In occasione del 1` maggio: Il lavoro che non c’è – Una vecchia ma sempre attuale conferenza alla sala convegni di Santa Maria della Speranza di Roma

lavoro

Un dibattito su un tema di grande attualità a conclusione del ciclo di conferenze dal titolo “Buoni cristiani e onesti cittadini”

Il lavoro : questo sconosciuto verrebbe da dire. Quanto più se ne sente l’esigenza e tanto più non si trova. Perché? Venerdì 30 marzo si è tentato di dare delle risposte a questo quesito senza la pretesa di poter esaurire in un paio di ore un tema così complesso. Ha aperto la discussione il prof. Mauro Mantovani, decano della facoltà di filosofia della vicina Università Salesiana. Mantovani ha ricordato il pensiero di Papa Paolo VI “Il mondo soffre per mancanza di pensiero” sottolineando l’importanza del contributo della filosofia e della teologia in questo delicatissimo campo. Nel libro “Oltre la crisi” frutto di un seminario che si è tenuto all’UPS nel 2010, la Chiesa ha voluto mettere in evidenza tre questioni fondamentali. Che l’integrazione avvenga sotto il segno della solidarietà. Il mettere sempre al centro “La dignità trascendente dell’uomo” e infine l’esigenza di “Allargare l’orizzonte della razionalità” come luogo d’incontro tra credenti e non credenti.

Il prof. Andrea Farina che ha coordinato la conferenza ha ribadito il pensiero della Dottrina Sociale della Chiesa dalla Rerum Novarum fino a Giovanni Paolo II sottolineando “la centralità della persona umana” e la conseguente preoccupazione della Chiesa sulla dignità del lavoro e sulla giusta remunerazione. In particolare Giovanni Paolo II – ha ricordato Farina – ha sollecitato sempre “ la piena occupazione come obiettivo principale della politica e  la difesa dello sciopero, escluso quello che avesse i connotati della violenza”.

L’ing. Lorenzo Mondo, responsabile della Ceo-Star srl Italia, una realtà industriale in grande espansione (da due dipendenti è arrivata ad averne 150!), ha testimoniato come le buone idee sociali della Chiesa, si possano attualizzare. Egli ha affermato che, per fare dei cambiamenti, bisogna partire da noi stessi. Come? Investendo sulla formazione, sulla relazione con il lavoratore e sulla crescita di ognuno . Cioè lavorare sulle persone e soprattutto sul “rispetto per la persona”. Tutte idee che l’ing. Mondo ha tratto dal recente intervento del Cardinal Bagnasco, presidente della CEI. Mondo ha ribadito che ci sono ancora speranze per il nostro sistema economico e che, alla fine, basterebbe attualizzare semplicemente la nostra costituzione. Egli guarda con velato ottimismo al governo tecnico ma occorre che questo passi alla fase 2 parafrasando sempre Bagnasco, il quale ha incoraggiato il nostro esecutivo “a sostenere lo sviluppo e l’occupazione.” E così, altri punti qualificanti del discorso di Mondo sono stati “l’impegno di investire almeno l’1% del Pil sulla ricerca attualizzando il trattato di Lisbona”. “Premiare le aziende che investono sul proprio processo produttivo”. “Ridurre la tassazione sui salari e sulle pensioni”. “Sostenere il federalismo e combattere l’illegalità e il malcostume”.

Stefano Fantacone del Centro Europa Ricerche, ha fatto eco all’analisi di Lorenzo Mondo, sottolineando da esperto economista un importante aspetto della situazione economica attuale e che cioè “non abbiamo un nuovo modello di sviluppo e un nuovo patto sociale.” Ha messo in evidenza l’importanza della competitività ma solo in vista del bene comune. Fantacone ha affermato che il grosso problema che abbiamo attualmente è “l’incidente di percorso” che è avvenuto nel 2007-08. La crisi economica -finanziaria che è avvenuta in quegli anni tracima ancor oggi e dispiegherà i suoi effetti ancora per qualche anno.  “Ci vorranno 5-6 anni per recuperare i 200 miliardi di perdita di ricchezza.” “ in questi termini – ha concluso Stefano Fantacone – è difficile parlare di lavoro.”

Salvatore Biondo della segreteria della CISL, quale terzo relatore, ha ribadito dal punto di vista sindacale i concetti già espressi e in particolar modo ha sottolineato che “ il vero limite della politica è stato ed è che non c’è l’idea di un modello di sviluppo e di un senso di marcia e in tale contesto è difficile spiegare  così, agli italiani, i sacrifici e l’esigenza di tirare la cinghia”. Quindi manca l’obiettivo. Da parte del sindacato, il delicato e importante ruolo che può svolgere è quello “di contemperare gli interessi generali con quelli particolari del singolo lavoratore.”

Una considerazione finale. Anche quest’anno questo ciclo di incontri “Buoni cristiani e onesti cittadini” promossa dalla Facoltà di Filosofia dell’UPS ha avuto un grande successo per l’adesione numerosa dei partecipanti, a riprova dell’esigenza di conoscere meglio il mondo in cui viviamo. Tale manifestazione non ha avuto la pretesa di dare tutte le risposte ai vari temi esaminati ma di fornire alcune chiavi di interpretazione della nostra realtà post-moderna. Un grazie al Comitato organizzatore.

Carlo Mafera

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