Un anno fa la 47° Settimana Sociale, mons. Miglio: Il futuro della società dipende dagli indirizzi antropologici che vengono dati sul tema della famiglia – Dal 5 al 19 ottobre il Sinodo dei Vescovi sullo stesso tema

 Se non ci fossero le famiglie, la società si troverebbe in affanno per i giovani senza lavoro, i malati, gli anziani. Ma purtroppo la visione culturale imperante ha abbandonato la tutela della famiglia e questa è una tendenza che va rovesciata.

Guardare alla famiglia – quella vera, fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, che è quella della nostra Costituzione e di tutta una tradizione umana e giuridica – perché “fare bene alla famiglia è fare bene al Paese”: ne è convinto il presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, l’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio, che presenta la 47ª Settimana Sociale, in programma a Torino dal 12 al 15 settembre 2013 sul tema “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. “Per la crescita del Paese – sottolinea Miglio – è necessario passare attraverso la centralità della famiglia, poiché essa è uno dei pilastri del bene comune”. Da qui la scelta di metterla a tema “in maniera diretta e nella prospettiva tipica delle Settimane Sociali”, logica conseguenza, ad avviso dell’arcivescovo “della precedente Settimana Sociale, quella di Reggio Calabria, dove è stata proposta un’agenda per la crescita del Paese”, con cinque punti (intraprendere, educare, includere, slegare la mobilità sociale, completare la transizione istituzionale) sui quali “c’è stato dibattito e si registrano consensi anche ad alti livelli”. Al loro interno, sottolinea il vescovo, “abbiamo visto che il ruolo della famiglia è fondamentale”.

Infatti, la famiglia è una priorità non solo per la Chiesa, ma anche per la società. Il Pontificio Consiglio per la famiglia si prepara nel 2015 a celebrare una nuova giornata mondiale a Filadelfia. Se non ci fossero le famiglie, la società si troverebbe in affanno per i giovani senza lavoro, i malati, gli anziani. Ma purtroppo la visione culturale imperante ha abbandonato la tutela della famiglia e questa è una tendenza che va rovesciata.

Sulle unioni omosessuali bisogna considerare che il matrimonio non può essere considerato solo come un allargamento dei diritti, ma come un dono. L’egualitarismo a tutti i costi porta alla confusione anche nella vita civile. Invece la battaglia della Chiesa è per il riconoscimento delle dignità di ogni uomo, anche in quella ventina di paesi dove ancora la omosessualità è reato. Nello stesso tempo l’attenzione della Chiesa si deve rivolgere soprattutto a tutte le famiglie ferite, che hanno bisogno di essere messe al centro della attenzione pastorale, e per questo il pontificio consiglio ha messo in cantiere diverse iniziative. È in preparazione il 20° anniversario dell’Anno Internazionale della Famiglia, e in occasione del 30° anniversario della Carta dei Diritti della Famiglia, la Missione permanente della Santa Sede e il Pontificio Consiglio per la Famiglia organizzano un side event; a marzo a Ginevra ci sarà un Seminario di studio organizzato dai Giuristi cattolici-unione romana; ecc.

Insomma la famiglia è diventata una questione sociale e antropologica: il problema antropologico è il primo problema sociale e la soluzione ai problemi sociali dipende dagli indirizzi di tipo antropologico che vengono dati. Parlare di antropologia vuol dire, però, chiamare in causa direttamente la famiglia e le sue ragioni. Dal tipo di concezione filosofica che abbiamo intorno alla famiglia dipende il tipo di società che vogliamo costruire, la visione di libertà ed educativa. Mons. Miglio ha concluso mettendo in evidenza il pericolo di due “equivoci”: primo, quello “di chi ritiene che la difesa della famiglia sia un’ingiustizia rispetto ai diritti individuali di persone e coppie che fanno scelte di tipo diverso” (“vogliamo invece mostrare che una società nella quale il favor familiae viene rispettato e la famiglia è al centro è una società più libera ed è più facile anche garantire i diritti dei singoli e delle varie forme di convivenza che possono esistere”); e poi l’altro equivoco, quello secondo il quale sarebbe “indifferente il modello familiare circa l’educazione e la crescita dei minori”.

A distanza di un anno, il prossimo Sinodo dei Vescovi si occuperà della famiglia, a dimostrazione del fatto che, tale ambito, è diventata una vera e propria emergenza sociale e antropologica. Sembra che sia diventato difficilissimo vivere la relazione di coppia tra un uomo e una donna. Non è esagerato dire che sembra una malattia endemica : una coppia su tre scoppia!!!

Domenica 28 settembre 2014 è stata  dedicata alla preghiera per la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi che si svolgerà dal 5 al 19 ottobre e ha come tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.

Si invitano le Chiese particolari, le comunità parrocchiali, gli Istituti di vita consacrata, le associazioni e i movimenti a pregare nelle Celebrazioni Eucaristiche e in altri momenti celebrativi, nei giorni precedenti e durante i lavori sinodali. A Roma, ogni giorno si pregherà nella Cappella della Salus Populi Romani della Basilica di Santa Maria Maggiore. I fedeli possono unirsi nella loro preghiera personale a questa intenzione, soprattutto nelle famiglie.

Si suggeriscono la Preghiera alla Santa Famiglia per il Sinodo, composta da Papa Francesco, e alcune intenzioni indicative per la preghiera universale che possono essere adottate nelle SS. Messe domenicali del 28 settembre, come nei giorni dello svolgimento del Sinodo. Si può aggiungere una intenzione alle Invocazioni delle Lodi Mattutine e alle Intercessioni dei Vespri. Si raccomanda, inoltre, anche la recita del Santo Rosario per i lavori sinodali.

Riportiamo, per chi volesse recitarle, le preghiere consigliate dal Sinodo

I –      Preghiera alla Santa Famiglia per il Sinodo

Gesù, Maria e Giuseppe

in voi contempliamo

lo splendore dell’amore vero,

a voi con fiducia ci rivolgiamo.

Santa Famiglia di Nazareth,

rendi anche le nostre famiglie

luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,

autentiche scuole del Vangelo

e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazareth,

mai più nelle famiglie si faccia esperienza

di violenza, chiusura e divisione:

chiunque è stato ferito o scandalizzato

conosca presto consolazione e guarigione.

Santa Famiglia di Nazareth,

il prossimo Sinodo dei Vescovi

possa ridestare in tutti la consapevolezza

del carattere sacro e inviolabile della famiglia,

la sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe

ascoltate, esaudite la nostra supplica.

II –     Preghiera universale

Fratelli e sorelle,

Come famiglia dei figli di Dio e animati dalla fede eleviamo le nostre suppliche al Padre, affinché le nostre famiglie, sostenute dalla grazia di Cristo, diventino autentiche chiese domestiche dove si vive e si testimonia l’amore di Dio.

Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, benedici e santifica le nostre famiglie

Per il Papa Francesco: il Signore che lo ha chiamato a presiedere nella carità la Chiesa, lo sostenga nel suo ministero a servizio dell’unità del Collegio episcopale e di tutto il Popolo di Dio, preghiamo:

Per i Padri Sinodali e gli altri partecipanti alla III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi: lo Spirito del Signore, illumini le loro menti, affinché la Chiesa possa rispondere alle sfide sulla famiglia nella fedeltà al progetto di Dio, preghiamo:

Per coloro che hanno la responsabilità nel governo delle Nazioni: lo Spirito Santo ispiri progetti che valorizzino la famiglia come cellula fondamentale della società secondo il progetto divino e sostengano le famiglie in situazioni difficili, preghiamo:

Per le famiglie cristiane: il Signore che ha posto nella comunione sponsale il sigillo della sua presenza, renda le nostre famiglie cenacoli di preghiera, intime comunità di vita e di amore a immagine della Santa Famiglia di Nazareth, preghiamo:

Per i coniugi in difficoltà: il Signore ricco di misericordia, li accompagni mediante l’azione materna della Chiesa con comprensione e pazienza nel loro cammino di perdono e di riconciliazione, preghiamo:

Per le famiglie che a causa del Vangelo devono lasciare le loro terre: il Signore che ha sperimentato con Maria e Giuseppe l’esilio in Egitto, li conforti con la sua grazia e apra per loro sentieri di carità fraterna e di umana solidarietà, preghiamo:

Per i nonni: il Signore che è stato accolto nel Tempio dai Santi vegliardi Simeone e Anna, li renda saggi collaboratori dei genitori nella trasmissione della fede e nell’educazione dei figli, preghiamo:

Per i bambini: il Signore della vita, che nel suo ministero li ha accolti facendoli modelli per entrare nel Regno dei cieli, susciti in tutti il rispetto per la vita nascente e ispiri progetti educativi conformi alla visione cristiana della vita, preghiamo:

Per i giovani: il Signore, che ha santificato le nozze di Cana, faccia loro riscoprire la bellezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia nel disegno divino e sostenga il cammino dei fidanzati che si preparano al matrimonio, preghiamo:

O Dio, che non abbandoni l’opera delle tue mani, ascolta le nostre invocazioni:

manda lo Spirito del tuo Figlio a illuminare la Chiesa all’inizio del cammino sinodale, affinché contemplando lo splendore dell’amore vero che rifulge nella Sacra Famiglia di Nazareth, impari da essa la libertà e l’obbedienza per rispondere con audacia e misericordia alle sfide del mondo di oggi.

Per Cristo nostro Signore.

                                                                                                Carlo Mafera

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