ASTERISCO STORICO SULLA CRISI DI CUBA

Desidero ricordare un episodio che ha salvato l’umanità dalla distruzione totale. E’ stata la lettera di San Giovanni XXIII inviata a Kruscev per evitare che ciò avvenisse e soprattutto il radio messaggio del 25 ottobre del 1962. Farei una proposta alle Istituzioni civili, militari e religiose di istituire proprio quel giorno come “Giornata Mondiale della Pace”.

Il presidente USA John Kennedy autorizza il blocco navale su Cuba

La crisi di Cuba del 1962

Radiomessaggio di Papa Giovanni XXIII per l’intesa e la concordia tra i popoli

 

La cosiddetta “crisi cubana dei missili” fu una delle piú gravi e temibili crisi dell’intera Guerra Fredda. Nel maggio del 1960 il premier sovietico Nikita Kruscev aveva assicurato a Fidel Castro il sostegno di Mosca al regime comunista da poco sorto nell’isola, avviando in segreto, tra l’altro, un piano per dotare il nuovo alleato di missili nucleari a media portata che avrebbero minacciato un’ampia area degli Stati Uniti. Nell’estate del 1962 alcuni aerei spia statunitensi scoprirono le prime rampe di lancio installate e in ottobre ne individuarono i primi missili. Dopo una settimana di consultazioni il presidente John Fitzgerald Kennedy ordinò il blocco navale di Cuba per impedire l’arrivo di altri missili, pretendendo dall’URSS lo smantellamento di quelli già posizionati. Le unità americane ebbero l’ordine di intercettare e perquisire ogni nave in rotta verso l’isola. Seguirono giorni di fortissima tensione e di difficili consultazioni tra americani e sovietici.

J. F. Kennedy ordina il blocco navale di Cuba (23 ottobre 1962)

Durante la crisi Papa Giovanni XXIII inviò a Kruscev una lettera distensiva, pubblicata dalla Pravda, in cui lo esortava a mostrare al mondo quanto fosse importante per l’URSS la pace mondiale. Papa Roncalli con il suo accorato appello offrí cosí ai contendenti la possibilità di uscire dal vicolo cieco di un confronto politico-diplomatico sempre piú critico. Ambedue i leader americano e russo seppero avvalersi anche dell’appello del Pontefice, nell’intento di evitare uno scontro che avrebbe avuto esiti fatali per l’intera umanità. Alle ore 12 di giovedí, 25 ottobre 1962, il Santo Padre indirizzò ai popoli del mondo intero e ai loro governanti un fervido appello per la pace nel mondo. Il messaggio del Santo Padre venne diffuso dalla Radio Vaticana e ritrasmesso immediatamente da numerose altre stazioni radio e televisive. Il messaggio suscitò vivo e generale consenso contribuendo a risolvere la gravissima crisi. Finalmente le navi sovietiche dirette a Cuba invertirono la rotta evitando cosí di violare la zona presidiata dalle forze navali statunitensi. Il 28 ottobre 1962 Kruscev acconsentí allo smantellamento dei missili cubani in cambio della rimozione dei missili americani in Turchia. Kennedy inoltre garantí che l’isola caraibica non sarebbe stata invasa. 

Radiomessaggio per l’intesa e la concordia tra i popoli

di S. S. Giovanni XXIII

Signore, ascolta la supplica del tuo servo, la supplica dei tuoi servi, che temono il tuo nome” (Ne 1,11). Questa antica preghiera biblica sale oggi alle nostre labbra tremanti dal profondo del nostro cuore ammutolito e afflitto. Mentre si apre il Concilio Vaticano II, nella gioia e nella speranza di tutti gli uomini di buona volontà, ecco che nubi minacciose oscurano nuovamente l’orizzonte internazionale e seminano la paura in milioni di famiglie.

La Chiesa – e Noi lo affermavamo accogliendo le ottantasei Missioni straordinarie presenti all’apertura del Concilio – la Chiesa non ha nel cuore che la pace e la fraternità tra gli uomini, e lavora, affinché questi obbiettivi si realizzino. Noi ricordiamo a questo proposito i gravi doveri di coloro che hanno la responsabilità del potere. E aggiungiamo: “Con la mano sulla coscienza, che ascoltino il grido angoscioso che, da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti agli anziani, dalle persone alle comunità, sale verso il cielo: Pace! Pace!”.

Noi rinnoviamo oggi questa solenne implorazione. Noi supplichiamo tutti i Governanti a non restare sordi a questo grido dell’umanità. Che facciano tutto quello che è in loro potere per salvare la pace. Eviteranno cosí al mondo gli orrori di una guerra, di cui non si può prevedere quali saranno le terribili conseguenze.

Che continuino a trattare, perché questa attitudine leale e aperta è una grande testimonianza per la coscienza di ognuno e davanti alla storia. Promuovere, favorire, accettare i dialoghi, a tutti i livelli e in ogni tempo, è una regola di saggezza e di prudenza che attira la benedizione del cielo e della terra.

Che tutti i Nostri figli, che tutti coloro che sono segnati dal sigillo del battesimo e nutriti dalla speranza cristiana, infine che tutti coloro che sono uniti a Noi per la fede in Dio, uniscano le loro preghiere alla Nostra per ottenere dal cielo il dono della pace: di una pace che non sarà vera e duratura se non si baserà sulla giustizia e l’uguaglianza. Che a tutti gli artigiani di questa pace, a tutti coloro che con cuore sincero lavorano per il vero bene degli uomini, vada la grande benedizione che Noi accordiamo loro con amore al nome di Colui che ha voluto essere chiamato “Principe della Pace” (Is 9,6).

Ioannes XXIII

A cura di Carlo Mafera

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