Al Teatro Sette dal 26 settembre e fino all’ 1 ottobre non si finisce mai di meravigliarsi : La compagnia “I Bugiardini” improvvisano uno spettacolo su richiesta del pubblico che sceglie persino il titolo.

Chi scrive è rimasto meravigliato da questa scelta veramente interattiva e coinvolgente. Quando chi scrive si è seduto ha pensato alla canzone “Volare” : e mi dicevo …. Penso che un teatro così non lo rivedo mai più, Mi dipingevo la faccia e le mani di blu, poi d’improvviso venivo dal vento rapito,e incominciavo a volare nel cielo infinito. Volare oh oh cantare oh oh oh oh, nel blu dipinto di blu, felice di stare quaggiù”. A parte gli scherzi la canzone, leggermente modificata serve ad indicare l’atmosfera e il colore blu che connota tutta la serata.

http://www.teatro7.it/index.php/blue-2017/

Dal momento che il pubblico ha dato la sua indicazione, è partita una rappresentazione teatrale improvvisata ma non per questo meno professionale, anzi. E’ stato toccato un tema di grandissima attualità e cioè l’accettazione dell’altro, del diverso di cui il Nero rappresenta senz’altro la quintessenza. Un libro recentemente uscito “Diversamente uguali” mi ha fatto pensare allo stesso tema e cioè che forse non temiamo tanto la diversità dell’altro quanto la sua uguaglianza a noi. Si, è proprio così, gli attori che impersonavano due distinte classi sociali : quella più snob e ricca e quella dei disagiati , alla fine, nei personaggi appartenenti ai due distinti ceti, si devono arrendere al fatto di essere fondamentalmente uguali. E poi nella canzoncina finale ripetuta in modo quasi ossessivo il ritornello diceva che “ognuno e’ quello che e’ ” Si è proprio così : la marginalità è un concetto che ci accomuna un pò tutti. Forse giochiamo ad essere rispettabili e carini ma spesso abbiamo pensieri e comportamenti che sconfinano in territori per così dire “rivoluzionari” dove non esistono regole precise, infastiditi dal bon-ton “piccolo-borghese”. Ma questo tema così alto e profondo è stato svolto con una gioia straripante, con un’ironia trascinante che ha strappato applausi e sorrisi di tutto il pubblico.

Nelle serate successive ci sarà lo stesso sistema : richiesta al pubblico del tema da rappresentare e anche del titolo!! Ancora tanti complimenti al Teatro Sette che non finisce mai di meravigliarmi per le sue scelte artistiche, spettacolari e di contenuti sempre ad alta intensità. Complimenti alla compagnia “I Bugiardini” che ha saputo rappresentare un tema forte con grande leggerezza, che non è banalità, e con quel pizzico di demenzialità che arriva a farti toccare le corde e le vette della comicità assoluta.

Carlo Mafera

 

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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