La delicata e preziosa funzione dell’arte, la responsabilità dell’artista e la meravigliosa funzione terapeutica del canto e della musica – Uno storico convegno di anni fa e un evento attuale (One Sound Duo al CCP Tufello) ce ne parlano. E ancora una bella testimonianza che ci viene dalla danza

Un convegno a Roma il 21 aprile 2013 a cura del movimento “Coscienze in Rete” ha affrontato entrambi i temi – Il gruppo One Sound Duo il 27 gennaio 2017 gli ha fatto eco dimostrando sul campo e con una particolare musica quanto veniva affermato al convegno.

di Carlo Mafera 

Fausto Carotenuto, fondatore del suddetto movimento, ha ribadito più volte durante il meeting svoltosi il 21 aprile 2013 l’importanza dell’opera d’arte e la sua efficacia per la formazione dei giovani e per la crescita culturale e spirituale della società. Gli abbiamo rivolto alcune domande.
D. Ci può spiegare com’è nata questa iniziativa per il rilancio spirituale dell’arte?

R. L’Arte dei nostri tempi materialisti è spesso ridotta a competitiva affermazione dell’ego dell’artista. Non è più chiaro se l’Arte abbia una funzione e quale. Uno steccato invalicabile si è creato tra circoli artistici e la gran parte dell’opinione pubblica, che raramente apprezza le forme artistiche contemporanee o se ne interessa. E’ come se l’Arte avesse in qualche modo “perso l’anima”. In effetti molti artisti hanno perso di vista la missione, la funzione storica e sociale dell’Arte: essere ponte privilegiato tra Cielo e Terra e fra Terra e Cielo. Quella antica e preziosa attività umana che è capace di mettersi in contatto con i mondi dello Spirito. Che sa come compenetrarne le forme materiali (sonore, visive, vitali, minerali, ecc…) in un modo così speciale da far vibrare verso l’alto quanto di buono, vero e bello esiste nell’anima della gente. Di tutti coloro che fruiscono di un’opera d’Arte.

D. Bene. Allora qual è il ruolo e la responsabilità dell’artista nella nostra società?

R. Gli artisti, annebbiati da secoli di materialismo, hanno spesso dimenticato che il talento che è stato donato loro viene dal Cielo e che questo talento, se arricchito dal loro amore per gli altri, ha lo scopo di contribuire alla realizzazione del progetto divino di crescita delle coscienze di tutti. Ogni vero artista svolge una funzione sacerdotale: quella di essere capace di portare nella materia le idee divine, perché l’Umanità possa avvalersene per innalzare la propria frequenza verso le dimensioni dell’Amore e dello Spirito. Nel deserto di ideali, nella competizione degli egoismi tipica della nostra epoca, è quanto mai necessario e urgente riportare la speranza e la realtà di un’Arte degna di tale nome. Un’Arte capace, sull’onda dell’amore cosciente, di superare lo steccato di incomprensione ormai esistente tra gli artisti ed il pubblico, e ricostituire un utile ed efficace dialogo spirituale tra Arte e società. Tra Cielo e Terra e tra Terra e Cielo. Di tornare a svolgere la propria funzione storica di sano ed indispensabile “fertilizzante” della crescita umana.

D. Alla luce di quanto ha detto, qual è oggi il ruolo delle religioni per portare avanti il messaggio dell’arte?

R. Una volta le grandi religioni organizzate si occupavano di tenere in vita questa funzione. Ma da tempo hanno dimenticato questo ruolo, prese da altre esigenze. Riteniamo che nella nostra epoca questo compito vitale spetti alle libere forme di nuove ed antiche spiritualità, che stanno emergendo ovunque con grande forza. Proprio dal loro vitale e libero fermento di coscienza può nascere il germe per una rinascita spirituale dell’Arte.

D. E in tutto questo quale potrebbe essere invece la funzione dell’educazione e quella della politica?

R. L’organizzazione interna dell’educazione deve essere svincolata da criteri di tipo politico-giuridico e da esigenze di tipo economico. L’unico obiettivo deve essere quello di facilitare in ogni modo la crescita e la piena maturazione dei talenti e delle qualità di ogni singolo individuo. Preservandone – fin da bambino – l’integrità psico-fisica e favorendo la crescita delle qualità spirituali di ognuno. E’ necessario che la pedagogia generi un nuovo stile educativo, per l’affermazione di un uomo nuovo, consapevole, attento al proprio modo di vivere e al suo rapporto con il Pianeta. Un uomo finalmente riconnesso con la propria vera essenza e quindi con la “matrice divina”. La politica deve occuparsi di supportare questi intenti di fondo, e di tenere economia e apparato statale separati dalla amministrazione e dalla definizione dei programmi educativi.

Alla fine della serata si è avuto la sensazione di aver assistito a testimonianze tese a far comprendere la meravigliosa influenza dell’arte in tutte le sue manifestazioni. Significativa ed emozionante nel creare delle risonanze interiori positive facilmente percepibili è stata l’esibizione musicale di Oscar Bonelli, specialista nel canto energetico, che ha aiutato i partecipanti ad aumentare la forza vitale stimolando e coinvolgendo tutti nella riscoperta della propria parte terrena e di quella eterica.

Nello stesso tempo, uscendo mi è venuta in mente una catechesi del Papa emerito Benedetto XVI. Prima di lasciare infatti la sua straordinaria missione, ricordando la memoria liturgica del Beato Angelico, ci ha dettato il Suo testamento spirituale, a riprova che il pensiero laico e quello religioso sul tema universale del linguaggio dell’arte spesso e volentieri coincidono. In particolare Papa Benedetto disse che “il vero artista è custode della bellezza del mondo e grazie alla sua particolare sensibilità estetica può cogliere più di altri la bellezza della fede”: suo compito è “indicare la via Pulchritudinis”, ovvero attraverso il Bello condurre l’uomo a Dio. Sono state varie e numerose le occasioni in cui Benedetto XVI ha evidenziato la funzione evangelizzatrice dell’arte e ha anche parafrasato la famosa frase di Fëdor Dostoevskij in cui il celebre scrittore russo diceva che solo la “Bellezza salverà il mondo”.

Un evento a distanza di anni ha stimolato allo scrivente considerazioni sulla funzione terapeutica della musica in occasione della serata al CCP Tufello dove ONE SOUND DUO si è esibito con effetti speciali sulla coscienza dei partecipanti. Dalle note di regia in Facebook estrapoliamo : “Produrre e comporre musica nel momento stesso della sua esecuzione. Si potrebbe dire che questa è stata la nascita di “ONE SOUND DUO”. Si lascia fluire il tempo fatto di silenzi e di suoni e lentamente nasce una musica come fosse una risposta istantanea ad una domanda. Non si ha il tempo di pensare, non si ha uno spartito davanti. Il proprio strumento diventa l’espressione di sé, della propria storia, dell’ascolto di molti anni, di molti suoni. The way becoming è una strada che inizialmente non va da nessuna parte, non ha intenzioni, ma si costruisce nel momento stesso in cui la si percorre. Anche l’errore è spesso l’elemento imprevedibile che ti introduce in una direzione nuova e che aiuta a darti nuove soluzioni.
La presenza dell’altro, l’ascolto dell’altro, il favorevole e accogliente suono prodotto dall’altro spinge a percorrere più di una volta la stessa strada, che non è ripetizione ma nuovo percorso verso altre soluzioni fino a ritornare al silenzio. Una libertà espressiva che trova in sé i limiti del proprio percorso.
Spacedrum e contrabbasso, due strumenti così lontani nelle sonorità che ricercano una fusione in un solo suono, che pongono domande e danno soluzioni: il primo appartenente alla famiglia degli handpans è una melodic metal percussion che mette in gioco il ritmo con una scala di note ed all’interno delle sue limitazioni permette una scoperta armonica sulla quale il secondo, il basso della famiglia degli archi, con le sue profonde note si inserisce legando insieme, come la fusione di un fabbro, qualità di note, pause di silenzio, salti molteplici di altri intervalli armonici.
Poi le composizioni si miscelano con suoni elettronici e fields recording e grazie a riverberi ed effetti vari creano l’illusione di un suono più ampio, diventando nuovamente altro. Una composizione in continuo divenire che, anche senza il pentagramma, percorre, attraversa e va oltre l’elettronica. Una via non razionale che trae origine e si fonda su quella energia vitale che ci accompagna sin dalla nascita. Le pause sono all’interno, il silenzio alla fine.”

Ora per rendere concreto il messaggio che la danza è armonia con il corpo e che è l’armonia che ci spinge a pensare che un corpo sia perfetto.
Vi sono persone nel mondo che hanno avuto la forza di andare avanti grazie alla danza, una di queste è SIMONA ATZORI. E’ difficile comprendere quest’armonia se non si osserva questa donna mentre ballA.
Non ho altro modo di presentarla se non con un video che la rappresenta e le fa onore :
Google

SIMONA ATZORI:

Nata a Milano nel 1974 si è avvicinata alla pittura all’età di quattro anni come autodidatta e all’età’ di sei inizia a seguire corsi di danza classica.
Simona Atzori, l’unica persona al mondo che nonostante sia priva di braccia dalla nascita ha intrapreso l’attività di pittrice e di ballerina classica riscuotendo
grande notorietà anche a livello internazionale, riesce a “volare” senza ali.
Lei stessa ci racconta:
“Diventare una ballerina è stato fondamentale, bellissimo, però ciò che conta più di tutto per me, per la persona che sono; lo sforzo compiuto per riuscirci.
Forse perché avevo molti sogni e poche aspettative.
Per questo, se domani tutto finisse, non ne morirei.
Continuerei a ballare per conto mio, perché amo la danza e mi fa stare bene”.

Questa passione è tangibile agli occhi di chi l’ha vista ballare, dimostrando che tutto è possibile con impegno e forza di volontà.
Ogni volta che questa donna balla trasmette forti emozioni a chi la osserva e dona la forza di credere che niente è perduto
e che l’impossibile può diventare possibile se ci si crede davvero.
LA DANZA E’ STRUMENTO PER COMUNICARE EMOZIONI: USIAMOLO.

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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