Il silenzio nelle lezioni di danza etnica al CCP Tufello

 La danza ha una sua particolare logica metaforica, strutturale, pre-verbale, pre-narrativa, e ciò è un dato intuitivo che non può sfuggire a nessuno. Una lezione di danza  perciò può esser costruita per intero a partire da una meditazione sul tema del silenzio, è una scommessa così grande che necessita di vera maturità artistica, quella che caratterizza la coreografa Daniela Evangelista ed i suoi straordinari allievi al CCP che interpretano felicemente le indicazioni e le suggestioni  della maestra!

https://i0.wp.com/www.kalariseventi.com/wp-content/uploads/2015/02/EVENTITE.jpg

Il tema del silenzio riveste una dimensione misteriosa e affascinante che attraversa tutte le parti dell’essere : ma se la tessitura della lezione  è legata al dispiegarsi di motivi che al silenzio riportano e alludono : leggerezza, ritmo, ascolto, comunicazione non verbale, il centro propulsore della danza appare una concezione del silenzio come Parola assoluta, ancestrale, in una comunicazione corporea che vuole aprirsi ed essere autentica. Il silenzio, come dice la filosofa Luce Irigaray, è «parola della soglia», la parola primigenia , la più densa di significato, il primo atto della comunicazione, la precondizione linguistica, relazionale, esistenziale, affinché ascoltandosi reciprocamente gli uomini possano comunicare. Il silenzio come base per far comunicare i corpi, per trasmettere agli altri quel comune sentire di cui si diceva nel precedente articolo. A tal proposito integro questa meditazione con una più circostanziata di Fra Emiliano Antenucci :

IL SILENZIO E’ ARTE, MUSICA E DANZA

Il silenzio, come l’amore, è un’arte che si affina con il tempo, il raccoglimento, la pazienza e la perseveranza. Il grande mistico contemporaneo Maurice Zundel scrive che “Il silenzio è il maestro dei maestri perché ci insegna senza parlare”. Ogni arte ha bisogno della “musa” ispiratrice, nel nostro percorso di fede è lo Spirito Santo che illumina, purifica, consola, libera. Invocando lo Spirito Santo possiamo “accogliere” Dio in noi e percepire, come il profeta Elia, la brezza leggera del vento divino. Sempre il mistico svizzero scrive: “gli esseri che amano profondamente sono esseri di silenzio”, quindi il cammino del Silenzio richiede amore, profondità, sacrificio, lavoro interiore e abbandono della propria volontà nelle braccia del Padre celeste. La nostra società è malata di rumore ed ognuno di noi, come dice papa Francesco, deve “fare silenzio, come Maria. Perché solo il silenzio custodisce il mistero del cammino dell’uomo con Dio”. Il grande jazzista Miles Davis diceva che “la vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno altro che incorniciare il silenzio”. Le note sono come i colori uscite dall’Altissimo Silenzio che è il Cielo dentro di noi, la Santissima Trinità in noi. Allora possiamo esclamare, sempre con le parole illuminanti di Zundel, che “la musica nasce dal silenzio e conduce al silenzio : dal silenzio-di-sé nell’artista al silenzio-di-sé in noi stessi” e quindi “la musica è il canto del silenzio”. Il silenzio è anche danza, perchè coinvolge tutto noi stessi (psiche, cuore, anima e corpo). Anticamente la danza serviva per invocare la pioggia, segno della benedizione divina e allontanare le tempeste che erano considerate maledizioni e ire dei dei del cielo per gli uomini sulla terra. Ogni uomo è immagine e somiglianza dell’eterna danza che è la Santissima Trinità. Ogni giorno siamo chiamati ad entrare in questo “vortice” d’Amore trinitario. Il maligno ci blocca, ci paralizza, ci spaventa, ci scoraggia nel danzare per le meraviglie dell’Amore di Dio che compie nella nostra vita. La danza santa è anche il punto di congiunzione tra il cielo e la terra (come lo è l’arcobaleno) e ci guarisce e ci libera dalla terra malata dal peccato e ci fa “saltare” subito verso il cielo. La danza santa è armonia tra mente, cuore, corpo e spirito e ci richiama all’unità non solo tra il Cielo e la terra, ma anche di tutto il genere umano. Per prepararsi alla danza santa c’è bisogno di silenzio e di preghiera. Il silenzio è il laboratorio dell’arte (musica, teatro, pittura, scultura, letteratura etc), è il “luogo” dove nascono le opere del Padre celeste che è il vero Artista della creazione del mondo e di tutte le creazioni dell’uomo. La danza santa ci allontana dal disordine del mondo, della carne e del diavolo e ci avvicina all’ordine della Vita, della Verità e della Bellezza che è il Dio Eterno danzatore per il bene dell’umanità. La Sacra Scrittura ci parla dalla danza erotica e malvagia di Salomè per la testa di Giovanni Battista alla danza santa di Maria e delle donne ebree che escono dal Mar Rosso, dopo l’annegamento dell’esercito egiziano. Il profeta Geremia dice:“Allora si allieterà la vergine alla danza; i giovani e i vecchi gioiranno. Io cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni”(Ger31,3), allora possiamo comprendere da questa parola di Dio che Gesù ci chiama ad una conversione continua dal lutto(luctus/tristezza) del peccato alla gioia della Misericordia di Dio.

Concludo con le bellissima preghiera di una poetessa e cantautrice inglese:

“Io danzavo il mattino in cui nacque il mondo, danzavo circondato dalla luna, dalle stelle e dal sole. E discesi dal cielo a danzare sulla terra quando venni al mondo a Betlemme. Io danzavo per lo scriba e per il fariseo, ma essi non hanno voluto né danzare, né seguirmi; danzavo per i pescatori, per Giacomo e per Giovanni, essi mi hanno seguito e sono entrati nella danza. Io danzavo il giorno di sabato, ho guarito il paralitico, la gente per bene diceva che era un onta. Mi hanno frustato, mi hanno lasciato nudo, mi hanno appeso ben in alto su una croce per morire… Io danzavo il venerdì santo, quando il cielo divenne tenebra (è difficile danzare con il demonio alle spalle). Hanno seppellito il mio corpo ed hanno creduto che fossi finito, ma io sono la danza e conduco sempre io il ballo. Hanno voluto seppellirmi, ma sono rimbalzato ancora più in alto, perché io sono la Vita, la Vita che non può morire: io vivo in voi e voi vivete in me, perché io sono il Signore, il Signore della danza. Danzate, ovunque voi siate, perché io sono il Signore, il Signore della danza e io conduco la vostra danza, ovunque voi siate, io condurrò la vostra danza.(Una preghiera scritta da Sydney Carter)

a cura di Carlo Mafera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.