A distanza di 8 mesi dal voto europeo ci viene in soccorso la lettura di un ottimo libro sulla genesi dell’Europa nella storia medievale – “L’identità affermata” di Pierluigi Guiducci intervistato da Carlo Mafera e un video girato a Milazzo che come alfa e omega della storia europea, dimostrano l’importanza del sincero perseguimento dell’unità politica per realizzare l’idea alta di Europa che desideravano gli statisti costituenti.

 A pochi mesi dalle elezioni europee proponiamo un dialogo sulle radici dell’Europa con il prof. Pierluigi Guiducci
Il dott. Carlo Mafera  parla ai lettori del San Paolino’s Voice del libro edito dalla Libreria Ateneo Salesiano intervistando uno dei più grandi storici della Chiesa : il professor Pierluigi Guiducci docente presso la scuola Ecclesia Mater della Pontificia Università Lateranense e poi fa un volo pindarico di molti secoli per far ascoltare una voce fuori dal coro ….

«Siamo come nani sulle spalle dei giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l’acutezza della nostra vista, ma perché sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti». Questa frase di Bernardo di Chartres sintetizza magnificamente lo stato d’animo di noi contemporanei e uomini del 2019 che abbiamo un grande debito di riconoscenza nei confronti del Medioevo, erroneamente ritenuto come un’epoca caratterizzata da secoli bui. Infatti la più netta e severa condanna del Medio Evo fu espressa nel 700, nell’età dei lumi. Per gli Illuministi soltanto il lume della ragione è in grado di sottrarre gli uomini dalle tenebre dell’ignoranza e della superstizione e di guidarli verso la virtù e la felicità. I filosofi di quel tempo dimostrarono un profondo disprezzo verso l’oscurantismo e la barbarie del Medio Evo, che attribuirono all’insegnamento della chiesa cattolica.

D. Mafera : Prof. Guiducci ci può spiegare le caratteristiche fondamentali del Medieoevo, ben illustrate nel suo libro?

R. Guiducci : Il Medioevo fu  interpretato come un periodo dominato dal fanatismo religioso e dall’incubo dei saccheggi, fame, pestilenze: “La barbarie, la superstizione e l’ignoranza ricoprivano la faccia della terra” (Voltaire). Tale luogo comune è stato rimesso in discussione da tanti storici e anche da me con il mio libro, che si è inserito felicemente in questo filone di riabilitazione di questo lunghissimo periodo di storia che abbraccia mille anni.
Se pensiamo ai fenomeni del monachesimo nell’Alto Medioevo o a quello più recente della nascita delle Università nel Basso Medioevo e ancora alle figure dei “giganti” (già citati nella frase introduttiva) nella santità o nella cultura e in particolare in quella filosofica, ci renderemmo conto che il nostro sapere contemporaneo sarebbe stato un sapere molto ridotto se non ci fossero stati loro a conservarlo.
Tali istituzioni hanno fatto da cinghia di trasmissione di incommensurabile potenza. Sono state depositarie della cultura classica e anche della storia, della scienza, della filosofia, della teologia arricchendole fortemente. Cito a titolo esemplificativo qualcuno di essi, e così si arriva a capire la vetta raggiunta nel medioevo: San Tommaso d’Aquino dal punto di vista filosofico, e san Francesco da quello spirituale.
Anche esaminando il panorama ecclesiale,  metto in evidenza la grande dinamicità della Chiesa Cattolica, sin dai primi secoli, nell’opera di penetrazione e di evangelizzazione nelle culture germaniche a testimonianza della sua dinamicità e del suo desiderio di apertura e di confronto, nonché di una capacità di rispettare la cultura del luogo, tema che venne poi risolto nei secoli successivi.

D. Mafera : Quindi, professor Guiducci, fu un periodo ricco di cambiamenti?
R. Guiducci : Si, Fu un periodo di grandissime interazioni: la prima, quella tra il mondo latino e quello germanico e poi successivamente tra il mondo cristiano e quello mussulmano. Tali interazioni non furono prive di ombre: faccio riferimento per esempio alle Crociate e in particolare alla loro degenerazione quando prevalse più lo spirito di conquista che quello religioso. Ma da tali conflittualità e in particolare da quella del mondo germanico con quello latino nacque quello spirito europeo, frutto di questo incontro che venne poi fecondato dal cristianesimo il cui ruolo prezioso fu quello di un potente collante.

D. Mafera : E sul rapporto con l’Islam, cosa ci può dire?
R. Guiducci : Anche il confronto con il mondo musulmano non fu privo di risultati positivi, come affermato dal grande storico Henry Pirenne. Nel suo saggio lo storico enunciava una teoria nuova e originale secondo cui le invasioni barbariche non avevano introdotto alcunché di nuovo nella struttura dello stato romano. Infatti la cultura, benché degradata, aveva continuato a muoversi nella scia della tradizione greco-romana e l’economia cittadina non era stata ancora sopraffatta da quella rurale. I goti invasori, nonostante le distruzioni perpetrate, si erano lasciati alla fine assimilare al Cristianesimo. Dal V all’VIII secolo è possibile perciò parlare ancora di tardo romano impero.
Proprio l’irruzione dell’Islam sulla scena europea sconvolse e ruppe l’unità culturale del mondo antico. Eppure, paradossalmente proprio in quest’epoca di immane rovina, in un clima di generale decadenza, furono gettate le fondamenta cristiane della nuova Europa. La Chiesa fu spinta, come si diceva, durante il papato di Zaccaria e quello di Stefano II, in seguito alle conquiste arabe, ad un mutamento di rotta ed a spostare l’ago della navigazione verso il nord. Il Vangelo fu così annunciato a popoli primitivi, stanziati nel nord dell’Europa che lentamente si convertirono al cristianesimo. L’Europa occidentale, ristretta territorialmente, si aprì uno spazio geografico, verso nuove frontiere: la Gallia, la Germania e la Britannia, primo nucleo essenziale della futura Europa.

D. Quindi prof. Guiducci la pressione degli Arabi sull’Europa fu alla fine positiva?
R. Guiducci : La minaccia araba fece risorgere la parola Europa, secondo la teoria del Pirenne, e le conferì un nuovo significato, non soltanto geografico, ma anche politico e religioso: il termine intendeva comprendere tutti i popoli cristiani latini e germanici del continente. Questo sviluppo della formazione di una nuova identità storica e culturale europea venne profondamente realizzato al tempo di Carlo Magno e del suo sacro romano impero. Nel 799 d.C. un anonimo poeta scriveva: ” L’impero di Carlo Magno ha dato, per la prima volta, forma a ciò che noi chiamiamo Europa”. Il 23 novembre dell’anno 800 Carlo si presentò alle porte di Roma. Leone III gli andò personalmente incontro. E la notte di Natale venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero.
E così conclude il dott. Carlo Mafera : Ed è proprio in questa epoca che l’identità europea trova le sue radici, prende forma, si afferma e il prof. Guiducci spiega in modo semplice tutti i principali momenti chiave di queste interazioni che aprono alla visione della storia come un movimento dinamico di popoli che camminano inconsapevolmente in una prospettiva di fede verso l’unità. (Ut unum sint)… e lo stanno continuando a fare …. sentiamo cosa ci dicono gli acuti opinionisti Pietro Lo Miglio e Antonio Messina ai giorni nostri in una realtà locale molto rappresentativa: La città di Milazzo….

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