Il dialogo interreligioso in Africa. Un continente che è diventato “sale della terra”per tutto il cristianesimo mondiale

 

DALL’ESORTAZIONE APOSTOLICA
POSTSINODALE
AFRICAE MUNUS
DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
ALL’EPISCOPATO, AL CLERO,
ALLE PERSONE CONSACRATE
E AI FEDELI LAICI
SULLA CHIESA IN AFRICA
AL SERVIZIO DELLA RICONCILIAZIONE,
DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE

«Voi siete il sale della terra …
Voi siete la luce del mondo»

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Il dialogo interreligioso

1. Le religioni tradizionali africane

92. La Chiesa vive ogni giorno con gli adepti delle religioni tradizionali africane. Queste religioni che si riferiscono agli antenati e ad una forma di mediazione fra l’uomo e l’Immanenza, sono l’humus culturale e spirituale da cui viene la maggior parte dei cristiani convertiti e con cui mantengono un contatto quotidiano. Tra i convertiti, è opportuno scegliere alcune persone ben informate affinché possano divenire guide per la Chiesa nella conoscenza sempre più profonda e precisa delle tradizioni, della cultura e delle religioni tradizionali. L’individuazione dei veri punti di rottura diverrà così più facile. Si giungerà anche alla necessaria distinzione fra il culturale e il cultuale e si elimineranno gli elementi magici, causa di rottura e di rovina per le famiglie e le società. Il Concilio Vaticano II ha precisato, in questo senso, che la Chiesa « esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi ».[146] Per far sì che i tesori della vita sacramentale e della spiritualità della Chiesa possano essere scoperti in tutta la loro profondità e meglio trasmessi nella catechesi, la Chiesa potrebbe esaminare, in uno studio teologico, alcuni elementi delle culture tradizionali africane che sono conformi all’insegnamento di Cristo.

93. Poiché si appoggia sulle religioni tradizionali, la stregoneria conosce ai giorni nostri una certa recrudescenza. Rinascono paure che creano legami di soggezione paralizzanti. Le preoccupazioni riguardanti la salute, il benessere, i bambini, il clima, la protezione contro gli spiriti malvagi, portano di quando in quando a ricorrere a pratiche delle religioni tradizionali africane che sono in disaccordo con l’insegnamento cristiano. Il problema della « doppia appartenenza » al cristianesimo e alle religioni tradizionali africane rimane una sfida. Per la Chiesa che è in Africa è necessario guidare le persone alla scoperta della pienezza dei valori del Vangelo, mediante una catechesi ed un’inculturazione profonde. È opportuno determinare il significato profondo di tali pratiche di stregoneria identificando le implicazioni teologiche, sociali e pastorali veicolate da questo flagello.

2. L’Islam

94. I Padri del Sinodo hanno posto in evidenza la complessità della realtà musulmana nel Continente africano. In alcuni Paesi regna una buona intesa fra cristiani e musulmani; in altri, i cristiani locali non hanno che una cittadinanza di secondo rango e i cattolici stranieri, religiosi o laici, hanno problemi nell’ottenere visti o permessi di soggiorno; in altri gli elementi religiosi e politici non sono ancora sufficientemente distinti; in altri infine esiste aggressività. Esorto la Chiesa, in qualsiasi situazione, a perseverare nella stima dei « musulmani che adorano un Dio unico, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini ».[147] Se tutti noi credenti in Dio desideriamo servire la riconciliazione, la giustizia e la pace, dobbiamo operare insieme per bandire tutte le forme di discriminazione, di intolleranza e di fondamentalismo confessionale. Nella sua opera sociale, la Chiesa non fa distinzione religiosa. Essa aiuta chi è nel bisogno, sia egli cristiano, musulmano o animista. Testimonia così l’amore di Dio, creatore di tutti, e incoraggia i seguaci delle altre religioni ad un atteggiamento rispettoso e ad una reciprocità nella stima. Esorto tutta la Chiesa a ricercare, mediante un dialogo paziente con i musulmani, il riconoscimento giuridico e pratico della libertà religiosa, così che in Africa ogni cittadino possa godere non soltanto del diritto ad una libera scelta della propria religione[148] e all’esercizio del culto, ma anche del diritto alla libertà di coscienza.[149] La libertà religiosa è la via della pace.[150]

C. Diventare « sale della terra » e « luce del mondo »

95. La missione evangelizzatrice della Chiesa in Africa attinge a diverse fonti: le Sacre Scritture, la Tradizione e la vita sacramentale. Come un gran numero di Padri sinodali ha fatto notare, il ministero della Chiesa si appoggia efficacemente sul Catechismo della Chiesa Cattolica. Inoltre il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa è una guida per la missione della Chiesa come « Madre ed Educatrice » nel mondo e nella società, e per ciò stesso uno strumento pastorale di prim’ordine.[151] Un cristiano che si alimenta alla sorgente autentica, il Cristo, viene trasformato da Lui in « luce del mondo » (Mt 5,14) e trasmette Colui che è « la luce del mondo » (Gv 8,12). La sua conoscenza deve essere animata dalla carità. In effetti, il sapere « se vuole essere sapienza capace di orientare l’uomo alla luce dei principi primi e dei suoi fini ultimi, deve essere “condito” con il “sale” della carità ».[152]

96. Per adempiere il compito al quale siamo chiamati, facciamo nostra l’esortazione stessa di san Paolo: « State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito » (Ef 6,14-18).

Pubblicazione su SPV a cura di Carlo Mafera

 

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