Nella memoria liturgica di San Bruno (6 ottobre) ricordiamo “Certosini a Serra San Bruno, nel silenzio la comunione” – Un libro fotografico creato in occasione della visita di Benedetto XVI nell’ottobre del 2011

 

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Questa frase compare nella prefazione del Priore della Certosa di Serra San Bruno che si rifà al celebre aforisma de ‘Il Piccolo Principe’ di Antoine de Saint-Exupery. Può essere così considerata quasi un’epigrafe del volume ‘Certosini a Serra San Bruno’ racchiudendo in se stessa i diversi aspetti di un’opera bibliografica di interesse religioso e culturale. È su queste antinomie: svelare l’invisibile, rivelare l’inconoscibile che è costruito questo volume” – così racconta Fabio Tassone, il direttore del museo della Certosa. “L’obiettivo fondamentale del libro è quello di documentare attraverso le magistrali immagini di Fernando Moleres, fotografo basco che vive e lavora a Barcellona, la vita dei monaci, degli uomini che vivono nel monastero serrese – continua Tassone – Questo artista, figura di rilievo nel panorama della fotografia dei giorni nostri, viaggia in tutto il mondo documentando aspetti umani e sociali con rara efficacia. Alcuni dei suoi lavori, visibili a partire dal suo sito http://www.fernandomoleres.com, colpiscono la sensibilità dello spettatore con immagini a volte crude, ma di grande intensità. Esemplare da questo punto di vista è il reportage sulla condizione dei minori in vari ambiti della terra. Uno dei percorsi artistici e culturali al quale il fotografo si è dedicato negli scorsi anni è stato quello del ritratto di uomini e donne che dedicano la loro vita a Dio, o meglio, a un essere divino.” “La voglia di documentare l’esperienza del trascendente tra coloro hanno deciso di vivere in modo esclusivo per l’Assoluto, ha condotto Moleres in numerosi monasteri in tutto il mondo, sia maschili che femminili, di ogni religione e credenza religiosa. Questa indagine – dice ancora Fabio Tassone nella sua prefazione – ha portato, nell’autunno del 2009, alla pubblicazione di un reportage fotografico edito in italiano con il titolo ‘Uomini di Dio’ per i tipi di Rizzoli editore, e contestualmente stampato anche nelle sue traduzioni in inglese, francese e spagnolo. Nel corso di questo studio sulle tradizioni monastiche, Moleres ha chiesto di realizzare un reportage anche nella Certosa di Serra San Bruno. I monaci certosini, che difficilmente si prestano a queste forme di diffusione della loro immagine su larga scala, – spiega ancora il direttore del museo della Certosa – hanno intuito che da questo incontro poteva prendere avvio un progetto innovativo, una iniziativa editoriale che mettesse a frutto la sensibilità e la perizia tecnica del fotografo spagnolo per dare, attraverso delle foto e dei testi di accompagnamento, una testimonianza al mondo della vita certosina.” Grazie poi al contributo determinante di Gianni d’Angelo che ha assunto la direzione editoriale dell’opera ed alle capacità grafiche ed editoriali di Federico Mininni il progetto ha preso forma e si è concretamente realizzato all’inizio di dicembre del 2009.

L’opera è costituita da 320 pagine illustrate con 103 foto quasi tutte di grande formato e delle quali moltissime su due pagine. Il filo logico dell’opera si snoda seguendo la divisione della giornata certosina nelle ore liturgiche. Il volume, che si apre con un testo introduttivo firmato dal priore della certosa serrese, prosegue con brani che riguardano lo scorrere del tempo, le tradizioni e le consuetudini della vita nel monastero. Testo e foto raccontano dell’esistenza dei monaci, sia le immagini attraverso la suggestione e la testimonianza di un clima di fede, che i testi, riferendo spesso le parole stesse dei solitari, esprimono e rivelano i loro sentimenti e la loro esperienza quotidiana. Dal mattutino alla compieta, passando attraverso l’ora prima, la terza, la sesta, la nona, e i vespri viene dato conto dello svolgimento dei vari momenti di preghiera liturgica. Accanto a questi testi, troviamo poi alcuni paragrafi che delineano vari aspetti spirituali e pratici della vita monastica in certosa. Queste pagine, redatte da chi scrive questa breve presentazione, con la collaborazione diretta di alcuni monaci del monastero, vogliono, per quanto possibile, mettere i lettori in contatto con il mondo certosino rendendolo scevro da quell’atmosfera di segretezza e di mistero, che l’ambiente claustrale suscita nelle persone che vi si avvicinano con curiosità ed interesse. Si parla così di argomenti sostanziali quali la preghiera o il rapporto del certosino con Dio, ma anche del regime alimentare di questo ordine monastico, delle consuetudini liturgiche o del rapporto tra i monaci e le loro famiglie. Un volume adatto a chiunque, che prova ad essere né superficiale né retorico.” Il desiderio di spiritualità,è fortissimo in questi ultimi anni ed è altrettanto forte avere delle risposte alle domande che la gente comune si pone sulla vita dei monaci di clausura. Nel libro di Morales e soprattutto attraverso le sue meravigliose foto si vede che consacrare tutta la propria vita a Dio nella contemplazione è sorgente di pace e di gioia sempre nuove. Tale è stata l’esperienza di San Bruno, che, secondo la testimonianza dei suoi figli, aveva sempre il viso in festa. Nella sua lettera alla comunità della Certosa egli apre la sua anima traboccante di gioia e invita i suoi fratelli ad unirsi al suo canto di esultanza.  Si moltiplicano perciò le cosiddette vacanze spirituali e bisogna prenotare mesi prima per farsi accogliere negli eremi. Allo stesso modo l’editoria religiosa aumenta notevolmente i titoli dedicati alla spiritualità e anche questo libro, riprodotto in una tiratura limitata, rappresenta la sete di conoscere l’espressione del divino in mezzo a noi e in particolare della spiritualità certosina. Un libro che introduce magnificamente la visita che Benedetto XVI farà nella Certosa di Serra San Bruno domenica 9 ottobre 2011.

 

“Questo lungo filo conduttore (fotografico) della vita certosina, è integrato da quattro inserti che, attraverso un espediente cartotecnico, non interrompono il discorso principale del volume, ma aprono delle finestre di approfondimento su alcuni temi che avevano bisogno di uno spazio adeguato alla loro rilevanza per essere trattati.” “Il primo inserto, a cura di Tonino Ceravolo, autorevole storico e studioso della Certosa – prosegue Fabio Tassone – ripercorre le tappe salienti dell’esistenza terrena di san Bruno, dando conto allo stesso tempo del suo profilo spirituale e delle vicende storiche del fondatore dell’ordine certosino. Il secondo inserto, curato sempre da Ceravolo, traccia le linee storiche dello sviluppo del monastero serrese ad iniziare dalla sua fondazione per giungere, attraversando le travagliate vicende che hanno caratterizzato la vita del complesso monastico, alla sua rinascita realizzata alla fine del XIX secolo. Questo contributo non tralascia di evidenziare alcune delle più significative testimonianze artistiche che hanno arricchito la certosa nel periodo d’oro della sua esistenza tra il XIV e il XVIII secolo.” “Il terzo inserto, dal titolo significativo: “Oltre le mura” curato da Enzo Romeo, dapprima vaticanista e ora caporedattore al TG2, con tratti particolarmente densi delinea il rapporto tra la certosa serrese, il mondo esterno e la Chiesa universale. In questo contributo vengono evidenziate con particolare cura le occasioni privilegiate in cui questo rapporto si è manifestato. Si va dal racconto della cerimonia annuale di consegna del busto di san Bruno alla cittadinanza serrese alla narrazione di alcuni episodi “miracolosi” che hanno visto protagonisti il monastero o il santuario di Santa Maria del Bosco con il suo “laghetto dei miracoli”. Posto di assoluto rilievo è riservato al racconto ed alle immagini della visita di Giovanni Paolo II al monastero di Serra San Bruno nel 1984, unico papa in tempi recenti a visitare un monastero certosino. In questo inserto vengono poi citati gli altri illustri ospiti che hanno onorato il monastero serrese con la loro presenza, dom Helder Camara, il Card. Carlo Maria Martini e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I.

L’ultimo inserto, infine, riguarda più da vicino l’intero ordine certosino narrandone la storia, il suo posto nell’ambito della Chiesa contemporanea. Vengono descritte, infine, le tappe della formazione attraverso le quali si diventa membri professo di questa famiglia monastica. Il volume è completato da una serie di appendici che arricchiscono l’opera con testi e informazioni particolarmente interessanti.” La pubblicazione del volume è stata resa possibile grazie al contributo delle poco meno di duemila persone che hanno creduto in questa operazione editoriale ed hanno sottoscritto l’acquisto prima della sua realizzazione; ma un contributo notevole è stato anche quello di alcuni enti privati e pubblici che hanno sostenuto l’iniziativa. Tra questi la Camera di Commercio di Vibo Valentia, che, fortemente impegnata nella promozione della cultura e delle peculiarità del territorio calabrese, ha fatto proprio il progetto editoriale facendosi carico in coedizione di una parte della tiratura. La sensibilità del Commissario della Camera di Commercio Michele Lico, a cui va un sentito ringraziamento, ha contribuito in modo sostanziale alla realizzazione dell’opera. “Un volume, quindi, – conclude Fabio Tassone – che riserva una molteplicità di messaggi al suo pubblico. Nella lettura si viene rapito dalle immagini incantevoli ma pian piano scorrendo le pagine si arriva ad incontrare in modo personale alcuni uomini che ancora oggi danno al mondo la testimonianza di un valore “altro” e più grande.” “Nel mondo odierno a un tempo grande e limitato, meraviglioso e sfigurato, forte e malato, ci sono uomini e donne che, sedotti dal mondo divino e trascendente, fanno la stessa scelta radicale che fece Bruno più di novecento anni fa. A loro, un giorno Dio si è rivelato come immensamente buono, dolce di una dolcezza che non è di questa terra. Sono stati affascinati da questo volto di tenerezza, il loro cuore si è infiammato d’amore divino, la loro anima ardente per quel fuoco ha fatto propria la supplica: «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente; quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Salmi 42, 3). Il monaco diventa in qualche modo un testimone della bontà di Dio. Pur non proferendo parola e vivendo nel suo monastero ben recintato, egli fa giungere agli altri l’invito: «Gustate e vedete com’è buono il Signore» (Salmi 34, 9)”(Dalla Prefazione).

                                           Carlo Mafera

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Autore: carlomafera

Mafera Carlo Nasce a Milazzo (ME) il 7 giugno del 1957, è laureato in scienze politiche con indirizzo storico. Vive a Roma, è impiegato presso un Ente Pubblico. Carlo è giornalista della Free Lance International Press. Ha frequentato il corso di giornalismo alla Luiss di Roma (biennale 1988-89), ed il corso di aggiornamento per giornalisti presso la Pontificia Università della Santa Croce, nel 2009. Ha anche partecipato alla scuola di teologia per laici "Ecclesia Mater" collegata all'Università Lateranense dal 2004 al 2007. Ha collaborato con LaPerfettaLetizia quotidiano cattolico on line.

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