Accadde oggi – 8 novembre 1934 : Luigi Pirandello fu insignito del Nobel per la letteratura

Gesù Cristo disse : “La Verità vi renderà liberi” (Gv 8,32) e Luigi Pirandello fu un campione nella carità intellettuale perché spese tutta la sua vita a scrivere per la ricerca di essa nella vicenda umana.

Luigi Pirandello

“L’attenzione costante e la sincerità assoluta con cui ho imparato e mediato questa lezione hanno palesato un’umiltà, un amore e un rispetto della vita indispensabili per assorbire delusioni amare, esperienze dolorose, ferite terribili…”. Con queste parole si augurava che il premio gli fosse stato conferito “per la sincerità umana del mio lavoro”. Pirandello morì esattamente due anni dopo aver ricevuto il premio in Svezia, il 10 dicembre 1936.

Personalmente ho amato e amo Pirandello sia perché mio conterraneo, sia perché fu il primo ad andare a fondo nell’animo umano per smascherare le umane ipocrisie. Più del contemporaneo Sigmund Freud descrisse la dicotomia : essere e apparire. Facendo ciò divise l’umanità in due parti. Quella che lotta per la verità dell’essere e quelli che si accontentano della menzogna dell’apparire.

L’aspetto filosofico che sempre mi ha attirato in Luigi Pirandello è la sua rievocazione di uno degli a priori sociologici più studiati. Secondo tale regola, ognuno non è mai quello che veramente è ma è quello che gli altri vedono o gli fa piacere vedere, secondo le proprie precomprensioni e i propri pregiudizi.

Noi crediamo di essere “uno”, ma in realtà siamo tanti individui diversi, a seconda della visione di chi ci guarda. Queste forme sono una maschera che noi ci imponiamo e che ci impone soprattutto il contesto sociale. Sotto questa maschera non c’è un volto definito ma l’individuo è in continua trasformazione a seconda degli stati d’animo. Per fuggire da questa “trappola”, in cui gli altri ci mettono, con la loro visione distorta, miope e forse anche invidiosa, l’unica via di salvezza è la fuga  nell’ irrazionale quindi nella fantastica immaginazione dei personaggi. Pirandello li trasporta verso un altrove fantastico, oppure nella follia, che è lo strumento di contestazione per eccellenza. Per questo motivo l’eroe pirandelliano è lontano dalla vita, si isola guardando vivere dall’esterno. E’ forse ciò che conviene fare per chi ama, per chi si spende per gli altri, per chi si espone scrivendo o facendo. La tentazione di isolarsi è forte perché è doloroso “essere crocifisso” da questi pregiudizi ma se non torni indietro incontri Gesù che ti dice “Quo vadis”.

Carlo Mafera

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