L’UNICA CERTEZZA E’ QUELLA DI NON ESSERE INFALLIBILI

 L’unica e sola certezza rimane quella che ogni credenza potrà un giorno essere confutata. Fino ad allora la dobbiamo accettare per vera.

 

I problemi della conoscenza hanno da sempre affascinato l’uomo. Questi si è chiesto quante e quali cose potesse conoscere. Infatti la domanda ricorrente era “Possiamo conoscere qualcosa?”; “Che genere di cosa possiamo conoscere?”; “Che cosa dobbiamo fare per conoscerle?”. L’intera tradizione culturale occidentale si è mossa intorno a questo tema così lontano dal senso comune e di fronte a questi interrogativi si sono formate diverse scuole di pensiero. La prima di  queste è quella che fa capo allo scetticismo cioè a quella attitudine filosofica che tende a negare la possibilità della conoscenza. A questa si contrappone la corrente che invece cerca di ancorare  la conoscenza ad un punto fermo. In questa impresa si sono impegnate due tradizioni opposte, quella empirista che fa derivare la conoscenza dall’esperienza e quella razionalista che la fa derivare da una dimostrazione logica.

La storia del pensiero epistemologico si è dipanata fra queste due sponde: da sempre alle ragioni dell’episteme (conoscenza) si sono contrapposte quelle della doxa. (opinione).

L’errore sia degli scettici come dei dogmatici è quello della premessa del loro ragionamento che cioè le credenze sono ragionevoli se, e solo se, sono certe e giustificate. Sia gli uni che gli altri continueranno a credere che per arrivare alla conoscenza occorra un fondamento certo. Per scampare a questa conclusione bisogna sostituire questa con un altro tipo di ragionamento secondo il quale  una credenza è ragionevole se , e solo se, ha resistito a una certa critica seria.

In definitiva bisogna ragionare così: la conoscenza non è tale perché è certa ma soltanto perché  non si è riusciti a dimostrarne la falsità. Quindi l’unica e sola certezza rimane quella che ogni credenza potrà un giorno essere confutata. Fino ad allora la dobbiamo accettare per vera.

 

                                                                                              Carlo Mafera

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