JOHN LENNON OGGI AVREBBE COMPIUTO 75 ANNI : IL SUO ATEISMO SUI GENERIS SOPRAVVIVE ANCORA OGGI

John conobbe  il Cristianesimo attraverso la struttura ecclesiale anglicana, subita da Lennon come un insieme di formalismi e di regole esteriori banali , ben poco connessa col desiderio di felicità e di vera trascendenza. Per citare Olivier Clément, si è trovato di fronte “un pietismo impaurito dalla vita, privo di qualsiasi dinamismo di trasfigurazione” Questo non mitiga sicuramente il disprezzo antireligioso di cui spesso Lennon faceva mostra, ma induce a uno sguardo di misericordia sulle contraddizioni di una vita multiforme. John in seguito compose una canzone dedicata al figlio Sean, in cui lo invitava a pregare ogni sera prima di dormire, e si espresse così nella sua ultima intervista, andata in onda alla RKO Radio proprio il giorno della sua tragica morte, l’8 dicembre 1980: “Dobbiamo ringraziare Dio, o chiunque ci sia lassù, per essere tutti sopravvissuti. Siamo sopravvissuti al Vietnam, al Watergate, al tremendo sconquasso del mondo…..”

 Con “Imagine”, la sua più celebre canzone, recante un messaggio  molto estremo, John ipotizzava la totale assenza di un paradiso, facendo sorgere molti interrogativi presso i fedeli tradizionali americani. La canzone persino prospettava un mondo privo di nazioni, viste come la causa fondamentale e primaria dell’esistenza dell’odio tra popoli e culture diverse. John affermava che in fondo siamo tutti un unico popolo. Perchè il mondo dovrebbe presentare confini e limitazioni, in grado solo di generare incomprensioni e guerre? Perchè l’uomo si arroga il diritto a possedere ciò che la Natura crea libero? Lennon dimostra di essere un cosiddetto cristiano “anonimo” e cioè un cristiano che non si professa tale ma che agisce, nel profondo, secondo le parole e il pensiero di Cristo.
Proprio per le sue affermazioni, interpretabili come filo-comuniste, nonostante lui non si fosse mai definito un comunista, Nixon lo marchiò come nemico degli USA, prima inviandogli un ordine di espulsione dagli Stati Uniti, poi intraprendendo una lunga battaglia legale, che però vide Lennon vincere e ottenere la Green Card. I temi, dunque, sono profondi e molteplici, e la pace è solo una diretta conseguenza del saper affrontare, in una maniera dettata dal buon senso, queste tre questioni :  niente Paradiso nè Inferno e soprattutto niente nazioni. Certo, potremmo dire che  John Lennon era un sognatore, ma di certo non era l’unico. Lui sperava,  che la gente si potesse un giorno unire a loro; cosicché il mondo potesse vivere unito. Forse ricorda un altro celebre sognatore : Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze che tanto fece, anche lui, per la pace e soprattutto per quella nel Vietnam!!

Carlo Mafera

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