“Parzialmente Stremate” ovvero la paura del matrimonio al Teatro Sette fino al 21 Dicembre

 Beatrice Fazi, Federica Cifola, Barbara Begala, Giulia Ricciardi

In fondo questa pièce teatrale si potrebbe intitolare così. È uno spaccato sociologico che taglia trasversalmente tutte le dimensioni che si intersecano con l’istituto del matrimonio nell’epoca attuale e lo rappresentano fedelmente. Le quattro protagoniste,  coltivano l’illusione di credere che il successo di un matrimonio (come la pensano in tanti oggi giorno) dipenda dall’affinità dei caratteri ( è capitato anche allo scrivente essere lasciato da una persona che gridava “Siamo diversiiii” quando esserlo è una risorsa e non un peso). Tale illusione, cioè quella dell’affinità, si basa sulla convinzione che amore equivalga ad avere gli stessi gusti, la stessa personalità. In fondo si ha paura della diversità e delle differenze che sono, ripeto, risorse e non pesi. Si ha paura di non essere capiti, di far fatica a comprendere l’altro. Si vive il matrimonio come luogo di protezione, dove trovare sicurezza, facilità, comodità di comunicazione. Non si fa altro che tentare di trovare un partner simile a se stessi perché si ha paura di comunicare veramente, paura della discussione, paura del confronto, paura in definitiva dell’amore. Un buon matrimonio invece si basa sulla complementarietà dei caratteri e l’accettazione delle differenze è un grande segnale di forza, di senso profondo dell’umanità che è in noi; è soprattutto sinonimo di intelligenza e cioè di apertura a nuove esperienze e sottolineo “apertura” a veri valori umani e cristiani e alla vita in definitiva.

Invece le quattro protagoniste di “Parzialmente Stremate sono l’esemplificazione massima del ripiegamento su se stesse. La prima con la fuga proprio nel giorno della cerimonia, la seconda nella trasgressione per una vita da escort profondamente ridicola, la terza nella fuga improbabile nel misticismo inautentico, esperienza purtroppo non infrequente, che diventa anche questa una sottile forma di fuga che sfugge spesso a chi la pratica. La quarta protagonista invece rappresenta la casalinga frustrata che subisce il menage familiare e persino l’atto sessuale diventa un dovere angosciante e stancamente ripetitivo fino a causare il sonno profondo!!!

Un testo interessante dal punto di vista psico-sociologico che potrebbe essere oggetto di tesi di laurea. I temi  sono però trattati con grande e sottile ironia e con venature di scanzonato disincanto, tanto da suscitare meravigliose risate e, nello stesso tempo, profonde e melanconiche riflessioni del tipo : forse i nostri nonni erano più fortunati perché non avevano a che fare con questa complessa realtà post-moderna dove vale tutto e il contrario di tutto!!

Dalle note di regia leggiamo : Non sono solo gli uomini a scappare, a “non sentirsi pronti” ad essere immaturi. Accanto alla sindrome di Peter Pan, c’è quella di Campanellino. Siamo tutte un po’ “Trilly”. Sicuramente lo sono le quattro protagoniste di Parzialmente Stremate. Stremate dalla vita, dagli eventi e dalle responsabilità che forse non sono in grado di sostenere. Il matrimonio di una delle quattro, o meglio il matrimonio schivato, tirerà fuori le fragilità di ognuna di loro. Tra gag e battute, anche le verità più scomode sfoceranno in una risata. Quattro straordinarie attrici per uno spettacolo che promette scintille ma soprattutto risate!”. Ottima la regia di Michele La Ginestra

Carlo Mafera

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