che il prof. U.Vanni ha lungamente insegnato a generazioni di studenti della Pontificia Università Gregoriana, possiamo suddividere in sei temi maggiori i principali aspetti della riflessione paolina portata avanti nelle varie lettere: il progetto di Dio, il vangelo, la fede, la giustificazione, la chiesa, la dimensione escatologica. Non riusciremo, certo, a fare una trattazione completa di questi aspetti, ma potremo qui iniziarla e poi proseguirla in altre sedi.

Micene, Circolo delle Tombe Reali, nell'Acropoli
Micene, Circolo delle Tombe Reali, nell’Acropoli

Un terzo grande momento storico che avremo dinanzi sarà quello del diversificarsi del cristianesimo (nei suoi aspetti di ricchezza e di benedizioni e nei suoi aspetti di divisione e di maledizione). Vi accorgerete subito che il segno di croce, momento così caratterizzante la nostra identità, viene fatto in maniera differentemente. Siamo vicini a Costantinopoli. Anticamente, prima del cristianesimo, si chiamava Bisanzio e dal nome di Bisanzio viene il nome “bizantino” termine creato dagli storici tedeschi dell’ottocento per diversificare la cultura e la storia dell’Oriente cristiano da Costantino in poi, fino alla caduta di Costantinopoli.

Monastero di Kessariani sul monte Imetto ad Atene
Monastero di Kessariani sul monte Imetto ad Atene

Non dobbiamo dimenticare che questa cesura non fu per niente evidente a chi viveva dall’interno la storia di quei secoli, anzi Costantinopoli si è sempre ritenuta la legittima erede dell’Impero romano. Mentre nei nostri libri di storia l’impero romano termina con la caduta di Romolo Augustolo, per la mentalità dell’Oriente cristiano esso ha fine con il 1453, anno in cui Maometto II conquista Costantinopoli. Tuttora gli arabi chiamano i greci ortodossi, i “rum”, cioè i “romani”.

Monastero di Ossios Loukas, sorto sulla tomba del santo eremita Luca lo Stiriota morto nel 953 d.C.
Monastero di Ossios Loukas, sorto sulla tomba del santo eremita Luca lo Stiriota morto nel 953 d.C.

La città prenderà poi il nome di Istanbul, dal greco “eis ten polin”, “verso la città”, orecchiato nella lingua turca. La Grecia bizantina è sotto il governo della capitale Costantinopoli, con l’interruzione della dominazione latina al tempo delle crociate e fino alla conquista dell’Impero ottomano.

Mosaico della Lavanda dei piedi nel monastero di Ossios Loukas (secolo XI)
Mosaico della Lavanda dei piedi nel monastero di Ossios Loukas (secolo XI)

 


[Viaggio in Grecia]

Pubblicazione autorizzata dalla redazione del  sito http://www.gliscritti.it

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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