82 anni fa gli Etiopi si ribellarono alla colonizzazione. Risultato: la strage di Debra Libanos ovvero la caduta del mito : “Italiani, brava gente”

Nei primi giorni di giugno Mussolini telegrafa a Graziani i seguenti ordini:  “Tutti i ribelli fatti prigionieri devono essere passati per le armi” (tel n. 6496) –  “Per finirla con i ribelli…impieghi i gas – Facendo ciò l’Italia fu la prima nazione ad infrangere il Patto della Società delle Nazioni per cui un Paese non poteva aggredire un altro Paese appartenente al Patto – Ecco i fatti –

Nel lontano 19 febbraio 1937 ad Addis Abeba, il generale Graziani organizzò una grande festa per onorare la nascita dell’erede al trono di casa Savoia.

Invitò un certo numero di notabili del luogo e qualche centinaio di poveri a cui aveva promesso una congrua elemosina. Mentre erano in corso i festeggiamenti, alcuni etiopi che si erano nascosti tra la folla, lanciarono delle granate verso la tribuna delle autorità. Il risultato di tale attentato fu di sette morti e di cinquanta feriti tra i quali, in modo lieve, persino il viceré Rodolfo Graziani. A questo episodio, seguì una feroce rappresaglia da parte degli italiani.

Ci fu un’autentica caccia all’uomo da parte dei semplici civili che ebbero mano libera nel trucidare gli etiopi che avevano la sfortuna di capitare al loro tiro. A riprova di ciò ci furono delle testimonianze da fonti molto attendibili tra le quali l’ambasciatore degli Stati Uniti. Graziani diede degli ordini perentori e rigorosissimi e la strage ebbe una escalation senza precedenti. Furono incendiate case, chiese copte, raccolti, bestiame. Si presume che nel giro di tre giorni furono uccise 6000 persone secondo le fonti occidentali. Le esecuzioni di ipotetici colpevoli si protrassero per alcune settimane e nei mesi successivi all’attentato fino al tragico epilogo di Debra Libanos. Questo era un convento di tradizione copta ed uno dei luoghi più sacri, nel territorio etiope, alla religione cristiana con la quale tra l’altro il fascismo, qualche anno prima, aveva stabilito il famoso ‘concordato’.

Ma Graziani, convinto che nel monastero, avessero trovato riposo e protezione i responsabili dell’attentato ordinò di eliminare tutti i monaci che furono passati per le armi presso la gola di Zega Waden. Non contento di questa efferatezza, il viceré che venissero uccisi anche i diaconi che erano per lo più di giovanissimi seminaristi! Un crimine inaudito perpetrato con una violenza sommaria e completamente gratuita dove gli italiani (brava gente!) si servirono strumentalmente anche di bande musulmane. Il risultato fu di circa 2000 morti e le fonti specificarono un range che va da 1600 a 2200. Forse sarebbe il caso che la chiesa prendesse in seria considerazione di instaurare la causa di beatificazione per questi martiri dimenticati. La strage di Debra Libanos rimane una pagina nera della nostra storia d’Italia, dimenticata rimossa e soprattutto censurata. Infatti nel 1981 un film americano non fu distribuito nel nostro territorio perché trattava la feroce repressione che il generale Badoglio aveva condotto nei confronti dei ribelli libici nel 1921, cioè qualche anno prima di quella di Debra Libanos. Insomma il mito degli italiani ‘brava gente’ non doveva essere mai messo in discussione ma purtroppo abbiamo dovuto prendere coscienza che anche noi ci siamo macchiati di orrendi crimini, come affermato e dimostrato dall’insigne studioso, esperto di colonialismo italiano: Angelo Del Boca.

Ci fu anche un seguito negli anni successivi e cioè nel 1939 quando a Debra Brehan trucidammo altre 1000 persone, comprese donne, vecchi e bambini con l’uso di gas nervini. A proposito di questo tipo di guerra particolarmente spregiudicata, è giusto mettere in evidenza che l’Italia fu una delle prime nazioni ad usare il gas (l’iprite), avendo Mussolini stesso dato il nulla osta all’uso di questo, così come fu la prima nazione ad infrangere il patto della Società delle Nazioni (una sorta di ONU ante litteram) per il quale uno Stato societario non avrebbe dovuto aggredire un altro stato societario, in questo caso l’Italia nei confronti dell’Etiopia. E’ giusto che la verità storica emerga sempre e che ogni nazione si prenda la propria parte di responsabilità soprattutto quando si tratta di crimini efferati come questo.

Carlo Mafera

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