L’AVVENTURA DI UN GIOVANISSIMO 80enne grande fan di Giorgio La Pira

La figura di don Mario Carrera, guanelliano doc e i suoi recenti scritti

Intervista del dott. Carlo Màfera allo storico della Chiesa prof. Pier Luigi Guiducci

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Don Mario Carrera

Nel cammino delle nostre Chiese locali non sempre ci si accorge della presenza di grandi figure che hanno donato e donano alle comunità dei contributi di fede, di speranza e di carità. In genere, si aspetta il momento della commemorazione (post mortem) e solo allora partono i discorsi di circostanza. Tale abitudine non è buona perché rimane chiusa in uno schema rigido. Forse tale prassi, a volte, è stata legata a una regola che invitava a non esaltare troppo il “servo” della vigna evangelica. Forse, in altre situazioni, sono stati i diretti interessati a non voler essere coinvolti in feste che non gradivano. Si possono trovare più spiegazioni. Ma rimane un fatto: nel cammino cristiano l’ora della fraternità gioiosa è un fatto importante. Non si tratta di impostare un brindisi che lascia il tempo che trova. Si tratta, piuttosto, di contemplare insieme le meraviglie di Dio. Di individuare i segni della Sua Paternità attraverso le azioni di creature che hanno scelto di seguire “i passi DI LUI”. È in tale contesto che diventa “significativo” avvicinarsi a un giovanissimo 80enne. Si tratta di un sacerdote guanelliano: don Mario Carrera. La sua storia è ricca di avvenimenti. Gli incarichi che ha ricoperto sono stati di notevole rilevanza: basti solo accennare che è il Postulatore Generale della sua Congregazione, che è Direttore della ‘Pia Unione del Transito di San Giuseppe’, che è autore di centinaia di scritti, che è stato chiamato più volte dalla Santa Sede per collaborare in iniziative speciali (es. il Giubileo dei Disabili). A questo punto, approfittiamo del fatto che sono usciti in questi giorni due sue pubblicazioni per avvicinare un suo amico, il prof. Pier Luigi Guiducci (che noi conosciamo bene!). A questo storico della Chiesa, vicino ai sacerdoti, alle religiose e ai laici guanelliani, rivolgiamo alcune domande.

D. Prof. Guiducci, chi è don Mario Carrera?
È un simpatico “ragazzo” di 80 anni…

D. Come “ragazzo”?
Vede, esiste un’età cronologica. Ma esiste anche una gioventù del cuore. Quando don Mario parla, o scrive, fa nascere i fiori dello spirito e la luce della comprensione.

D. È un prete serio, serioso, quasi serio, un po’ serio e un po’ allegro?
Essenzialmente è un prete. E come tutti i preti sa seguire Gesù lungo le strade. Nelle case. Verso il Tabor. In direzione del Golgota. Sa restare nel Cenacolo in preghiera. Sa contemplare il Risorto.

D. Ma almeno un limite lo avrà…
È fatto di carne e ossa. Soffre come tutti. Si coinvolge come tutti. Non sa essere “spettatore”. Ma “entra in campo”.

D. Adesso sono arrivati due nuovi libri…
Sì. Sono testi di grande valore. Posso dirlo avendo sulle spalle 40 anni di insegnamento.

D. Incominciamo dal primo libro…
Il titolo è: “Costruire la speranza”. Si tratta della raccolta dei “confidenziali” di don Mario Carrera nella ricorrenza dei suoi 80 anni di vita, pubblicati su “La Santa Crociata in onore di san Giuseppe” e a memoria del 1° centenario della morte di san Luigi Guanella (pp. 104).

D. Scusi, perché dovremmo leggere questo libro?
Perché non è un mattone, e perché non è una lagna.

D. Può spiegare…
Don Mario ha il dono dell’immediatezza. Dell’incisività. Sa andare subito “al dunque”. Con questo metodo non impone ma accompagna. Non si mette a predicare ma indica. Non rimane dietro un cattedra ma parla di Dio e della Chiesa in un clima di confidenza. Di amicizia.

D. Quali sono gli aspetti più importanti che sottolinea?
L’osservazione del mondo circostante senza schemi precostituiti. La contemplazione di Dio e della Sua Misericordia attraverso dei piccoli passi. Senza sbalzi. Senza annunci eclatanti. Senza scoop.

D. C’è poi un secondo libro…
Sì. Ha per titolo: “Giorgio La Pira. Un profeta credibile della speranza cristiana. Alle radici di un nuovo umanesimo”(pp. 142).

D. A don Mario Carrera “piace” l’ex sindaco di Firenze…
Direi più esattamente che a don Mario piace il modo con il quale Giorgio La Pira ha saputo essere protagonista del suo tempo.

D. Può fare un esempio?
La Pira era un contemplativo nell’azione. Era un monaco delle cose. Non disprezzava “il mondo”, non lo “esorcizzava”. Vi “entrava dentro” seguendo l’insegnamento evangelico del lievito.

D. Ci sono episodi che si possono ricordare?
C’è in La Pira una concretezza immediata. A 23 anni è professore universitario di diritto romano. È deputato alla Costituente. Interagisce con Stalin. È sindaco di Firenze. Difende gli operai. Sostiene chi non ha casa. Promuove iniziative per la pace in Algeria e nel Medio Oriente. Raggiunge gli Stati Uniti. Affronta l’alluvione di Firenze. Ha collegamenti con importanti interlocutori con riferimento al processo di de-nuclearizzazione. È a Parigi quando si firma l’accordo di pace che pone termine alla guerra del Vietnam…

D. Ed è anche una persona profondamente spirituale…
Sì. È vero. Vive in un convento domenicano. Scrive meditazioni di grande spessore. In ogni suo impegno ricorda l’Assoluto di Dio.

D. Prof. Guiducci, dove si possono trovare questi due libri?
Presso la Pia Unione del Transito di San Giuseppe. Basta scrivere a:
roma.piaunione@guanelliani.it; oppure a: santa.crociata@guanelliani.it.
D. E se uno vuole telefonare?
Il numero telefonico è: (+39) 06 39 73 76 81.

D. Si può visitare la Pia Unione e la basilica romana di San Giuseppe al Trionfale?
Sì. Basta recarsi a via Bernardino Telesio 4/B.

D. Scusi, ma perché Pia Unione del Transito?
La Pia Unione fu fondata da san Luigi Guanella (1842-1915) con l’approvazione e il sostegno di san Pio X (Pontefice dal 1903 al 1914). Ha due scopi-chiave: divulgare, promuovere ed estendere nel mondo il culto di San Giuseppe, Patrono universale della Chiesa e Protettore della Buona morte; coinvolgere sacerdoti e fedeli in un’unica grande Crociata (cioè Movimento) universale di preghiere e di opere in favore dei morenti di ogni luogo e di ogni momento, e ottenere così anche per loro da San Giuseppe, con una morte santa, la vita eterna in Cristo nostro Signore.

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