Al Teatro degli Audaci, una rassegna sull’improvvisazione teatrale

Jung parlava dei legami trasversali e cioè, detto in altre parole, della situazione classica del “lupus in fabula”. Ecco, stai parlando o facendo una determinata cosa e immediatamente si inserisce nel corso della tua vita un evento che richiama ciò che stai dicendo o facendo. E’ capitato proprio a chi scrive di iscriversi ad un corso di improvvisazione teatrale al CCP Tufello e subito dopo, al Teatro degli Audaci, che si trova nei pressi, viene organizzata una rassegna proprio su questa particolare forma di teatro che sta tra il cabaret e la commedia dell’arte. E’ stata una scoperta straordinaria perchè l’improvvisazione ti fa tirare fuori il famoso “Puer Aeternus” che ognuno di noi ha dentro e che dorme sepolto tra secolari strati di regole e convenzioni genitoriali. E’ il trionfo della spontaneità, della leggerezza che si trova repressa in un angolino del nostro inconscio e che finalmente trova il canale di apertura verso l’alto. Una terapia dell’anima più vera e più soddisfacente che, di sicuro, ottiene più risultati di qualsiasi seduta di psicanalisi. L’interazione con l’altro è la chiave di volta dell’improvvisazione come il classico schema del comico con la sua spalla. Ma, la miccia esplosiva è il tema da svolgere, il cosiddetto cannovaccio che veniva usato dalla parente stretta “Commedia dell’arte”. La forma di teatro conosciuta anche dagli antichi greci e romani che spesso e volentieri improvvisavano. Chi scrive è un neofita, capace solo di balbettare per qualche minuto un paio di  battute  con il compagno al laboratorio teatrale del CCP Tufello e si è sorpreso di vedere invece un’improvvisazione tenuta per due ore (una per ogni tempo dello spettacolo) dalla compagnia teatrale “Gli Appiccicaticci” che ha una lunga esperienza in questo campo. E’ importante anche l’interazione con il pubblico che deve dare il “la” proponendo il tema. In questo caso è stato invitato a scrivere una carta di identità che poi la compagnia ha interpretato in modo sublime.

L’improvvisazione, come si diceva, si pone l’obiettivo di  destrutturare le barriere mentali che il cervello crea, per arrivare ad esprimersi liberamente e creare mondi senza essere frenati dalle resistenze che la vita quotidiana ci propina. E’ un percorso dove si possono migliorare le capacità di relazionarsi con il mondo circostante, e la gestione emotiva per fortificare e migliorare le proprie capacità di linguaggio sia verbale che non-verbale. L’improvvisazione, stimola la creatività e quindi l’inventiva di dare risposte asimmetriche all’interlocutore che a sua volte deve adattarsi ad uno stimolo inaspettato. Questi deve riprogrammare tutto il suo atteggiamento interiore in base agli input ricevuti e così via con la dinamica del gioco dello specchio da barbiere.

Tutto l’allenamento è basato su velocità e ascolto, sulla reattività e le associazioni logiche per poter interagire e giocare con gli altri, con le emozioni e con gli stati d’animo. Sul palco, e lo si è visto proprio domenica 20 novembre al Teatro degli Audaci con la compagnia “Gli Appiccicaticci”, non c’erano dei veri e propri costumi,  o le classiche scenografie e/o oggetti, ma tutto viene plasmato al momento per poi  dare spazio a nuovi immaginari sfondi e orizzonti. E gli stessi personaggi vengono cuciti addosso all’attore momento per momento, a seconda delle necessità del racconto.

Da quanto ha potuto osservare lo spettatore e lo scrivente, il lavoro creativo aveva il focus  sulla  gestione dei conflitti in relazione con gli altri e gli ambienti dei luoghi creati. Insomma il “chi”, il “dove” e il “che cosa” erano loro i veri protagonisti, indossati quindi ora dall’uno, ora dall’altro attore.
Il fine del pezzo teatrale è, a mio avviso, far diventare l’attore un tutt’uno con il gruppo per creare un insieme unico. Per chi volesse conoscere qualcosa sulla compagnia ecco il link di riferimento http://www.appiccicaticci.com/  .

Dalle note di regia estrapoliamo a beneficio dei nostri numerosi lettori il seguente contenuto :

20 NOVEMBRE

BIOGRAFIA

Una Storia Vera di una Vita completamente Improvvisata

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con Alessandro Cassoni,Tiziano Storti,Fulvio Maura,Simona Pettinari e Deborah Fedrigucci

Regia Appiccicaticci

 Una carta di identità sarà l’unico spunto per questa biografia completamente improvvisata; sapremo, come potremmo farlo normalmente, il nome e il cognome, la professione e qualche segno particolare di uno spettatore del pubblico. Quello che sarà unico, improvvisato, e che non potremmo mai sapere, è la sua vita: la sua famiglia, i suoi amori, le sue paure, i suoi trionfi e i suoi insuccessi, i suoi amici e quelli che non può sopportare! 6 Attori,6 improvvisatori e 2 Atti per uno spettacolo magico, assolutamente unico, divertente e poetico che metterà lo spettatore dentro la propria vita, anche se totalmente improvvisata e chissà che i nostri attori non riusciranno davvero a riprodurla fedelmente. Due Atti. Perché nel secondo racconteremo, improvvisando ovviamente, la vita del nostro protagonista dieci, venti o anche trent’anni dopo.

Perdere “Biografia” significa perderlo per sempre.

A cura di Carlo Mafera

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