Ballet-ex al Viganò di Roma il 17 marzo, la periferia ancora protagonista sul tema “divertiamoci con l’arte”

Uno spettacolo che ha valorizzato questa forma di espressione artistica, sia a livello professionistico sia a quello scolastico 

Ballet-ex , gruppo unico in Italia in quanto si distingue per mettere in rilievo la danza  maschile è stato in scena sabato 17 marzo alle ore 17 al teatro Viganò  di Roma nell’ambito dell’annuale rassegna “Divertiamoci con l’arte” con l’ ultima creazione della coreografia Luisa Signorelli .

Lo spettacolo del 17 marzo al teatro Viganò di Roma è stato particolarmente interessante perché alcuni coreografi  hanno messo in scena delle creazioni dedicate alla donna in omaggio alla festa che ricorreva proprio in quei giorni.

Una delle forme artistiche preferite da chi scrive questa recensione. La danza  è l’azione in cui il corpo ripropone la figura archetipica che sta alla base del rito: il singolo individuo trascende il suo Sé corporeo, per fondersi con il suo Sé Spirituale, ovvero con il Sé Spirituale del gruppo. È un linguaggio del corpo, sia a livello individuale, sia collettivo. Solo il gruppo infatti può essere conduttore del rituale magico, anche se è presente una persona che lo guida: il contatto con l’Assoluto è possibile solo attraverso il gruppo.  Il corpo umano trasmette tanti messaggi spirituali e nella danza ciò si realizza in modo sublime. Niente affatto riducibile a uno spostamento fisico di membra, il movimento del corpo umano esprime le componenti di cui il corpo stesso è fatto, simbolizzando tutti gli aspetti della sua presenza. Muovendosi, il corpo ‘dice’ la propria misteriosa essenza, lo scavo interiore da cui emerge lo spirito, come segreto di una profonda inscindibilità. Ci sono tutti i trascendentali dell’essere : la Bontà, la Bellezza, l’Unità, la Verità, l’Essenza.

Infatti, siamo dinanzi a una struttura d’essere che si applica alla danza, perché se consideriamo quello che accade quando un corpo umano si mette a danzare dobbiamo ammettere che il suo movimento non è solo fisico. Ogni più piccola movenza del danzatore, e questo l’hanno dimostrato i cento ragazzi che si sono succeduti sul palco, mostra le tracce di un corpo che è anche anima, rivelando i segni di un cosmo di gesti possibili, depurati dalla incoscienza. Ciò indica che alla danza non appartiene qualsiasi movimento del corpo. C’è un unico movimento che può trasmettere l’essenza nascosta delle funzioni  e comunicare qualcosa di ulteriore all’essere stesso. Come la poesia anche la danza può far trascendere le parole e i gesti quotidiani portandoli in un contesto diverso, che ne schiudono il senso più profondo, rispetto all’agire abituale. Il bello della danza è trasformare il movimento materiale in movimento poetico. E’ un modo di   attualizzare le presenze, non in senso empirico, bensì originario. È una possibilità di andare oltre l’idea della vita a una dimensione, di andare oltre la visione dell’altro come oggetto, e di trascendere  l’aspetto razionalizzato del mondo. Danzare significa sostanzialmente immaginare risalendo la china verso i significati primari dell’esistenza, e cioè come si diceva andare verso le strutture profonde dell’essere e verso  il valore dell’esserci dove si trovano  i luoghi della nostra libertà. L’immaginazione, dunque, è il movimento di una trascendenza che scava il reale e mette in luce, attraverso la danza, il desiderio dell’uomo di andare oltre lo spazio e il tempo. L’arte della danza, è quindi la tensione atavica dell’essere umano dell’uscire fuori, da se stesso (ex-sistere)  al di là delle categorie pratiche dell’esperienza. Il suo movimento è carico di risvolti anti materialistici e non obbedisce alle leggi della sopravvivenza. Ricorda tanto la frase evangelica “Non di solo pane vive l’uomo”. L’uomo infatti non ha bisogno solo di sopravvivere. Egli è un animale particolare che attribuisce valore al proprio esistere, investendo in cose praticamente inutili la sua eccedenza vitale. E’ solo in questa eccedenza spirituale che l’uomo si ritrova e la danza è sovrana di questa metamorfosi, di questa discontinuità nello scorrere lineare dei giorni e delle ore. E, in quanto tale, è un’estasi: possibilità di exsistere, di stare fuori, di bucare il velo dell’inconoscibile per raggiungere la verità .Non dimentichiamo che l’etimologia di Verità è proprio questa “togliere il nascondimento” e ciò, tra tutte le arti lo realizza meglio la danza. L’altra sera al teatro Viganò ho avuto modo di fare questi voli pindarici, contemplando le esibizioni di questi bravissimi ragazzi che tanta strada ancora hanno da compiere nel trasmettere valori e trascendenza.

Carlo Mafera

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