Tuo padre ed io ti cercavamo …. di Pierluigi Guiducci – edizioni Albatros (2017)

La Sacra Famiglia di Nazareth. Tre vocazioni. Tre sì a Dio – Prefazione di Peter Gumpel

Tuo padre ed io ti cercavamo

La ricerca storica del prof. Pierluigi Guiducci è sempre profonda, puntuale ma soprattutto documentata. L’insigne storico, docente alla scuola “Ecclesia Mater” della Pontificia Università Lateranense, svolge sempre un lavoro di depurazione dei dati mitologici, inseriti nel racconto evangelico durante i vari secoli della storia della chiesa. Sono state messe in evidenza invece le tre figure, nella loro dimensione antropologica e cioè nel ruolo umano che svolgevano nel loro tempo, proiettandolo però nella dimensione escatologica e cioè inserite nel progetto di salvezza eterna che era stato ideato dal Padre sin dall’eternità. Tre persone che parafrasavano la Trinità spirituale nella dimensione terrena, inserite nella quotidianità con tutte le mille sfacettature che questa implica. Quindi non solo l’aspetto contemplativo ma anche quello operativo, o per così dire missionario. Gesù, con il celebre episodio citato nel titolo, inaugura proprio la dimensione dell’evangelizzazione. Questa spesso contrasta le logiche familiari che non comprendono spesso la volontà di Dio su ciascuno dei componenti della famiglia. Come dice l’autore acutamente : ” L’episodio … svela con delicatezza un momento di non comprensione. Ci furono altre ore di non immediata sintonia? Non lo sappiamo. Certamente bisogna stare attenti a non “forzare” le situazioni e a non dare per scontata una situazione <perfetta> in tutto. Gli evangelisti non vogliono entrare nella dinamica famigliare (ad esempio, nell’interazione con i parenti di lui e con quelli di lei). Il loro obiettivo è solo quello di delineare un orientamento-chiave : attraverso la storia degli uomini si snoda la Storia di Dio.”  Giuseppe  scompare dalla scena, dopo aver svolto il proprio ruolo come Mosè che, alle soglie dell’entrata nella terra promessa, viene messo da parte dal progetto misterioso del Padre. Maria invece rimane sempre presente nella vicenda cristologica, legata indissolubilmente al Figlio persino sotto la Croce. E’ una figura forte che affronta i parenti, sa influire su Gesù, sa trasmettere agli apostoli sfiduciati un messaggio di speranza al centro del Cenacolo quando scende lo Spirito Santo. Insomma tre figure dinamiche proiettatte, non solo verso l’interiorità o verso l’alto ma anche verso l’altro. Vi è presente una forte circolarità : quella dell’amore. La stessa  presente nella Trinità che il  Rublev ha ben rappresentato.

Carlo Mafera

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