A proposito della richiesta di perdono ai nomadi da parte di Papa Francesco nella sua visita in Romania, ecco il racconto sull’olocausto dei Rom (certamente poco conosciuto ma non meno grave della più famosa Shoa)

Lo sterminio degli zingari è stato determinato dall’egoismo della nostra civiltà occidentale, dal nostro sfrenato etnocentrismo con il quale, per esempio, in precedenza abbiamo distrutto i popoli Maya, Azteca, Incas egli Indiani d’America. Ma, alla base dell’egoismo c’è la fobia, la paura dell’altro

Il sonno della ragione come anche il sonno nell’ignoranza genera mostri. Sfatare i luoghi comuni che si sono accentrati nei confronti degli zingari, depurare il nostro senso comune nel quale siamo immersi è un’operazione doverosa e dovuta verso un popolo che silenziosamente è stato decimato e per il cui olocausto non è stata fatta una seria analisi storica. Infatti non è stata finora costruita una giusta memoria come è stata fatta a ragione per il popolo ebreo. Purtroppo, per la sua stessa natura, il popolo Rom è un popolo analfabeta che conosce solo la tradizione orale che, peraltro prevede (eroicamente a mio avviso) la scelta dell’oblio delle situazioni negative. Insomma un popolo che è stata annientato come un agnello sacrificale che non ha proferito una parola né prima, né durante, né dopo il suo olocausto. E tutto ciò è stato determinato dall’egoismo della nostra civiltà occidentale, dal nostro sfrenato etnocentrismo con il quale, per esempio, abbiamo distrutto i popoli Maya, Azteca, Incas egli Indiani d’America. Ma, alla base dell’egoismo c’è la fobia, la paura dell’altro, del diverso da noi. Si è creato per secoli una contrapposizione tra il gruppo del “Noi-in” dal gruppo del “Noi-out” che secondo la logica , non solo nazista, deve essere eliminato. Infatti, di fronte all’olocausto degli Ebrei, la cui motivazione era il loro non essere ariani, i nazisti non potevano opporre lo stesso motivo per gli zingari che probabilmente erano più ariani di loro perché provenienti anch’essi dall’India. E nella loro follia, dettata appunto dalla paura dell’altro, del diverso, di colui il quale non si adatta alla logica mercantile, i nazisti si dovettero inventare il concetto di “arianesimo decaduto e contaminato”. Niente di più falso. Casomai era proprio l’ipotesi opposta quella più attendibile. E qui interviene ancora una volta la psicologia. Infatti spesso si attribuisce all’altro il proprio “peccato” o la propria manchevolezza con il classico meccanismo della proiezione. Bene ha detto una delle poche storiche, Giovanna Boursier, che si è occupata dello sterminio dei Rom nel suo libro Lo sterminio dimenticato. “I lager sono apparsi lo sbocco logico, non folle né episodico, di quella concezione la quale sostiene che non bisogna tollerare la differenza e l’opposizione; ciò che si distingue dal gruppo del noi è male e pericoloso, diviene nemico totale : nei campi e per le strade di tutta l’Europa sono morti (infatti) assieme ad ebrei e zingari, migliaia di russi, politici perseguitati, credenti di diverse religioni, omosessuali e tanti uomini e donne e bambini di diverse nazioni”. E non crediamo che “la caccia alle streghe “ sia finita. È sempre dietro l’angolo. I meccanismi della paura dell’altro sono sempre presenti nella nostra mente umana ancora oggi. E tanti fenomeni di razzismo ne sono la prova e non solo a livello del macrocosmo sociale ma anche semplicemente li possiamo riscontrare  nel microcosmo dei nostri rapporti interpersonali. Là, possiamo vedere come la paura dell’altro, anche nella persona più vicina e familiare sia sempre latente e presente facendo scaturire talvolta degli “inspiegabili” delitti (come per esempio quello di Erba). E adesso un po’ di cifre, frutto maledetto di questa paura. Lo sterminio degli zingari è iniziato nei lager di Dachau, Dieselstrasse, Mahrzan e Vennehausen. La stragrande maggioranza ha subito le stesse umiliazioni degli Ebrei. Ci sono diverse stime circa il numero delle vittime. L’Associazione per i popoli minacciati ritiene che i morti siano stati circa 277mila. L’United States Holocaust Memorial Museum (USHMM) stima che le vittime Rom e Sinti furono tra 220mila e 500mila. Quel che sorprende è che non furono i nazisti a capeggiare la triste classifica degli sterminatori. I nazisti ne uccisero soltanto (si fa per dire) 15mila mentre il regime alleato croato degli Ustascia fu quello più accanito, decimando 90mila zingari, nel campo di concentramento di Jasenovac insieme con gli Ebrei e i Serbi. Il governo ungherese deportò tra 28mila e 33mila Rom su una popolazione stimata tra 70mila e 100mila individui. Anche in Italia ci furono ben 1000 zingari uccisi dal regime fascista. L’unico grido di dolore che emerse dalla tradizione orale della cultura zingara fu quello di un verso di una canzone che faceva così “Ci hanno fatto entrare attraverso il portone e ci fecero uscire dai comignoli.”

Carlo Mafera

Un pensiero su “A proposito della richiesta di perdono ai nomadi da parte di Papa Francesco nella sua visita in Romania, ecco il racconto sull’olocausto dei Rom (certamente poco conosciuto ma non meno grave della più famosa Shoa)

  1. Tutto terribilmente vero.
    La memoria cancellata di un genocidio non diminuisce certo l’importanza degli altri genocidi.
    Tuttavia rimane un resistenza a ricordare che tra i perseguitati vi furono anche i Massoni, come se l’essere scomunicati li ponesse meritevoli di essere uccisi. Quegli stessi Massoni accusati di terribili nefandezze prima ancora di chiedersi chi fossero e disumanizzati per rendere meno disumano perseguitarli.

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