Quanti di noi conoscono le leggi del Duverger e le tesi del politologo Giovanni Sartori circa il sistema partitico. Per la rubrica “Le interviste impossibili” poniamo alcune domande proprio a Giovanni Sartori nell’al di là e vediamo un ottimo video di Pietro Lo Miglio e Antonio Messina

Si discute tanto di riforma del sistema elettorale. Ecco un piccolo approfondimento per fare chiarezza. Prendiamo appunti!

 

 

D. Mafera : Professore ci chiarisca il pensiero del Duverger.

R. Giovanni Sartori – Si sente parlare spesso di politica, di partiti o di sistema elettorale ma forse si conosce poco della relazione che esiste tra di essi. Infatti, c’è un forte rapporto tra sistemi elettorali e sistema di partito. Per esempio una legge elettorale proporzionale che assegna i seggi in base alle percentuali dei voti ottenuti favorisce la creazione di sistemi multipartitici ; invece una legge maggioritaria favorisce la creazione di un sistema bipartitico. La relazione fra sistemi elettorali e partitici influenza le interazioni, le coalizioni e le posizioni dei partiti stessi. Questa relazione esiste e per il Duverger consiste nella formulazione della sua legge : Il sistema maggioritario a turno unico porta al bipartitismo e il sistema maggioritario a doppio turno e quello proporzionale portano al sistema multipartitico.

Ma il politologo Giovanni Sartori, approfondendo la relazione tra sistemi elettorali e sistemi partitici, ha cercato di comprendere se le due leggi del Duverger sono sempre vere. Egli si è chiesto se non può essere vero il contrario e cioè se dai sistemi partitici possono essere determinati i sistemi elettorali.

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Giovanni Sartori

D. Mafera – A proposito di questa giusta premessa poniamo una domanda precisa al prof. Sartori. Ecco Professore ci mostri le varie ipotesi di lavoro che possono contraddire le tesi del Duverger.

R. Prof. Giovanni Sartori – A dimostrazione di ciò si può fare il caso in cui si abbia un sistema multipartitico con il quale si va alle elezioni con un sistema elettorale maggioritario a turno unico. I partiti allora si coalizzeranno producendo così un bipolarismo e non un bipartitismo come affermava la prima legge del Duverger. C’è anche un’altra ipotesi da considerare, afferma Sartori, e cioè quella della presenza di un partito forte in alcune regioni per il quale anche il sistema maggioritario a turno unico non porterà al bipartitismo. Infatti questo partito, in base alla sua presenza nelle regioni in cui riceverà una forte risposta elettorale, avrà modo di essere rappresentato a livello nazionale determinando così un tripartitismo. Nel caso ci fossero altri partiti forti in determinate zone, avremo un sistema anche con più di tre partiti. In buona sostanza, secondo Sartori, non è sufficiente esaminare il sistema elettorale per arrivare a delle conclusioni ma bisogna considerare anche il livello di strutturazione dei partiti e soprattutto il loro radicamento nel territorio.

D. Mafera – Professor Sartori quali concrete rettifiche stabilisce lei quale grande politologo italiano e mondiale, alle leggi del Duverger dove si ipotizzano diverse situazioni?

R. Prof. Giovanni Sartori – La prima “rettifica” afferma che il sistema maggioritario non produce bipartitismo ma casomai concorre a mantenerlo secondo una logica di congelamento. Il secondo correttivo si ricollega ad una situazione in cui, in un sistema a più partiti, se ci sono almeno due partiti strutturati e ben radicati in certe zone, questi possono essere sicuri di poter presentare candidati in tutti i collegi e quindi hanno una elevata possibilità di essere eletti nelle loro rispettive circoscrizioni elettorali. In particolare il maggioritario contribuisce a mantenere il bipartitismo, come si diceva, se l’elettorato è refrattario a riconoscersi in questi due partiti grandi solo nel caso in cui tale elettorato rimanga disperso per cui i suoi voti non confluiscono in un solo partito ma si disperdono. In tal caso infatti, non si verifica l’affermazione del terzo partito ma solo quella dei due partiti maggiori che però saranno meno rappresentativi. Un altro ragionamento a proposito del bipartitismo, afferma che questo è impossibile se ci sono differenze etniche, linguistiche, religiose concentrate in determinati collegi. Anche nel caso di un maggioritario a turno unico, se ci sono delle minoranze (enclave) che rifiutano di riconoscersi nei due partiti maggiori e sono concentrate in una determinata circoscrizione elettorale, sicuramente in quella zona la competizione elettorale sarà vinta dalla minoranza. In tal modo il bipartitismo non si realizzerà mai.

 

D. Mafera – E infine cosa ci può dire del sistema proporzionale, se ci sono correttivi anche in questo?

R. Prof. Giovanni Sartori – Nell’ultimo correttivo sul sistema proporzionale…… Anche in questa ipotesi che il Duverger rapporta ad un automatico multipartitismo, il politologo Sartori distingue diversi effetti di proporzionalità. Infatti egli arriva anche al caso limite del collegio uninominale che riduce fortemente il proporzionale, effetto questo che si ripropone nella circostanza della circoscrizione elettorale molto piccola. Nel caso opposto e cioè nel collegio ampio le minoranze saranno più rappresentate.

In conclusione Sartori lascia intendere che il frazionamento dei partiti e il conseguente multipartitismo non dipende tanto dal sistema elettorale quanto dal fatto che ci sono interessi diversi in zone diverse.

Carlo Mafera

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